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sabato 31 ottobre 2009

Barcellona dirà NO alla corrida?

Tra qualche giorno la Catalogna potrebbe essere interamente debellata dalla tauromachia.
Rimane solo la provincia di Barcellona a sostenere la crudele tradizione; Barcellona, che anche lo scorso 27 settembre è riuscita ad occupare i 19.000 posti nella Plaza Monumental per l'ultima (forse) sua corrida.
Molti sostengono che per gli aficionados era uno spettacolo da non perdere, in quanto tornava in campo uno dei matador più forti di tutti i tempi, in pensione da ben 5 anni, Josè Tomàs.

Il gruppo anticorrida "Plataforma Prou" (in catalano, Basta) ha inviato una petizione al parlamento catalano per la richiesta di una legge per la proibizione delle corride in Catalogna, il tutto accompagnato da ben 180.000 firme... secondo i sondaggi del collettivo anticorrida, l'80 per cento della popolazione si dichiara contraria alle corride.
L'iniziativa non poteva passare inosservata, e così al momento la decisione spetta solo ai partiti.

Che sia l'inizio di un dilagarsi di abolizioni di corride anche in altre città spagnole (e non solo) ?


Nella mia ingenuità, ero convinta che le corride fossero un qualcosa di leggendario, che avvenisse poche volte all'anno: quest'estate invece ho appreso che le corride vengono fatte ogni sabato e domenica, e ogni corrida presenta ben 6-7 combattimenti.
Il noto scrittore nonchè raffinato critico taurino Javier Villàn, scrive nel libro "Liturgia del dolor" riguardo la tauromachia: “La colpa della decadenza della corrida a Barcellona non è solo del nazionalismo antispagnolo; ma anche di una cattiva gestione imprenditoriale e di una passione popolare indolente, che ha lasciato passare ogni tipo di abuso, soprattutto la mancanza di rispetto verso il toro. E la critica taurina è inesistente. L’arena è per turisti, per ragazze svedesi. Davanti a una passione più vigorosa e a una fiesta più combattiva, il nazionalismo avrebbe potuto far poco”.
E' anche vero che la Spagna vive di turismo sfruttando il luogo comune di fiestas, flamenco e corride...

Attendendo l'esito dal parlamento catalano, il dibattito vede sempre due distinti poli a scontrarsi: il regionalismo preme per l’abolizione, il nazionalismo panispanico la contrasta. L'orgoglio e la fierezza spagnole sostennero la resistenza alla pressione abolizionista dell’UE.


Staremo a vedere.

Madrid rimane al sole, anche in ottobre.

Il Paìs informa riguardo a questo autunno madrileno particolarmente caldo, soleggiato e secco, con temperature attorno ai 27 gradi nel mese di settembre. La causa è dovuta alla persistenza di un anticiclone (zona di alta pressione) nelle alture dell'ovest della Penisola iberica, il quale ha impedito l'arrivo di temporali nel centro della Spagna.

L'altro giorno parlavo con un amico di Madrid, e mi diceva che da quelle parti la neve si vede gran poco. Eventualmente rimane solo la Sierra ad "ospitare" ondate di neve e pioggia.
Insomma, se qui abbiamo le puntuali chiusure delle scuole per la neve che blocca strade e di conseguenza corriere ed auto... gli studenti madrileni non hanno scuse per perdere lezioni a causa del maltempo!

;-)

venerdì 30 ottobre 2009

Vamos a ir directamente al grano!

Masticate un pò di spagnolo?
In entrambi i casi cari lettori, è doveroso sapere che gli spagnoli utilizzano TANTE e tante frasi fatte.
Tutti riconducibili a precise immagini, vecchi proverbi, similitudini o metafore.

Ogni tanto vi lascerò qualche "frase hecha" sottoposta rigorosamente ad analisi, appellandomi anche ad un sito specifico spagnolo che si occupa appunto di "espressioni spagnole" (lo spagnolo utile che non è solito essere riportato nei libri) e del quale vi riporto il link:
http://erasmusv.wordpress.com/

La prima espressione che voglio farvi conoscere è quella che riporto nel titolo sopra: IR AL GRANO

Il grano in spagnolo può voler significare il semino o frutto dei cereali o di altre piante, un piccolo pezzetto di una qualsiasi sostanza, un acino d'uva, un granello di sabbia o ancora... un brufolo.
Insomma, ciò che accomuna queste varianti di significato è proprio la centralità, un qualcosa di assolutamente completo e basico.

"Ir al grano", dunque, è non perdersi in cose senza importanza o girarci troppo attorno: è tirare le somme della conversazione, giungere al punto del discorso.

giovedì 29 ottobre 2009

Los abrazos rotos, nelle sale italiane il 13 novembre!

