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lunedì 30 novembre 2009

Caballo

“… Yo.
Con el hueco blanquísimo de un caballo.
Rodeado de espectadores que tienen hormigas en las palabras.

En el circo del frío sin perfil mutilado.

Por los capiteles rotos de las mejillas desangradas.

Yo.

Mi hueco sin ti, ciudad, sin tus muertos que comen.
Ecuestre por mi vida definitivamente anclada.

Yo.

No hay siglo nuevo ni luz reciente.
Sólo un caballo azul y una madrugada.”

( “Nocturno del hueco” , Poeta en Nueva York)



Tra le mani una
frusta; il cavallo
macchiato in lontananza
su strada battuta
trotta…
e lotta
al cielo
di principio autunno,
nitrito, l’invito
alla corolla della
libera sera.
Nera
la terra
grezza, brulla
e galoppa
il cavallo leggiadro
sotto l’armatura,
e la pacata
arsura…
e trotta,
lotta
nella bolla
celeste per punta
di stella,
scoppiata.

"Sin Piel" in pieno centro a Madrid

"Quante vite per un cappotto?"

Questa una frase tra le tante di chi ieri manifestò a Puerta del Sol contro l'industria di pellicce. I difensori dei diritti degli animali appartenenti all'organizzazione AnimaNaturalis si stesero nudi nella pizza centrale sfidando il freddo e la pioggia, portando ancora una volta avanti il progetto Sin Piel, con l'obiettivo di far capire che indossare pelle d'animale e' un atto crudele ed egoista.

Il portavoce di AnimaNaturalis Andrea Padilla spiega che "A differenza della maggior parte delle capitali del mondo, a Madrid è solito vedere pellicce esposte dai negozi delle strade principali; le persone sensibili alla sofferenza degli animali vedono negli indumenti di pelle e in tutti i tipi di pelliccia un atto di crudeltà e dolore, non un articolo di lusso. La vanità di qualcuno toglie la vita a milioni di esseri innocenti. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a tale ingiustizia. "

domenica 29 novembre 2009

El Clàsico - Barcellona / Real Madrid (1-0)

Altro duello tra le grandi di Spagna: Real Madrid contro Barcellona, per l'ennesimo "clasico". Ne vale uno scudetto: Barça dominatore della Liga, Real in ascesa. A separarli sono quattro punti di distanza: se i bianchi vincono riaprono la questione, se vincono i catalani ammazzano definitivamente il campionato.

Si sfidano la Castiglia contro la Catalogna, il centro politico contro la periferia produttiva; la squadra preferita da Franco contro quella che per tutta l’epoca del Caudillo fu il simbolo sportivo della resistenza antifranchista. Entrambe le squadre hanno fatto la storia del calcio e non solo spagnolo. Il Real elenca 31 scudetti, nove Coppe dei Campioni, tre Intercontinentali e tanto altro. Il CV del Barça invece vede 18 scudetti, due Coppe dei Campioni, quattro Coppe delle Coppe e altro ancora.


La Spagna (e l'europa intera) hanno acceso il televisore dalle 19.00 di questa sera.

Io do un'occhiata su rojadirecta o direttamente aspetto i risultati alla conclusione...
Buona visione :-)

giovedì 26 novembre 2009

Hijo de la luna - Mecano

Non posso fare a meno di postare qui una canzone che deve essere per forza conosciuta, "Hijo de la luna".
Gli autori sono i i Mecano, uno dei più importanti gruppi musicali spagnoli di musica pop che esordì in contemporanea con la movida madrilena (dopo A quien le importa, ricomponiamo i tasselli musicali della movida... :P ) e che venne fondato proprio a Madrid nel 1981 dai fratelli Nacho e José María Cano accompagnati dalla cantante Ana Torroja.

Incantevole gruppo ed incantevole testo: solitudine, amore, morte violenta.
Tematiche tipicamente andaluse qui racchiuse in uno dei pezzi pop più conosciuti, e non solo in Spagna.
“Hijo de la luna” , è una leggenda che narra del patto tra una donna e la luna: la donna chiede un marito alla luna e quest’ultima è disposta a concederglielo solamente in cambio del suo futuro figlio. La donna gitana, pur di fuggire alla solitudine, accetta di sacrificare il figlio lasciandolo alla luna. Sfortunatamente, il bambino nasce albino, bianco e pallido come la luna (per patto, sua madre) : il gitano calè (in andaluso, è la colorazione scura di pelle dei gitani) pensa ad un tradimento e abbandona la donna con a fianco il neonato.



Il finale riconferma il carattere leggendario del racconto: la storia viene confrontata con le fasi lunari. La luna piena corrisponde alla felicità del bimbo, mentre la luna calante è immagine della culla. Inoltre, la luna rappresenta un’entità pagana, una sorta di strega che può realizzare il desiderio della gitana di trovare il suo sposo. Nella fantasia andalusa, la luna appare come dea della fertilità, possiede la magia in grado anche di poter dare un marito alla donna. Appare anche come divinità crudele, in quanto il destino fatale vuole la donna gitana morta, per aver concepito un figlio bianco come la luna, causa della tragedia.


Tutto trasuda di cultura andalusa, e un forte esempio lo si trova nelle figure presentate da Garcia Lorca nel “Romancero gitano”: la solitudine della donna, l’amore, la fertilità, la morte violenta. Comuni anche immagini, simboli, come la luna, l’oliva (colore olivastro della pelle) , la natura e i gitani (il “Romance de la Luna”, che posto qui sotto, è sempre relazionata ad un bambino morto).



"La luna vino a la fragua
con su polisón de nardos.
El niño la mira mira.
El niño la está mirando.
En el aire conmovido
mueve la luna sus brazos
y enseña, lúbrica y pura,
sus senos de duro estaño.
Huye luna, luna, luna.

Si vinieran los gitanos,
harían con tu corazón
collares y anillos blancos.
Niño, déjame que baile.
Cuando vengan los gitanos,
te encontrarán sobre el yunque
con los ojillos cerrados..."

"Huye luna, luna, luna,
que ya siento sus caballos.
Níno, déjame, no pises
mi blancor almidonado.

El jinete se acercaba
tocando el tambor del llano
Dentro de la fragua el niño,
tiene los ojos cerrados.

