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martedì 29 dicembre 2009

Nochevieja, un ano màs

C'è una canzone meravigliosa dei Mecano che racconta l'arrivo di "un ano màs" (come sempre la mia tastiera è sprovvista di ene...) , di un nuovo anno. E credo che per descrivere la nochevieja spagnola sia doveroso introdurre qui qualche verso, appunto di questa splendida canzone che vi posto in video alla fine del post.

" En la puerta del sol

como el año que fue
otra vez el champagne y las uvas
y el alquitran, de alfombra estan
los petardos que borran sonidos de ayer
y acaloran el animo
apara aceptar que ya paso uno mas."


Puerta del Sol: è il suo orologio a scandire i rintocchi fino alla mezzanotte del 31 dicembre. Chi davanti alla televisione (la Puerta del Sol viene trasmessa in diretta su tutte le reti) , chi direttamente sulla piazza, gli abitanti della penisola attendono l'arrivo del nuovo anno. Da noi forse questa tradizione non è sempre rispettata, ma al suono delle campane sulle tavole spagnole sono già doverosamente preparati gli acini d'uva che devono essere mangiati ad ogni rintocco, un acino ogni tre secondi.
Dopo i dodici colpi di campana hanno inizio le feste. Personalmente, ho sempre fatto quel benedetto cenone ogni anno, spesso fuori casa; gli spagnoli invece molto spesso brindano in casa con la famiglia e solo più tardi escono a festeggiare l'ultimo con gli amici.

Questa notte parto per Monaco, non mi resta che augurarvi i migliori auguri per questo prossimo 2010.

Vedremo se sarò fortunata da non essere la malcapitata a strozzarsi con gli acini d'uva tradizionali :-)

Buena nochevieja!!!

" Y decimos adios y pedimos a Dios
que en el año que viene
a ver si en vez de un millon
pueden ser dos."



Madrid corre il 31 dicembre

La trovo un'iniziativa geniale; ci lamentiamo di panettoni e pandori che non risparmiaon la linea nemmeno l'ultimo dell'anno, ma se offrono diversivi simili... una " corsetta " proprio il 31 dicembre per le strade, in questo caso, di Madrid.

Dal 1964 infatti Madrid organizza nel giorno di San Silvestro questa " San Silvestre vallecana " (Vallecana da "Vallecas", cittadina presso Madrid) , corsa di 1o km che prevede due edizioni: la prima, dove puó partecipare chiunque abbia compiuto 10 anni e la seconda, la San Silvestre internazionale dove possono partecipare 500 atleti che non abbiano tempi inferiori a 38' per gli uomini e 45' per le donne.

Chi si trova per di lì l'ultimo dell'anno potrebbe parteciparvi. Ah, mi hanno detto che molti si presentano vestiti, mascherati... lasciateci un pensierino anche per di lì ;-)


Vi lascio il sito ufficiale della manifestazione: http://www.sansilvestrevallecana.com/

lunedì 28 dicembre 2009

El verdugo - Josè Luìs Berlanga

Le recensioni lo reputano uno dei miglior film di Berlanga e per molti, uno dei migliori film del cinema spagnolo. Da una parte è un manifesto contro la pena di morte e dall'altra è il tentativo di dare una veste ironica alle contraddizioni della Spagna franchista, in pieno regime (El verdugo è del 1963)

Josè Isbert (el verdugo) mi ha fatto morire dal ridere e Nino Manfredi con Emma Penella non avrebbero potuto recitare in modo migliore (quanto entusiasmo in questi film in bianco e nero rispetto a qualcuno di attuale...) : mi è piaciuto, non tanto quanto Crìa cuervos o El espiritu de la colmena, però molto simpatico.

La trama è sempicissima, quasi banale (chiaramente, è doveroso soffermarsi sulla metafora e sui messaggi nascosti del film) : Amedeo, il " boia " dell' Udienza di Madrid (ma poi si può tradurre boia? insomma, colui che da il colpo di grazia ai condannati a morte, questo é) conosce Josè Luis, un impiegato di pompe funebri che va a " raccogliere " il carcerato che Amedeo finisce di giustiziare. Josè Luis non trova una fidanzata perchè tutte le ragazze fuggono quando vengono a conoscenza del suo lavoro... la figlia di Amedeo, Carmen, ha più o meno lo stesso problema, in quanto tutti i ragazzi fuggono al sapere che suo padre è proprio il " verdugo" . Carmen, furba, acciuffa Josè Luis rimanendo incinta.

