Cerca nel blog

lunedì 16 novembre 2009

"Lorca estende la sua fossa"

La famiglia del grande poeta rimane l'unica a voler salvaguardare la sua memoria senza dover ricorrere alla ricerca del corpo.

Sei persone hanno sollecitato il Consiglio di Giustizia di Andalucìa per poter avere la riesumazione e l'identificazione dei corpi dei propri familiari e poter così sapere se sono sepolti nella fossa di Alfacar (Granada), dove si suppone giaccia il poeta Garcìa Lorca. Tra queste sei persone c'è Manuel Jimènez, 81 anni. A fine ottobre si presentò ad Alfacar con l'intento di trovare i resti del padre, Antonio Jimènez, fucilato nell'agosto del 1936.

I lavori di scavo dovrebbero poter identificare i resti del poeta, del maestro Diòscoro Galindo, i bandilleros Francisco Galadí y Joaquín Arcollas, l'ispettore Fermín Roldán e il ristoratore Miguel Cobo. Da quando cominciarono i lavori si sono fatte vive queste sei persone, tutte di Granada e dintorni, portando prove riguardo alla presenza dei corpi dei familiari nella zona di Fuente Grande. Il Commissariato per la Memoria storica sta esaminando queste prove scritte ed orali.




Si la muerte es la muerte, ¿qué será de los poetas y de las cosas dormidas que ya nadie las recuerda? ¡Oh sol de las esperanzas! ¡Agua clara! ¡Luna nueva! ¡Corazones de los niños! ¡Almas mudas de las piedras! Hoy siento en el corazón un vago temblor de estrellas y todas las rosas son tan blancas como mi pena. (Federico García Lorca, Canción Otoñal, 1918)

Nessun commento:

Posta un commento