Por el olivar venían,
bronce y sueño, los gitanos.
Las cabezas levantadas
y los ojos entornados."

"¡Cómo canta la zumaya,
ay cómo canta en el árbol!
Por el cielo va la luna
con un niño de la mano.

Dentro de la fragua lloran,
dando gritos, los gitanos.
El aire la vela, vela.
El aire la está velando..."

"Smettiamola con la lotta armata"

Continuano gli arresti nell'ambito del gruppo indipendentista dell'Eta.
Gli scorsi giorni la polizia spagnola ha arrestato oltre 30 persone del movimento Segi, principale gruppo dell'Eta.

In un articolo su El Pais di oggi, Carmen Gisasola e Joseba Urrosolo Sistiaga, due veterane dell'organizzazione terrorista ETA che stanno attualmente scontando la condanna nella carcere di Zuera a Zaragoza, sostengono che "l'ETA deve lasciare le armi e integrarsi in un partito politico e non con lo scopo di diventare leader, ma come un 'vagone in più' ".

Dicono inoltre che "quando si parla di nuovi strumenti politici, vuol dire che è doveroso abbandonare l'utilizzo di ciò che al giorno d'oggi non serve più, e cioè la battaglia armata."

Qui l'articolo su El Pais.

mercoledì 25 novembre 2009

Tù y ti... tuen ti

Predicheranno ai quattro venti che oggigiorno i social network devono doverosamente mettere in contatto il mondo con l'intero mondo.
La Spagna riesce a mantenere un pò d'orgoglio di patria utilizzando Tuenti, il corrispondente spagnolo di Facebook. Tuenti è una rete sociale virtuale che permette di creare il proprio profilo, inserendo foto, video e aggiungendo contatti amici.
La differenza con il Facebook internazionale? ...che il mondo di Tuenti è aperto solo alle persone spagnole che vengono invitate da chi è già membro.

Tuenti fu creato nel 2006 da Zaryn Dentzel, studente statunitense attualmente residente a Madrid. Inizialmente il progetto era diretto solamente agli universitari e solo poche persone ne potevano predisporre. Più tardi si estese anche ad altri utenti, a patto che fossero stati invitati da membri iscritti al programma.
Attualmente si calcola che ci siano circa 6 milioni di utenti in Spagna, la maggior parte di loro collegiali e universitari.

Ma non vi siete chiesti cosa significa la parola "tuenti"?
Secondo Zaryn Denzel, il nome "Tuenti" nacque dalla necessità di trovarne uno che potesse includere "tù" e "ti" ("tu" e "a te") : con lo scopo di trovarne un nome, gli utenti proposero moltissime alternative e alla fine si decisero per Tuenti perchè ricordava molto a "tu entidad" (la tua identità) e perchè, scrivono, suonava bene.

:-)

martedì 24 novembre 2009

500% alcool nel sangue!

Video molto simpatico (inquietante, forse) di un ubriaco in un supermercato di Buenafuente.

Spacca in due! :D

Madrid pronta per il Natale!

Un articolo presente in "El Pais" informa che il Natale tornerà a brillare a Madrid dal 27 novembre, il prossimo venerdì. 170 saranno le strade e le piazze che verranno illuminate e decorate a festa e proprio nella giornata di ieri il sindaco Alberto Ruiz-Gallardòn ha presentato il programma delle attività.

La protagonista sarà proprio la Gran Vìa, nella vigilia del suo centesimo compleanno. Quest'anno le lampadine saranno 700.000 in più rispetto allo scorso anno e per non aumentare le spese per l'energia, il Comune ha deciso di utilizzare lampadine a basso consumo, riducendo inoltre l'orario in cui rimarranno in funzione: dalle 18.00 alle 22.00 fino al 23 di dicembre.
La città sarà "vigilata" da tre enormi alberi:
uno a forma di grattacielo si troverà nella Red de San Luis; il secondo, alto 21 metri, si situerà en la Plaza de Callao assieme ad un'enorme pista di ghiaccio artificiale e l'ultimo occuperà Plaza de Espana. Altri nove saranno sparsi per il resto delle piazze madrilene.

Plaza de Oriente avvierà alle feste il 17 di dicembre con lo spettacolo pirotecnico.


Immergiamoci nel Natale con Madrid, guardatevi questo video "silenzioso" postato da El Pais.
:-)

lunedì 23 novembre 2009

22 novembre: 34esimo anniversario della morte di Franco

L'altro giorno centinaia di nostalgici di Francisco Franco si sono radunati a Madrid in occasione del 34esimo anniversario della sua morte. La manifestazione, cui hanno partecipato membri delle falangi provenienti da diverse parti d'Europa, si è comunque svolta nella calma, sotto il controllo della polizia spagnola.

Venerdì, come ogni anno il 20 novembre, era stata celebrata una messa nel gigantesco mausoleo fatto costruire da Franco nella Valle de los Caidos, vicino a Madrid, per ricordare la sua morte nel 1975 e quella del fondatore della Falange spagnola, José Antonio Primo de Rivera, lo stesso giorno del 1936.

domenica 22 novembre 2009

Favorita de un Sultan - Medina Azahara

I Medina Azahara appaiono sulla scena musicale spagnola nel 1979.
E' definito Rock Andaluso (io ci sto diventando matta, ahimè!) , il quale veniva suonato in Andalucìa tra la fine degli anni 70 e i primi degli anni 80.
Prometto di scrivere qualcosa su questo gruppo favoloso fattomi conoscere da un amico di Granada.

A voi!