Il patronato concede ad Amadeo un appartamento in quanto è funzionario statale, ma lo perde presto perchè al momento della consegna egli risulterà già pensionato. Carmen e suo padre corrompono Josè Luis affinchè accetti l'incarico di boia, perchè solo così l'appartamento sarebbe rimasto a loro. Chiaramente, lo rassicurano dicendogli che non avrebbe dovuto ammazzare nessuno... quando arriva il primo ordine di esecuzione, Josè Luis pieno d'orrore vuole dimettersi anche se questo significherebbe perdere l'appartamento. Amadeo e Carmen lo costringono ad aspettare senza dimettersi, e fortunatamente il giustiziato si ammala e muore solo.
Alla fine la scena memorabile vede Josè Luis trascinato per la sala di condanna, come se lui fosse il condannato e non il verdugo.

:)


IMDB: 8.1!

Camino de Santiago... al sud!

Chissà se riuscirò a compierlo tutto, il Cammino di Santiago. Se così fosse, chissà quale percorso avrò scelto. Sì, perchè per conoscere a fondo la Spagna tutti i percorsi andrebbero attraversati, dal primo all'ultimo.
Come dire di no ad una "ruta jacobea" sevillana? 108 km (100 sono abbastanza ma nemmeno troppi, se si pensa che il normale cammino per intero sarebbe di 800 km :D ) immersi nella storia e nei bei paesaggi andalusi. Il 1 settembre 2007 Antonio Ferreira, gallego, decise di far iniziare il suo Camino de Santiago proprio dalla Cattedrale di Siviglia e proseguire verso nord, per la cosiddetta "Via de la Plata". Racconta la sua avventura dicendo che tutto sommato le temperature non costituivano un enorme problema e che i pellegrini decisi a cominciare il Camino da Siviglia parevano sempre di più. Sempre di più coloro che scelgono di trascorrere queste 34 giornate (cinque solo nella provincia di Siviglia) per raggiungere la Compostela.

Questo cammino sivigliano parte proprio dalla sua stessa cattedrale, la terza chiesa più grande al mondo ad accogliere una cappella dedicata a San Giacomo. Il pellegrino proseguirà poi per le calles fino ad attraversare Triana, Camas e Santiponce (si possono qui visitare le rovine di Italica e del monastero cistercense di San Isidoro del Campo) fino a concludere così la prima giornata (22, 2 km) a Guillena.
Da Guillena (seconda tappa) si arriva a Castiblanco de los Arroyos (19 km più avanti) preparandosi per una delle tappe più lunghe (29, 5 km) fino ad Almadèn de la Plata.
La quarta tappa è piacevolmente costituita da un paesaggio collinare popolato da numerose quercie (forse in Galicìa di quercie ne ho viste gran poche, la maggior parte era meseta) che conducono a El Real de la Jara, 16, 6 km dopo.
Quinta e ultima tappa: 20, 7 km di camminata fino all' Extremadura, nel paese di Monasterio.


Qui il pellegrino lascia già alle spalle l'Andalucìa e si introduce già nell'atmosfera "mistica" di Santiago, nell'attesa di posare gli scarponi dinanzi alla Cattedrale, ufficializzando così i 108 km percorsi tra storia e paesaggi spettacolari.

Esiste un'interessante associazione, la Asociación de Amigos del Camino de Santiago de Sevilla composta da ben 120 membri, che si preoccupa di approfondire la conoscenza riguardo al percorso millenario proprio percorrendolo "da sud". E' grazie all'associazione che vengono mantenuti alberghi e ostelli per i pellegrini, così come i segnali lungo tutto il cammino affinchè nessuno si perda.

Andalucìa e inondazioni

Non solo qui il maltempo ha provocato guai non troppo leggeri. La serata della vigilia Angel mi raccontava che in Andalucìa si erano raggiunti i sei giorni di pioggia continua, la quale provocò l'allagamento di moltissimi barrios nelle diverse provincie.