Finalmente l'ultimo film di Almodòvar sembra uscire anche in Italia.
La storia della sua uscita è per me ancora un grande mistero, in quanto già tempo fa le riviste di cinema e i cinema stessi mettevano ottobre come mese per la sua programmazione. Morale della favola, misteriosamente l'hanno tolto... e della sua uscita non era rimasta nemmeno l'ombra.

Quando poterlo guardare?
Al momento nei giornali campeggia la data 13 novembre sotto la locandina del film... staremo a vedere!

Leggevo parecchie critiche riguardo a questo film (oltretutto passato totalmente inosservato nel panorama del concorso di Cannes 2009) , riguardo alla sua "staticità" e al suo poco dinamismo; qualche recensione presume che Almodòvar si sia adagiato sulla sua ormai ben nota capacità di produrre film, senza però aggiungere delle novità (cosa che fece con Volver, il quale rimane tra tutte le sue produzioni uno dei film più riusciti, "caldo" e movimentato nonostante la presenza di poche figure principali). Ritornano anche qui i temi almodovariani della gelosia, della passione segreta e proibita, dell'amore impossibilitato, dell'amore omosessuale; il tutto mescolato tra immagini vive e colorate di donne tanto impacciate quanto tremendamente sensuali, dotate di grande autorità... alternate ad altre figure materne al servizio del personaggio maschile.

Dicono che il regista abbia sofferto di acuta emicrania nei mesi antecedenti alla stesura del film, e che una volta risolto il problema, sia rimasto in parte fotosensibile. Da qui l'ispirazione di mettere sulla scena un protagonista cieco dopo aver subito un grave incidente.

La trama è un intreccio che scorre fluido e chiaro, senza imperfezioni e complicazioni di carattere, se volete, "kitsch": oltre che a perdere la vista nell'incidente, Mateo perde anche Lena, la donna della sua vita. Quest'uomo ha due nomi: Harry Caine, pseudonimo con il quale firma le sue opere letterarie, i suoi racconti e le sue sceneggiature, e Matteo Blanco, il suo vero nome, con il quale vive e firma la regia dei suoi film. Dopo l'incidente, egli si trasforma definitivamente nel suo pseudonimo Harry Caine. Dal momento che non potrà più essere regista dei suoi film, preferisce sopravvivere con l'idea che Matteo Blanco è morto con la sua amata Lena in quell'incidente. Harry caine vive grazie alle sceneggiature che scrive con l'aiuto della sua fedele direttrice di produzione, Judit García, e del figlio di quest'ultima, Diego. Da quando è diventato cieco Harry ha sviluppato tutti gli altri sensi, imponendosi un'amnesia volontaria che gli permette di continuare a godere della vita. Non parla più dell'incidente. Non ricorda più l'identità di Mateo Blanco. Una notte però, Diego ha un incidente, e Harry decide di occuparsi di lui. Durante le lunghe notti di veglia , Harry comincia a raccontargli la sua storia per distrarlo, ed è proprio lì che ritrova un accenno di memoria.


L'Internet Movie DataBase lo targa con un bel 7.2.

Trovo le colonne sonore molto interessanti, si possono ascoltare dal sito ufficiale del film (http://www.losabrazosrotos.com/)



A disfrutar!

mercoledì 28 ottobre 2009

Ultreya! Suseya!

Non spaventatevi. A qualcuno non risulterà nuovo questo saluto, qualcun’altro invece ne avrà fatto molto uso... in una determinata esperienza.

“Ultreya! Suseya!” è l’incoraggiamento per antonomasia che i pellegrini in direzione a Santiago si scambiano a vicenda, è un incoraggiamento a proseguire, ad andare avanti per giungere finalmente alla metà, senza perdersi d’animo.

Bene cari lettori,

mi sono sentita un pò pellegrina senza meta, da quando ha chiuso un blog.
Un blog che parlava di Spagna, un punto di riferimento sull’attualità e sulla cultura spagnola.

Voglio continuare a tenere tutto questo vivo, dando una bella pacca sulla spalla a questo neo-nato blog, lasciandolo con il nostro saluto “pellegrino”.

Volete che vi dica ancora una cosa?
Io della Spagna sono innamorata da tempo. E’ una fiammella sempre viva in me, che sboccia in un grande fuoco artificiale ogni qual volta legge un suo riferimento, ogni qual volta la “sente parlare” attraverso note di melodie spagnole e rumori di tacchi che battono sui vecchi assi di legno di una soffitta, in qualche povero barrio.

Sono pronta a condividere con voi quel che so della Spagna.

A proporvi musica, ad aggiornarvi su Madrid e dintorni.
Vi consiglierò libri, riporterò qualche articolo tratto dal giornale nazionale Il Paìs (quanto basta per essere sempre aggiornati sulle vicende politiche e d’attualità della penisola iberica) , parleremo di ricette ispaniche e vedremo di saperne di più sulle bellezze che la nostra Spagna ha da farci conoscere.


A presto!