Museo del Prado, Madrid

Il Prado è uno dei musei più importanti del mondo, e vale la pena dedicare un buon numero di ore per visitarlo!
Lo dico io, che quest'estate sono entrata per le dieci e alle una ero ancora a girovagare per stanze e gallerie accompagnata dalla funzionabilissima guida - audio. La mia visita è stata però sfortunatamente ''alleggerita'' in quanto ad orario perchè l'intera sezione riservata all'arte italiana era in piena fase di ristrutturazione... d'ogni modo,
ho potuto guardare con più tranquillità gli splendidi dipinti del Goya, di Ribera, Murillo, El Greco, Caravaggio, Velazquez (...)
Il complesso del Prado divenne sede di collezioni d'arte a partire dal 1816 e attualmente le opere sono distribuite su due piani e sul pianterreno.
Giusto per ripercorrere velocemente la collezione, sul pianterreno subito dopo l'ingresso dalla Porta del Goya sono stati riposizionati i Murales de la ermita de la Santa Cruz de Maderuelo (affreschi trovati vicino Segovia) ; la cappella è grande poco più di 20 metri quadrati e gli affreschi visibili rappresentano angeli, scene evangeliche e bibliche, come la Creazione di Adamo ed Eva e l’Offerta di Caino e Abele. Il resto è dedicato quasi esclusivamente all'arte italiana che, come ho già detto, non ho avuto la fortuna di vedere... qui comunque risiedono alcuni dei dipinti più importanti, come l'Annunciazione del Beato Angelico, la Storia di Nastagio degli Onesti del Botticelli (ispiratosi alla novella nel Decameron del Boccaccio), il Cristo morto di Antonello da Messina, Carlo V a cavallo alla Battaglia di Muhlberg del Tiziano e molto altro.

Al primo piano, prima di immergersi nel regno dei dipinti del Goya, da visitare il famoso Davide e Golia del Caravaggio. Qui troviamo anche la collezione di Velazquez (almeno il 40% delle sue opere è situato nel Prado) che arriva al suo culmine con Las Meninas (o Famiglia di Filippo IV): le Meninas sono proprio le dame di corte che accompagnano la Principessa Margherita, la quale entra nella sala dove lo stesso Velazquez sta dipingendo il ritratto della coppia reale.

Nel grande corridoio del primo piano ritroviamo il Goya: importante e famoso il ritratto della Famiglia di Carlo IV. Una stanza è dedicata alle Pinturas Negras, attraverso le quali viene percepita l'angoscia del pittore nel dipingerla; mi è rimasta impressa l'immagine del Perro hundido, il cane in balia delle onde gialle che fanno da sfondo a tutto il quadro.
Da non dimenticare le Fucilazioni del 3 maggio (
fucilazioni dei rivoltosi spagnoli da parte dell’esercito francese, avvenuta nel maggio del 1808) .

Al secondo piano continuano le opere di Goya, prime fra tutte le due immagini della Maja Vestida e Desnuda (La “Maja” è una donna del popolo e per il periodo in cui fu realizzata, era uno scandalo che fosse il soggetto di un quadro) .


Informazioni pratiche: il costo del biglietto non è molto alto, con 6 euro ti puoi fare l'intera visita. Gratis ai minori di 18 anni e al di sopra dei 65 (gratis anche nelle domeniche di ogni mese).
Nel fare il biglietto, ti chiedono se eventualmente si è interessati a comperare il "Paseo del Arte", biglietto che permette l'entrata al
Museo del Prado, al Museo Thyssen-Bornemisza, al Museo Reina Sofía. Il Museo è aperto ogni giorno dalle 9 del mattino alle 8 di sera, rimanendo chiuso ogni lunedì (assieme al 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre, Pasqua) .

Come arrivarci: il Paseo del Prado ti conduce "in bocca" al Museo, è un viale alberato e se ti trovi lì sai di essere sulla strada giusta (vi metto qualche foto scattata, qui sotto) . Con il metro ci si arriva scendendo alla stazione Banco de España (Linea2) e Atocha (Linea 1).


Alcune foto :-)


sabato 21 novembre 2009

Vicini alla crescita zero?

Pare che la popolazione in Spagna arriverà a quota 47 milioni di abitanti (1 milione e poco più rispetto all'attuale) nel 2019.
L' Instituto Nacional de Estadística afferma che la popolazione residente in Spagna vedrà una crescita media annuale di circa 113.000 abitanti e il tasso di fecondità raggiungerà i 1, 54 figli per donna (dovuto anche e soprattutto alla popolazione straniera).
L'età media con la quale una donna diventerà mamma sarà attorno ai 31 anni.
L'INE prevede anche che il numero degli immigrati, principale causa dell'aumento della popolazione, si ridurrà notevolmente fino ad arrivare ai 400.000 immigrati annuali nel 2018.

Infine, analizzando le regioni spagnole, l'Istituto conclude che la popolazione crescerà maggiormente in Castilla-La Mancha, Murcia e nelle Baleari; al contrario, la crescita toccherà il 3% nelle Asturie, nei Paesi Baschi e in Galizia.

giovedì 19 novembre 2009

Carmen - Bizet

“La porta si apriva direttamente sul vasto salone da ballo. Una debole luce dava all'ambiente l'atmosfera di una veglia funebre. Niente a che fare con la luce soffusa e sensuale in cui si agitava una volta la frenesia del tango e della habanera, lasciando nell'aria quell'odore di fumo, di sudore e di donna che trascinava e smarriva i ballerini…”

Questi pochi versi sono tratti dal breve racconto di Jorge Luis Borges, “Hombre de la esquina rosada” (L’uomo della casa rosa), che mai mi stancherò di leggere: un esempio di scenario argentino, immerso nei termini colorati del lunfardo, il dialetto di Buenos Aires. Storia di gauchos, di barrios, di delitti e di onori… di tanghi e di milonghe.
Insomma, uno spettacolo di tradizioni e colori che esprime tutto se stesso a partire dalla musica e in questo caso dall’ Habanera, un’antica danza di origini cubane che viene adottata anche da Bizet, nella famosa “Carmen”.

Carmen è gitana, giovane donna che corre tra i viottoli illuminati della terra di Siviglia, leggera sui suoi zoccoli di legno, coperta da scialli neri come i lunghi capelli che le arrivano poco sopra la vita. Rumorosa mentre cammina danzando, con perle rosse al collo e medaglioni brillanti che
tamburellano l’uno in ritmo perfetto con l’altro.