Ai numerosi incidenti e ai gravi danni alle campagne, nel quartiere de La Redondela circa 1300 cittadini rimasero completamente senza luce dalle prime luci dell'alba alle una del pomeriggio. Il Comune di Motril allestì un dispositivo per alleviare gli effetti delle piogge, che raggiunsero i 200 litri per metro quadrato. La Sierra Nevada rimase chiusa per il terzo giorno consecutivo e vennero sospese connessioni marittime e ferroviarie (Còrdoba, Jaèn, Huelva, Sevilla, Càdiz)


Qui alcune foto che Angel mi ha passato per testimoniarmi la situazione!





venerdì 25 dicembre 2009

Messaggio di Natale dal Re

Come ogni anno, Re Juan Carlos di Borbone fa gli auguri a tutti gli spagnoli.
Don Juan Carlos ha fatto il suo discorso natalizio nella Sala de Audiencias del palacio della Zarzuela, come tradizione, anche se si è seduto di spalle alle porte che guardano al giardino invece che alla parete. Soliti gli elementi abituali: il presepe, l'albero di natale e la bandiera di Spagna. Si è aggiunta la bandiera europea nel segno della nuova presidenza spagnola all'Unione Europea.



QUI avete il discorso ufficiale del Re proposto da El Pais.

Feliz Navidad!

Iniziano da stanotte le riunioni di famiglia e i pranzi/cene a seguirsi, uno dopo l'altro (ci rivedremo a gennaio, con qualche chiletto in più e tanta voglia di ricominciare a correre qua e là aspettando lo schiudersi del bel tempo!) . Buon natale a tutti nuovamente e che passiate le feste in ottima compagnia.


Qui sotto, La Oreja de Van Gogh recitando il villancico tradizionale Noche de Paz.

A voi!

giovedì 24 dicembre 2009

Nochebuena!

Chissà com'è bella Madrid d'inverno, chissà com'è un incanto Madrid il giorno della Vigilia (Vispera, Nochebuena...) . Prima di postare qualche stupidata inerente al natale con qualche canzoncina delle tante conosciute... appunto qui qualcosa sul natale in spagna, qualche pillola sulle loro tradizioni e culture.

Come d'altronde qui da noi, i festeggiamenti per il Natale in Spagna cominciano l'8 dicembre, il giorno in cui viene festeggiata l'Immacolata (le celebrazioni spettacolari sono rinomate presso la Cattedrale di Siviglia). Per quanto riguarda l'inizio dei festeggiamenti " pagani ", il 22 dicembre è l'ufficiale inizio della lotteria nazionale: la grossa somma di denaro viene data con il primo numero estratto, definito appunto el gordo (il grasso).
La Nochebuena è la vigilia, il 24 di dicembre. La tradizione vuole infatti che per la sera gli spagnoli vadano a riunirsi presso la casa dei nonni, dove con i parenti viene consumata una cena a base di cibi tipici come mariscos (pesce) , cordero (agnello) , pavo (tacchino) , jamòn (prosciutto), vino, cava e dolci vari. Durante questa notte, tradizionale è l'ascolto dei canti tipici natalizi spagnoli, ovvero i villancicos.
Il genere musicale dei villancicos (il ritmo dominante è il flamenco, ci pensate che meraviglia?) è sorto in Spagna e Portogallo alla fine del XV secolo e il significato odierno del termine in lingua castigliana equivale a “canto popolare natalizio”: i giovani sia per questo o per altro motivo escono dopo cena come fosse capodanno non rimanendo dunque in casa con la famiglia (lo stesso accade anche qui, no?) . Finita la cena sempre protratta sino a tardi, avviene lo scambio di doni che per la maggior parte consiste di caramelle e cioccolato; i veri doni, infatti, vengono scambiati il 6 gennaio con l'arrivo dei " Reyes ".
A mezzanotte si assiste alla Messa del Gallo (primo ad annunciare la nascita di Gesù, secondo la tradizione).

Il 25 dicembre, "Navidad", si festeggia con un banchetto simile a quello della sera prima (al nord, come ad esempio in Galizia, troviamo una tradizione culinaria prevalentemente marinara in cui pesce e molluschi la fanno da padroni, mentre in altre zone, come ad esempio in Castiglia, ritroviamo la ferrea tradizione del maialino arrosto, il tostòn o lechon, che non deve superare le tre settimane di vita e che viene cotto allo spiedo o al forno). Le pietanze classiche del pranzo di Natale spagnolo, sono l’escudella y carn d’olla, una zuppa di verdura e carne e il tacchino con frutta glassata al forno. I dolci tipici sono il torrone e il Polvorones, preparato con limone, cocco e caffè (Il Roscon de Reyes, è uno dei dolci più antichi delle feste natalizie, anche se le sue origini sono sopratutto pagane.
Durante le feste invernali, ai tempi dei romani, era usanza eleggere un re della festa e per farlo veniva preparata una torta con fichi, datteri e miele da dividere e distribuire al popolo e agli schiavi. In una sola fetta di torta, si nascondeva un legume secco, ed il fortunato che casualmente lo trovava era nominato re.
Questa tradizione arrivò prima in Francia e successivamente in Spagna, quando il Re Felipe V decise di introdurla durante le festività natalizie.
Nell’attuale dolce, al posto del legume, si nascondono dei giochi o dei pupazzi tradizionali, il tutto è decorato con zucchero e frutta secca, chi trova il premio viene eletto re della festa.)

