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domenica 8 novembre 2009

MOVIDA

La Spagna è solo Movida.

Qualcuno cita il luogo comune dandone una piena connotazione negativa; le discoteche, i bar, le taperìe aperte tutta la notte, le compagnie munite di birra e vino per dare l'avvio al "botellon", le birrerie straripanti di giovani e non solo che propongono alcool e ''bellavita'' (nel senso più gioviale del termine) fino alle prime ore del mattino. Qualcun'altro afferma tutto senza mettere in conto che la Spagna ha anche altro e che non è lei a vivere solo di movida. Qualcun'altro ancora non conosce bene le origini di questo movimento culturale, per il quale la nazione iberica intera ha lottato molto e per molti, molti anni.

La movida è stata portata inevitabilmente ad essere la "fiesta" per antonomasia, esagerandone ed alterandone il significato; la sua esplosione coincide con il bisogno di libertà che fino agli anni '80 non era auspicabile.

Di mezzo c'è sempre Pedro :-) , ma retrocediamo assieme per andarne a scoprire le origini.

Innanzitutto il termine "movida" è di patrimonio linguistico madrileno ed esprime più concetti, tutti assimilabili alla tappa storica del gran passaggio della Spagna contemporanea alla democrazia, dopo i 39 anni di dittatura franchista. Il Partito Socialista Operaio Spagnolo entra al governo al posto della destra conservatrice ed è l'inizio di una grande libertà che si "sfoga" nell'arte, nella letteratura, nel cinema, nelle abitudini quotidiane.
Tra il 1977 e il 1982 infatti, subito dopo il tramonto dell’epoca franchista, nelle strade di Madrid si muoveva - pendolando tra il bar Rastro e la disco Rock-Ola - un particolare gruppo di giovani : uno strano musicista punk-rock, detto Alaska (ne parleremo, intanto qui posto una delle canzoni simbolo, "a quièn le importa" che personalmente adoro!) , un travestito con velleità musicali, Fabio Mc Namara, un artista della neonata nouvelle vague spagnola, Sigfrido Martin Bergué, Carlos Berlanga e un impiegato della Compagnia Telefonica Nazionale. Quest'ultimo era anche scrittore e sceneggiatore, produttore di brevi film che proiettava poi a casa sua, su un lenzuolo bianco appeso alla parete, creando egli stesso dal vivo l’audio, inventandosi voci e rumori.
Si chiamava Pedro Almodóvar e con i suoi amici avrebbe portato il mondo intero a conoscenza della movida, producendo i suoi due primi film ufficiali, espressione della frenesia degli anni '80 (Pepy, Lucy, Bom e le altre ragazze del mucchio, 1980 e Labirinto di passione, 1982)



E avrebbero potuto essere proprio Pepi, Luci e Bom a poter interpretare la canzone di Alaska:

La gente me señala

me apuntan con el dedo

susurra a mis espaldas

y a mí me importa un bledo...


Que más me da

si soy distinta a ellos

no soy de nadie,

no tengo dueño...


¿A quién le importa lo que yo haga?

Yo soy así, y así seguiré, nunca cambiaré!

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