E’ proprio la sua comparsa in scena ad essere introdotta dall' habanera (“L’amour est un oiseau rebelle”): Carmen canta e balla con disinvoltura davanti agli uomini che attendono solo di vederla scivolare tra il rosso di una gonna e di un ventaglio, gettando loro qualche tenero fiore.
Lei è una zingara amata, desiderata quasi quanto la vittoria immediata del torero sul toro, nei confini di un’arena dorata con una folla imperlata di fiori e rose rosse che è pronta a scagliare sopra alla sagoma nera e macchiata di sangue del toro a terra.
Il torero Escamillo è stretto nel suo traje de luz giallo, nero e rosso e sembra dedicare l’ennesima vittoria nella corrida alla bella zingara, che applaude in un tintinnare di gioielli, in un rumore di tacchi, in un applauso esaltato.
Si percepisce l’impeto del crudele gioco che annulla ogni altro sentimento; la morte del toro è mischiata e sopraffatta dall’orgoglio del vincitore che esce dall’arena abbracciando la gitana, in uno sfondo di sole, fiori, colori.


Un consiglio? Guardatevi il fedelissimo film a questo dramma, “Carmen”, del regista Francesco Rosi, anno 1984. Entro breve posterò qualcosa su di un secondo film più recente, sempre sulla Carmen.

Real Monasterio de San Lorenzo de El Escorial

Monastero appartenente al 1500, il Monastero reale di San Lorenzo de El Escorial si trova a Madrid ed è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità.

Venne fatto erigere per volontà di Re Filippo II, che lo utilizzò come residenza reale-familiare. I lavori iniziarono nel 1563 e vennero terminati nel 1584 da Huan de Herrera (il monastero appartiene allo stile architettonico herreriano, per opera appunto del suo creatore) . L'edificio è suddiviso verticalmente in tre zone, di cui la centrale corrisponde al Cortile del Re; ai suoi angoli troviamo quattro torri, di 55 metri di altezza cadauna. All'interno vi si possono trovare la biblioteca (dove sono custoditi circa 45000 volumi risalenti al 1400/1500 ) , la basilica, la sagrestia, il pantheon del Re, i giardini dei frati...



La chiesa, a croce greca, accoglie i monumenti funebri di Carlo V e di Filippo II (quanto vorrei poterli vedere!!!)

Per dare qualche dato in numero... la costruzione è davvero delle più imponenti, vantando ben 15 chiostri, 13 oratori, 86 scale, 88 fontane, più di 1600 dipinti, 9 torri e 73 sculture.


Indirizzo: Calle Juan de Borbón y Battemberg, s/n 28200 San Lorenzo de El Escorial (Madrid)

Orari:
Dal 1 ottobre al 31 marzo, da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 17.00. Dal 1 aprile al 30 settembre, da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00. Giorno/i di chiusura: lunedì

martedì 17 novembre 2009

La leyenda del Cid... in cartone animato!

Sospiro Mio Cid,
ca mucho avie grandes cuidados.

Fablo mio Cid bien e tan mesurado:

«¡grado a ti, Señor Padre, que estas en alto! »
Esto me an buelto mios enemigos malos.»



Datato 2003, venne prodotto in Spagna il cartone animato sulla storia (romanzata) del famoso condottiero, intitolato “El Cid, la leyenda”.


Brevemente vi racconto di cosa tratta, giusto per farvene un’idea.
Siamo nell’anno 1000 d.C, Rodrigo è figlio di un nobile di Castiglia che viene educato a corte con il figlio del Re, il suo migliore amico Sancho. Rodrigo è innamorato della bella Gimena, figlia del Conde Gormaz, il quale proibisce questa relazione: i due giovani lotteranno per vedere realizzato il loro amore.
Tuttavia la tranquillità non dura per molto, perchè dopo la morte del Re Ferdinando, Rodrigo cade in una fitta rete di cospirazioni nelle quali viene coinvolto anche Sancho e finiscono per incoronare l’infante Alfonso. Da un giorno all’altro Rodrigo perde tutto quello per cui ha lottato: perde il suo migliore amico e la sua amata Gimena. Viene successivamente allontanato dalla Castiglia e senza onore. Lontano da casa sua e in territorio nemico, Rodrigo e qualche amico e con l’aiuto del principe Al-Mutamin, recuperano i territori perso e faranno fronte al nemico del re Alfonso, il terribile Ben Yussuf.
Rodrigo farà tutto il possibile per recuperare il perdono del suo re, la sua posizione e l’amore di Gimena.

Ve ne consiglio la visione perchè, a parer mio, è molto ben fatto. La particolarità? La maestosità dei personaggi disegnati, di dimensioni abnormi... ma quel che è giusto per far risaltare ancora di più questi enormi personaggi della storia (a proposito, a Burgos ho avuto modo di vedere la tomba del Cid –oltre che alla sua statua (che vi posto qui sotto) , nel centro della città... se un giorno passerete per di là, ricordatevi di “echar un vistazo” / darci un’occhiata!)


El Cid, Burgos (estate 2008)


"Ano 1099: en Espana dentro en Valencia murio el conde Rodrigo Diaz
su muerte causo el mas grave duelo
en la cristiandad
y gozo grande entre sus enemigos."

Y pare madrid - Sinkope

"Y pare Madrid un montón de sueños para no dormir,
y empieza a rugir el movimiento.
Que ir y venir hay en su piel y en sus adentros, vivir y morir al mismo tiempo..
Y comercio y oficinas y mil putas sin esquinas y la ronda habitual de los maderos..."


lunedì 16 novembre 2009

"Lorca estende la sua fossa"

La famiglia del grande poeta rimane l'unica a voler salvaguardare la sua memoria senza dover ricorrere alla ricerca del corpo.

Sei persone hanno sollecitato il Consiglio di Giustizia di Andalucìa per poter avere la riesumazione e l'identificazione dei corpi dei propri familiari e poter così sapere se sono sepolti nella fossa di Alfacar (Granada), dove si suppone giaccia il poeta Garcìa Lorca. Tra queste sei persone c'è Manuel Jimènez, 81 anni. A fine ottobre si presentò ad Alfacar con l'intento di trovare i resti del padre, Antonio Jimènez, fucilato nell'agosto del 1936.

I lavori di scavo dovrebbero poter identificare i resti del poeta, del maestro Diòscoro Galindo, i bandilleros Francisco Galadí y Joaquín Arcollas, l'ispettore Fermín Roldán e il ristoratore Miguel Cobo. Da quando cominciarono i lavori si sono fatte vive queste sei persone, tutte di Granada e dintorni, portando prove riguardo alla presenza dei corpi dei familiari nella zona di Fuente Grande. Il Commissariato per la Memoria storica sta esaminando queste prove scritte ed orali.