Il 28 dicembre è il dia de Los Santos Innocentes (in ricordo dell´eccidio dei neonati ordinato da Erode): é il giorno dedicato agli scherzi e alle notizie false su quotidiani e televisioni, un pò come il nostro pesce d'Aprile.

Molto sentito in Spagna è anche il rito del presepe (famoso è quello di "Salzillo", possibile da ammirare nel museo di Murcia, composto da ben 556 statuine).

Nei villaggi andalusi si organizzano presepi viventi per aiutare le famiglie povere lasciando qualcosa, pollame, coperte e varie altre cose.. Un'altra bella usanza spagnola é quella di accogliere nella propria casa, la notte di Natale, un neonato povero al quale la famiglia avrà comperato o fatto con le proprie mani un corredino nuovo.
E' curioso sapere anche che i bambini delle campagne lasciano dietro la porta di casa le pantofole riempite di biada per i cammelli dei Magi che lasceranno i doni.
Una volta, nei Pirenei le massaie preparavano dei panini speciali a forma di sassi, li coronavano di alloro e li facevano benedire il 25 dicembre in memoria della lapidazione di S. Stefano. In Portogallo tutti assistono alla Messa di Mezzanotte e all'uscita i datori di lavoro sono soliti offrire ai loro dipendenti marroni arrostiti ed innaffiati di vino: i ragazzi preparano delle fiaccole di faggio, tasso e ginepro con le quali si recano alla Messa in processione e le spengono solo all'arrivo in chiesa. Nelle prime ore del giorno di Natale, le famiglie portoghesi consumano la cena nella consoada (riunione di famiglia) .


Domani vi lascerò qualche altra curiosità.
Nel frattempo sento già di dover augurare un Buon Natale a chi mi circonda, a chi passerà anche solo velocemente di qui.. a chi rende magnifica la mia vita, alla Spagna che tanto adoro e " racconto ".

Auguri!

martedì 22 dicembre 2009

Segovia e Cochinillo

Non so mai se attribuire la carne di maiale ai tedeschi o agli spagnoli. Qui forse viene consumata meno, ma in Germania e in Spagna la carne di maiale viene sfruttata e rigirata in tutti i modi...

Cos'è il Cochinillo?

Il Cochinillo è... un maialino appena nato, nutrito solo con latte e cotto al forno, una pregiata alternativa di mangiare il maiale in Castiglia. E' importante crescerlo con latte materno, senza farlo mangiare altro alimento che non sia questo latte: lo scopo è che il piccolo maialino mantenga il suo sapore speciale e delicato (sembra di parlare di un essere incorporeo... la catena alimentare delle volte è così crudele!) . Il peso del maialino dicono debba essere non più di 6 kg, meglio se attorno ai 4 e mezzo (cochinillo, per l'appunto).

Nel blog di Roberta, leggevo un consiglio riguardo ad un ristorante rinomato dove poter provare questo tipico piatto segoviano: El Horno de la Aldeguela, situato a pochi metri da Segovia nel paesino di Torrecaballeros (ristorante circondato dai campi e con prezzo contenuto che varia dai 30 ai 40 euro).


Camino de Madrid - Pedro Javier Hermosilla



Sì, mi emoziono per poco... però mi metterei a correre urlando
" la casa donde nacì..... "

Madrid e i suoi pedoni

Manu lo diceva sempre, che qui non teniamo troppa civiltà... mi spiego, effettivamente qui poco spesso le macchine si fermano per farti passare, tu pedone che sei al lato della strada cercando di incrociare lo sguardo dell'autista della macchina di fronte perchè si decida a rallentare e cederti così il via libera. A Madrid ammetto che basta un cenno, e le macchine si fermano e pazientemente attendono finchè non attraversi le strisce.

