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venerdì 6 novembre 2009

La casa de Bernarda Alba arriva a Milano

Delle volte vorrei trovarmi a vivere a Milano.
Ok, c'è l'Istituto Cervantes lì... con le sue iniziative, conferenze, mostre; con la vivacità del mondo ispanico presa in prestito dall'Italia.
Ma ci sono anche rappresentazioni importanti degne di essere viste; in questo caso mi riferisco a "La casa di Bernarda Alba", l'ultima opera teatrale (in lingua originale con i sovratitoli in italiano) lasciataci da Federico Garcìa Lorca, che verrà messa in scena dal 5 al 15 novembre al Teatro Strehler.

Il più internazionale dei registi iberici, Lluìs Pasqual, ci propone il capolavoro lorchiano sottolineando la sua correlazione con la Spagna franchista.
Egli afferma che la storia di quella folle e tirannica madre che, per ossequiare il lutto del defunto marito, imprigiona tra le pareti di casa se stessa e le sue cinque figlie, è il simbolo della dittatura e che Se fosse in scena in Afghanistan potrebbe essere una metafora light di quella realtà, mentre in Europa Bernarda rimane il simbolo dell' uomo che nonostante si sia dato delle leggi, continua a essere, tra le pareti di casa, un violento padre-padrone.

Forse Garcìa Lorca prevedeva già la catastrofe della Guerra Civile, della quale fu uno delle prime vittime (perchè di sinistra -sarebbe doveroso discuterne- e presunto omosessuale).

In proposito vi suggerisco anche il film girato su quest'opera, molto molto fedele allo scritto del poeta: "La casa di Bernarda Alba", film del 1987 del regista Mario Camus.

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