Si la muerte es la muerte, ¿qué será de los poetas y de las cosas dormidas que ya nadie las recuerda? ¡Oh sol de las esperanzas! ¡Agua clara! ¡Luna nueva! ¡Corazones de los niños! ¡Almas mudas de las piedras! Hoy siento en el corazón un vago temblor de estrellas y todas las rosas son tan blancas como mi pena. (Federico García Lorca, Canción Otoñal, 1918)

domenica 15 novembre 2009

Amanecer de Otoño - Antonio Machado

Una larga carretera
entre grises peñascales,

y alguna humilde pradera

donde pacen negros toros. Zarzas, malezas,jarales.


Está la tierra mojada

por las gotas del rocío,

y la alameda dorada,

hacia la curva del río.


Tras los montes de violeta

quebrado el primer albor:
a la espalda la escopeta,

entre sus galgos agudos, caminando un cazador.


Amanecer de Otoño - Antonio Machado



Trad : La lunga carreggiata
tra grigie rocciose terre
e qualche umile prato
dove pascolano neri tori. Rovi, cisti, sterpi.

La terra è inzuppata
dalle gocce di rugiada
e il pioppeto dorato
verso la curva del fiume.
Dietro i monti di violetta
si è aperto il primo albore.
Col fucile sulla spalla,
tra i suoi sagaci veltri, cammina un cacciatore

Los secretos del corazòn - Montxo Armendàriz

Dando un occhio ai film che l'istituto Cervantes propone nella serie di cineforum, ho incontrato "Los secretos del corazòn" . Io me ne intendo tanto e tanto poco di cinema, però apprezzo molto i cosiddetti "film scolastici", ossia quei film che vengono fatti vedere a scuola, nei cineforum appunto... perchè sono sempre correlati con la cultura e la storia del paese che li produce.

Los secretos del corazòn è un film scritto e diretto nel 1997 da Montxo Armendàriz, appartiene alla categoria drammatica ed è vincitore di quattro premi Goya (il più importante riconoscimento cinematografico spagnolo, attribuito ogni anno dall' Academia de las Artes y de las Ciencias cinematogràficas alle personalità del mondo del cinema che si sono maggiormente distinte nel proprio settore) oltre che ad essere stato candidato all'Oscar di Hollywood.
Senza svelarvi troppo, vi accenno riguardo alla trama. La storia è sottile, vista dagli occhi ingenui e spaventati di Javì (recita stupendamente, mi ha incantato più lui che il film intero!) che entra a far parte del mondo adulto in modo par quasi "burrascoso".
Durante le vacanze, Javì e suo fratello Juan (un poco più grande di lui) lasciano il paesino dove vivono per andarsene in montagna. Curioso è sapere e vedere che una delle stanze della casa è sempre chiusa, par nascondere un segreto che Javì è desideroso di scoprire; lì infatti pochi anni prima morì suo padre. Juan lo spaventa dicendogli che in quella stanza avrebbe potuto risentire la voce del padre e, sempre più convinto a far luce su tutto questo, Javì verrà a conoscenza del mondo adulto e delle bugie celate (la madre innamorata dello zio, etc..)


Ecco, tanta dolcezza la trasmette il bambino principale, Andoni Erburu :')
...nel cast sono presenti anche molti volti conosciuti, come Charo Lòpez (che avevo già vista in "Kika" di Almodòvar) e Vicky Pena (ne "La casa di Bernarda Alba" interpretava Martirio).

Voto IMDB: 7.2!

venerdì 13 novembre 2009

Churros churros churros

Ho provato a cucinare questi dolcetti di pastella fritta e zucchero filato tempo fa, con un risultato a dir poco terrificante: piccole frittelle prive di ogni tipo di gusto hanno preso forma nella padella antiaderente. Il mio tentativo di riprodurre questa leccornia iberica è finita in un vero disastro.

I Churros sono una tradizione della cucina venezuelana così come per altre cucine sudamericane, anche se ebbero origine propriamente in Spagna. Gli immigrati spagnoli, infatti, portarono questo tipico dolce fritto, servito con cioccolata calda, in molti paesi sudamericani, come Venezuela, Argentina, Uruguay, Cile, Colombia, Messico, Cuba e Brasile, tra gli altri. Ogni nazione adattò i churros ai propri gusti autoctoni, ed in questo modo nacque il buonissimo “Churro relleno”, ossia ripieno, che, a differenza degli originali spagnoli, è ripieno di una gran varietà di sapori.

Spesso sono accompagnati da una tazza di cioccolato fumante oppure vengono immersi nel latte caldo, e quest'ultimo caso è proprio l'esempio della colazione domenicale di un madrileno.
Vi riporto la ricetta dei churros caseros, ossia dei tipici churros fatti in casa:

Ingredienti:
1 litro d'acqua
1 kilo di farina 00
sale
olio per friggere

una churrera come quella in foto (o una tasca da pasticcere con bocchetta a stella)


In una pentola piuttosto larga fate bollire l'acqua leggermente salata.
Quando l'acqua starà bollendo gettatevi dentro, tutta insieme, la farina e mescolate con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto mediamente omogeneo e morbido lasciandolo poi intiepidire: nel caso fosse troppo duro, è necessario aggiungere dell'acqua caldissima.
Nel frattempo scaldate l'olio in una padella profonda o in una friggitrice.
Introducete un po' dell'impasto nella churrera o in una tasca da pasticcere con la bocchetta a stella. Quando l'impasto sarà uscito dalla bocchetta per almeno 20 cm, allora afferrate l'impasto con le dita e unite l'estremità inferiore a quella superiore formando una ciambellina.
Ogni churro dovrà essere fatto cadere subito nell'olio bollente per friggerlo; è necessario farne pochi per evitare che si brucino. Devono rigorosamente essere fritti in abbondante olio bollente.


...e buon appetito!

giovedì 12 novembre 2009

Extremoduro - salir

Fod mi ha suggerito la canzone e io la posto... come batte la chitarra!