Difatti, Il Pais parla di come a Madrid vi sia il meglio e il peggio per i pedoni: il tratto più sicuro per questi ultimi è all'angolo di Calle de Alcalà con la Gran Vìa. Vi è un'estrema visibilità, le strisce sono accessibili e soddisfacenti. Esattamente di fronte c'è un altro tratto con visibilità del tutto insoddisfacente sia di giorno che di notte.

Un gruppo di ingegnieri italiani (cosa non facciamo.....) ha analizzato 310 strisce pedonali in 22 paesi europei per le ultime statistiche dell'Eurotest: 30 di loro sono ripartite tra Madrid, Barcellona e Siviglia. Madrid possiede quattro "soddisfacenti" passaggi pedonali e altri sei "accettabili". Il più chiaro che ottiene più punti è il percorso pedonali che attraversa Siviglia dal paseo de Cristóbal Colón fino al puente de Isabel II.













Le migliori strisce pedonali? A Bratislava.


Le peggiori? A Milano (completamente ricoperta di valutazioni negative)

:D

cORRIDA tradizione?

Par che basti il voto del Parlamento catalano per sancire la fine delle corride: una proibizione della corrida in Catalogna potrebbe addirittura estendersi in buona parte della Spagna (Garcìa Lorca, autore del Compianto, se lo sarebbe mai immaginato questo in un lontano futuro?)

Secondo il Ministero degli Interni nel 2009 si sono svolte in Spagna 891 feste taurine, ben 354 in meno rispetto all'anno precedente. La questione ha scatenato un'imponente raccolta di firme a favore o contro, quasi un milione... importante sottolineare che i favorevoli alla sopravvivenza delle corrida non combattono in nome dell'osannata tradizione, ma in base alla dignità della Catalogna, rispettosa delle libertà individuali, che non può permettersi una proibizione di questo genere; se la corrida deve morire, che lo faccia di morte naturale, per mancanza di pubblico.

Incerto sarà l'esito del voto, con la sinistra di Esquerra Republicana (Erc) e Ivc favorevole alla proibizione, il conservatore Pp contrario e i due principali partiti, il Psc e CiU, che hanno lasciato piena libertà ai propri deputati. Barcellona possiede attualmente due plazas de toros di cui solo una, la Monumental, è ancora adibita alle corride: spettacoli che costituiscono un'attrattiva soprattutto turistica.

Nonostante la prima plaza de toros permanente di cui si abbia notizia si trovi nella catalanissima Olot - gli spettacoli taurini sono estranei alla cultura catalana, mentre oltre che nel sud della Spagna, patria della moderna tauromachia (che ha la sua bibbia nel "Cossìo", enciclopedia in sei voluminosi tomi), sono assai diffusi anche nei Paesi Baschi e nel sud della Francia, dove è recentemente stato chiesto che l'arte taurina venga inserita nel patrimonio dell'Unesco.

domenica 20 dicembre 2009

El viaje a ninguna parte - Fernando Fernàn Gomèz

Altro splendido film che non può non essere visto per chi vuole entrare un pò di più nella storia spagnola.
Parlo di "El viaje a ninguna parte", film diretto da Fernando Fernàn Gòmez nel 1986, tratto proprio dal suo romanzo omonimo. E' un lento ripercorrere i ricordi di un comico, che racconta tutto con una vena di malinconia che và a chiudere una vita mediocre dominata dalla frustazione e dallo scoraggiamento, dalla disillusione. Fernando Fernàn Gomèz con molta abilità rende omaggio al teatro ambulante rappresentato dalle compagnie di comici che percorrevano i paesi di Spagna (soprattutto gli sperduti luoghi della Spagna "mesetena" ) , per rappresentare le loro scene teatrali adattate, recitando in locali noleggiati per l'occasione guadagnando il minimo per poter vivere.

Il film venne presentato al Festival de San Sebastiàn e ricevette inizialmente un accoglienza piuttosto fredda, fino a raggiungere addirittura le 5 nominazioni al Premio Goya (premiato come Miglior film, Miglior regista, Miglior copione). Personalmente, preferisco molto di più film come Crìa Cuervos, più d'impatto psicologico... anche se la bravura di Fernan Gomèz lascia esterrefatti: non è difficile respirare la realtà del tempo, in cui realmente i comici vivevano delle loro stesse risate per non piangere di povertà.
Parlavo di "film-omaggio" prima e lo ripeto: è un omaggio ad una forma di teatro ora estinta ma che al tempo otteneva un'altissima popolarità tra gli abitanti dei piccoli borghi di Spagna (in questo caso, della Galicia) . Comici e attori di film "combattevano" per guadagnare qualcosa in ambito rurale, i primi per amore del teatro e i secondi per soddisfare le nuove inclinazioni artistiche della società. Il cinema prima o dopo andrà a seppellire il teatro semplice di questi comici ambulanti.