Preciosa

Iberia / British Airways: è fusione

Il Consiglio di Amministrazione della compagnia aerea Iberia (Lìneas Aèreas de Espana) si è riunito oggi e in forma straordinaria per decidere la sua fusione con la British Airways britannica. Se l'accordo andrà in porto, la British Airways controllerà il 55% delle azioni della nuova società, mentre Iberia il restante 45%.
Antonio Vazquez
, presidente di Iberia, dovrebbe essere il presidente della nuova holding, mentre Willie Walsh sarà il consigliere delegato.


Un passo avanti per adeguarsi alla situazione economica attuale l'ha fatto oggi Iberia, annunciando di ridurre del 35% il prezzo del ponte aereo (la comunicazione aerea continua e frequente in due posti differenti) : i clienti potranno comprare biglietti di andata e ritorno per 'soli' 129 euro (vengono messi a disposizione 60 voli giornalieri) , lo stesso prezzo che prevedono le ferrovie AVE per il tratto Madrid - Barcelona.

martedì 10 novembre 2009

09 novembre - Fiesta de la Almudena

Ieri 9 novembre a Madrid veniva festeggiata la Virgen de la Almudena, patrona della città e delle sue diocesi.

Ho visitato la Catedral de la Almudena (situata in pieno centro storico, non lontana dal Palazzo Reale) proprio quest'estate e, neanche a dirlo, ne sono rimasta incantata. Qualcuno afferma che l'accozzaglia di stili che essa possiede è un vero obrobrio architettonico, ma io ho trovato che niente stoni e che la cattedrale presenti a suo modo una struttura nuova, differente dalla classica chiesa di Sant'Isidro: il romanico della cripta si contrappone piacevolmente allo stile gotico degli interni, alternati tra marmi bianchi e mosaici colorati.

Ma veniamo alla storia...
La cattedrale ha vissuto un vero e proprio travaglio.
Da sempre si ritenne doveroso ed indispensabile erigere un luogo di culto per la città di Madrid; un documento del 1567 ci testimonia che Re Filippo II decise di costruire prima una delle più grandi biblioteche ancor'oggi esistenti, l'Escorial, e di edificare una cattedrale nella sua città natale, Valladolid. Con Filippo III la necessità si fece nuovamente presente, anche e soprattutto perchè Madrid ridivenne capitale sotto il suo regno.
Purtroppo ad opporsi non erano i cittadini, ma gli arcivescovi di Toledo, i quali temevano una perdita di potere come conseguente spostamento della sede vescovile e un'inevitabile sottomissione al Re. Fu così che per tutto il 1500 i re Cattolici rimandarono la proposta di erigere la Cattedrale, almeno fino all'anno 1624, anno in cui Filippo IV e sua moglie Isabella dei Borbone desiderarono di realizzarla nel luogo dove sorgeva la Chiesa di Santa Maria de la Almudena, come ringraziamento per il bambino che Isabella portava in grembo.

I lavori inizarono nel 1883, e terminarono nel 1983.
Ed è proprio per questo motivo che la chiesa ha al suo interno una grande presenza di stili (compreso quello arabo, in quanto la cattedrale venne edificata proprio sopra un'antica moschea costruita dai mori durante la loro dominazione): all'entrata è evidente lo stile classico attraverso la cripta romanica, mentre l'interno adotta lo stile gotico con guglie e pietra bianca. Non c'è solo la pietra bianca a decorare l'interno della cattedrale, ma ci sono anche numerosi mosaici a vivacizzare le volte delle cupole. Al termine di una lunga navata, asse centrale della croce latina, brilla l'altare centrale tinto di verde.



Ultima cosa: Almudena, mi sono sempre chiesta cosa mai volesse dire.
E' di origine araba e proviene dalla parola al-mudayna, diminutivo di al-medina e che significa ''la città''. Si dice che i sacerdoti e i frati inventassero scoperte miracolose di immagini in posti insospettabili, col fine di fomentare il culto cristiano laddove non era ancora diffuso; pare dunque che a Madrid il posto prescelto fu la ''ciudadela'', la cittadina, la almudena, che stava proprio attorno al Palazzo Reale.



Indirizzo:
C/ Bailén s/n
28013 Madrid
Telefono:+34(91)5422200

domenica 8 novembre 2009

MOVIDA

La Spagna è solo Movida.

Qualcuno cita il luogo comune dandone una piena connotazione negativa; le discoteche, i bar, le taperìe aperte tutta la notte, le compagnie munite di birra e vino per dare l'avvio al "botellon", le birrerie straripanti di giovani e non solo che propongono alcool e ''bellavita'' (nel senso più gioviale del termine) fino alle prime ore del mattino. Qualcun'altro afferma tutto senza mettere in conto che la Spagna ha anche altro e che non è lei a vivere solo di movida. Qualcun'altro ancora non conosce bene le origini di questo movimento culturale, per il quale la nazione iberica intera ha lottato molto e per molti, molti anni.

La movida è stata portata inevitabilmente ad essere la "fiesta" per antonomasia, esagerandone ed alterandone il significato; la sua esplosione coincide con il bisogno di libertà che fino agli anni '80 non era auspicabile.

Di mezzo c'è sempre Pedro :-) , ma retrocediamo assieme per andarne a scoprire le origini.

Innanzitutto il termine "movida" è di patrimonio linguistico madrileno ed esprime più concetti, tutti assimilabili alla tappa storica del gran passaggio della Spagna contemporanea alla democrazia, dopo i 39 anni di dittatura franchista. Il Partito Socialista Operaio Spagnolo entra al governo al posto della destra conservatrice ed è l'inizio di una grande libertà che si "sfoga" nell'arte, nella letteratura, nel cinema, nelle abitudini quotidiane.
Tra il 1977 e il 1982 infatti, subito dopo il tramonto dell’epoca franchista, nelle strade di Madrid si muoveva - pendolando tra il bar Rastro e la disco Rock-Ola - un particolare gruppo di giovani : uno strano musicista punk-rock, detto Alaska (ne parleremo, intanto qui posto una delle canzoni simbolo, "a quièn le importa" che personalmente adoro!) , un travestito con velleità musicali, Fabio Mc Namara, un artista della neonata nouvelle vague spagnola, Sigfrido Martin Bergué, Carlos Berlanga e un impiegato della Compagnia Telefonica Nazionale. Quest'ultimo era anche scrittore e sceneggiatore, produttore di brevi film che proiettava poi a casa sua, su un lenzuolo bianco appeso alla parete, creando egli stesso dal vivo l’audio, inventandosi voci e rumori.
Si chiamava Pedro Almodóvar e con i suoi amici avrebbe portato il mondo intero a conoscenza della movida, producendo i suoi due primi film ufficiali, espressione della frenesia degli anni '80 (Pepy, Lucy, Bom e le altre ragazze del mucchio, 1980 e Labirinto di passione, 1982)



E avrebbero potuto essere proprio Pepi, Luci e Bom a poter interpretare la canzone di Alaska:

La gente me señala

me apuntan con el dedo

susurra a mis espaldas

y a mí me importa un bledo...


Que más me da

si soy distinta a ellos

no soy de nadie,

no tengo dueño...


¿A quién le importa lo que yo haga?

Yo soy así, y así seguiré, nunca cambiaré!

sabato 7 novembre 2009

Like Water for Chocolate

Estar "como agua para chocolate" significa estar en pleno punto de ebullición.

Hirviendo, como debe estar el agua para hacer el chocolate. Para preparar un buen chocolate espeso se necesita agua hirviendo, a 100 grados.

Tita estaba como agua para chocolate, hervía de rabia.

Tita se sentía tan mal e indignada con su hermana Rosaura, porque ésta quería que su hija la cuidara hasta su muerte. Tita no podía creer que su hermana obligara hacer a su hija, lo mismo que le hicieron a ella, arruinándole la vida. Ella quería tratar de impedir que su hermana siguiera llevando a cabo esa terrible tradición familiar, la que la había hecho a ella desgraciada para toda la vida.

Tita estaba alterada por el comportamiento de Pedro. El pensar en que Esperanza podría seguir pagando con su vida esa terrible e inhumana tradición familiar, la tenía tan angustiada que le parecía estar como agua para chocolate.


Oggi non penso nè all'acqua, nè al cioccolato.

Penso all'amore come a quelle polveri che rendono l'acqua frizzante.

E' sensazionale, ma guai a mescolarle tra di loro.

venerdì 6 novembre 2009

La casa de Bernarda Alba arriva a Milano

Delle volte vorrei trovarmi a vivere a Milano.
Ok, c'è l'Istituto Cervantes lì... con le sue iniziative, conferenze, mostre; con la vivacità del mondo ispanico presa in prestito dall'Italia.
Ma ci sono anche rappresentazioni importanti degne di essere viste; in questo caso mi riferisco a "La casa di Bernarda Alba", l'ultima opera teatrale (in lingua originale con i sovratitoli in italiano) lasciataci da Federico Garcìa Lorca, che verrà messa in scena dal 5 al 15 novembre al Teatro Strehler.

Il più internazionale dei registi iberici, Lluìs Pasqual, ci propone il capolavoro lorchiano sottolineando la sua correlazione con la Spagna franchista.
Egli afferma che la storia di quella folle e tirannica madre che, per ossequiare il lutto del defunto marito, imprigiona tra le pareti di casa se stessa e le sue cinque figlie, è il simbolo della dittatura e che Se fosse in scena in Afghanistan potrebbe essere una metafora light di quella realtà, mentre in Europa Bernarda rimane il simbolo dell' uomo che nonostante si sia dato delle leggi, continua a essere, tra le pareti di casa, un violento padre-padrone.

Forse Garcìa Lorca prevedeva già la catastrofe della Guerra Civile, della quale fu uno delle prime vittime (perchè di sinistra -sarebbe doveroso discuterne- e presunto omosessuale).

In proposito vi suggerisco anche il film girato su quest'opera, molto molto fedele allo scritto del poeta: "La casa di Bernarda Alba", film del 1987 del regista Mario Camus.

Duro de llevar - Revolver

Incantevole, volevo solo postarla qui.

A disfrutàr!
:)


giovedì 5 novembre 2009

Los fantasmas de Goya ( L'ultimo inquisitore )

1792: gli ultimi anni dell'Inquisizione spagnola raccontati dal pittore spagnolo Francisco Goya, in un alternarsi di rivolgimenti politici e cambiamenti storici. Il film, a parer mio ben fatto e utilizzabile anche nelle scuole per dare un'idea più completa del ruolo della Chiesa in quegli anni, ripercorre la storia della Spagna fino alla sua invasione da parte delle truppe napoleoniche, per finire con la sconfitta di queste ultime.
Il protagonista è Frate Lorenzo, un membro astuto e misterioso dell'Inquisizione che si lascia coinvolgere dalla musa adolescente di Goya, Ines, che verrà falsamente accusata di eresia.

Per noi italiani "L'ultimo inquisitore", per gli spagnoli "Los fantasmas de Goya", il film è del 2006 ed è firmato Milos Forman. Oltre alla brava Natalie Portman che interpreta la musa Ines e, successivamente, la figlia Alicia, nel cast troviamo anche Javier Bardem, l'attuale compagno di Penelope Crùz (il quale ha recitato anche per uno dei film di Almodòvar "Carne tremula")

Come sempre vi riporto la valutazione che l'IMDB fa del film... e questa volta è un 7 tondo tondo.




QUI il sito ufficiale del film, fatto molto bene e rigorosamente in spagnolo.

mercoledì 4 novembre 2009

Luis de Gòngora

Associo Luis de Gòngora inevitabilmente al mio poeta preferito, Federico Garcìa Lorca.
Perchè è proprio da Gòngora che la "generaciòn del 27" (alla quale Garcìa Lorca fece parte) , crebbe. Nel 1927 infatti l'Ateneo di Sevilla organizzò un omaggio al grande poeta in occasione del terzo centario dalla sua morte (1627) , con lo scopo di dare uno stampo classico/tradizionale alla nuova formazione letteraria.

Vi dico qualcosa sulla sua biografia.

Luis nacque e morì a Còrdoba (1561-1627) ; per lui era stata decisa l'ordinazione a sacerdote, ma non riuscì tuttavia ad ottenerla prima dei cinquant'anni in quanto il suo carattere libertino e allegro (un pò il contrario del nostro Leopardi) non glielo permise. Riuscì comunque ad essere cappellano a Madrid per Filippo III (sì, il grande imperatore spagnolo che ora troneggia su di una statua nella splendida Plaza Mayor di Madrid -vedere foto a fianco-)
Gòngora viaggiò molto, di certo non condusse una vita sedentaria...
La sua produzione si distingue comunque in due precisi periodi, che vengono identificati con quello tradizionale dei versi corti e delle tematiche leggere e quello dello stile culterano del'inizio '600, con l'utilizzo di metafore difficili e continui riferimenti alla mitologia greca, neologismi, iperbati (rendendo così spinosa la lettura delle opere).


Pochi giorni fa ho preso in biblioteca i "Sonetti" originali con il testo tradotto a fianco.
Vi lascio un sonetto meraviglioso che mi ha colpito particolarmente (ecco, la mia tastiera non ha "ene" e nemmeno punti esclamativi ed interrogativi rovesci... portate pazienza)


La dulce boca
La dulce boca que a gustar convida
un humor entre perlas destilado,
y a no invidiar aquel licor sagrado
que a Jùpiter ministra el garzòn de Ida,


amantes! no toquèis si querèis vida:
porque entre un labio y otro colorado

Amor està de su veneno armado,

cual entre flor y flor sierpe escondida.


No os enganen las rosas que al Aurora

dirèis que aljofaradas y olorosas

se le cayeron del purpùreo seno.

Manzanas son de Tàntalo y no rosas,

que despuès huyen dèl que incitan ahora

y sòlo del Amor queda el veneno.




Traduzione (che non ha paragoni all'originale...)

La dolce bocca che a gustare invita
umore che tra perle si distilla,
e a invidiar nulla a quel sacro liquore
che versa a Giove il giovinetto d'Ida,

amanti, non toccate, se la vita
v'è cara, chè tra l'uno e l'altro rosso
labbro sta Amore di veleno armato,
come tra fiore e fior serpe nascosto.

Non v'inganni la rosa, che all'Aurora
direste, profumata e rugiadosa,
sia caduta dal purpureo seno.

Sono mele di Tantalo, e non rose:
fuggono poi da chi invitano ora,
e d'Amore non resta che il veleno.


Infine, vi consiglio un sito che propone una scelta di poesie di autori spagnoli, con un'accurata analisi del verso e delle rime.

A voi! --> http://users.ipfw.edu/jehle/poesia.htm



martedì 3 novembre 2009

Real - Milan secondo tempo (1-1)

E' già tempo di rivincite, dopo la vittoria rossonera del 21 ottobre allo stadio Santiago Barnabeu di Madrid. Stasera migliaia di spagnoli e italiani aspetterano al San Siro Milan e Real tornare in campo (con qualche italiano inevitabilmente nostalgico nel vedere Kakà portare una maglietta diversa dall'ex colore rossonero..)

L'appuntamento è per le 20.45... questa volta non sulla Rai!
Per poterla vedere in streaming date un occhio QUI


Naturalmente non svelo le mie preferenze.....
Buona visione!

lunedì 2 novembre 2009

Gazpacho!

Lo so, non sarebbe questa la stagione ideale per preparare un gazpacho... essendo quest'ultimo una "zuppa fredda", molti la utilizzano proprio in estate come alternativa al normale succo o spremuta d'arancia.
Cos'è e perchè si chiama "gazpacho"?
Ad uso colloquiale, la parola è sinonimo di miscuglio, confusione, composizione di cose senza ordine (batiborrillo, revoltijo). All'interno del recipiente succederà proprio la stessa cosa. A livello etimologico è forse una derivazione mozarabica del pre-romano "caspa", che significa residuo, frammento (con allusione a tutto quello che di pane e verdura entra a far parte del gazpacho)..

Personalmente ho provato un piatto di gazpacho quest'estate, sempre a Madrid (il gazpacho che vedete in foto è proprio il mio!) . Manu ed io siamo andati in una taperìa del centro e ho voluto ordinare questo famoso gazpacho (che tra l'altro compare spesso anche nei film di Almodovar... vi ricordate per esempio in Donne sull'orlo di una crisi di nervi, dove Pepa versa del sonnifero nei gazpachos?). Sono sincera, era molto buono se non fosse stato per l'aggiunta eccessiva di olio che avevano messo nel piatto.. non lo dicevo solo io, ma anche Manu (che è madrileno, dunque un pò di gazpachos li avrà anche provati :P )

Gli ingredienti? Aglio, pomodoro (chiaro), pane, zucchine, peperoni... il tutto condito con olio d'oliva, aceto e sale.

Di ricette se ne trovano tante, qui un esempio:
http://www.cookaround.com/cucina/spagna/confro-1.php?ID=1609

domenica 1 novembre 2009

L'italia cede il comando dei caschi blu alla Spagna...

...non senza i soliti pasticci diplomatici.
Claudio Graziano, generale italiano in Libano alla testa dei caschi blu dell'Unifil (forza di interposizione in Libano per le Nazioni Unite) , par voler passare l'onere del suo incarico agli spagnoli, nonostante niente stia avvenendo nel modo più semplice. Qualche giorno fa il premier Bibi Netanyahu ha chiamato privatamente e in gran segreto Silvio Berlusconi, con lo scopo di evitare il passaggio dell'incarico da parte di Graziano allo spagnolo Alberto Asarta. Pare che alla base della giustificazione dichiarata ("la delicata situazione del Libano") ci siano i difficili rapporti con il premier Zapatero.
Il nostro ministro della Difesa La Russa ribadisce la necessità di prolungare la missione di qualche mese, dichiarazione che ha fatto inevitabilmente imbestalire la Spagna, a maggior ragione dopo aver scoperto la trattativa nascosta.
L' ambasciatore spagnolo a sua volta ha chiesto chiarimenti al viceministro degli Esteri israeliano, il quale però ammette di non aver mai saputo della telefonata.
El Paìs sostiene che l'Italia abbia ricattato l'Onu... fortunatamente Frattini ripete che febbraio rimarrà l'ultimo mese di contingenza in terra israeliana per l'Italia.
Senza ulteriormente deludere le aspettative spagnole.

Per chi volesse "echar un vistazo" all'articolo in El Paìs, vi lascio il link:
http://www.elpais.com/articulo/espana/Zapatero/asegura/Espana/asumira/febrero/mando/ONU/Libano/elpepiesp/20091031elpepinac_8/Tes