La venuta del cinema nella vita di questi "còmicos de la legua" costituirà poi la nostalgia dei ricordi del teatro ambulante, al quale i comici si dedicavano completamente e nonostante le numerose vicissitudini con le quali andavano a scontrarsi.

Due parole infine sul protagonista, Galvàn. Ci rivela episodi del passato, anche se alle sue memorie assiste soltanto una persona, il psicologo dell'asilo, che si limita ad ascoltare il comico con un certo scetticismo e talvolta, non senza motivo, si vede obbligato a correggere i suoi eccessi di fantasia gratuita. Galvàn in realtà è dominato dalla frustrazione, dall'amarezza... il suo unico amore, Juanita, gli lascia ancora molto amaro nel cuore.

IMDB gli consegna un 7.8 (poco, per conto mio.....)

Più spazio per i cittadini: Callao

Mi soffermavo qualche giorno fa su di un articolo che trattava di ambiente e di zone sempre più trafficate che rischiano di togliere spazio agli abitanti di città.Plaza de Callao (situata giusto alla metà di Gran Via e vicinissima a Puerta del Sol, posto nel quale ci si da appuntamento per uscire la sera prima di andare prendere qualcosa, al cinema o a teatro o per andare a fare spese per il centro..) si è convertita ora in uno spazio libero dal traffico e con una superficie pedonale di ben 12.520 metri quadrati.

Modificate a favore dei pedoni anche le strade di Jacometrazo, Cuesta de Santo Domingo e San Bernardo y Silva, dal punto di nascita al loro incrocio con la principale Gran Vìa.
I lavori hanno previsto la costruzione di quattro posti per le bici, 16 panchine, 37 lampioni e 39 luminari, il tutto assieme a 53 alberi nuovi. Per migliorare l'accessibilità, sono state aggiunte 16 strisce pedonali e un itinerario per persone non vedenti.

Ecco come Madrid contribuisce a non "soffocare" troppo i suoi abitanti!

domenica 13 dicembre 2009

Crìa cuervos - Carlos Saura

Film dolcissimo, assolutamente da vedere.

Carlos Saura propone immagini girate magnificamente, episodi fermi su di un solo viso o movimento d’occhi; si avvale di soluzioni espressive elementari. Inquadrature strette. Movimenti a seguire. Recitazione concentrata nella espressività dei volti, degli occhi. I fatti appartengono alla quotidianità della vita e apparirebbero insignificanti se le fantasie dei protagonisti non li trasformassero in eventi drammatici.
La musica, esemplare. Due, massimo tre saranno le canzoni che si ascoltano durante “Cria cuervos” ( “Porquè te vas?” di Janette... non una volta mi sono ritrovata a canticchiarla per casa, è preziosa!) . Posso soggettivamente dire che ho trovato molte somiglianze con il film di cui già avevo parlato, “Secretos del coràzon”: la realtà vista dagli occhi di un bambino, che entra in contatto con il mondo adulto e cresce nella disillusione, rimanendo forse amareggiato dalla vita che lo vuole protagonista.
Tuttavia sono rimasta incantata per Ana Torrent, la protagonista. Sì, un pò mi sono rivista da piccina.. lei timida, con due grandi occhioni, un pò malinconica, recita divinamente pur nella totale semplicità della parte. Con piacere ho visto che Conchita Perez, quanto adoro quest’attrice... anche qui è criada, cioè donna di casa, balia, come fu in “La Casa de Bernarda Alba” : gestisce la parte con una tale disinvoltura...

COMUNQUE (altrimenti mi perdo in tutti i commenti più disparati) la trama è meglio leggerla un attimo prima; il film è all’apparenza semplice ma in realtà è un andirivieni di ambiguità, di piccoli dettagli che possono anche stranire lo spettatore.
Siamo a Madrid (il film è del 1976, giusto un anno dopo la liberazione della Spagna di Franco) : il film si apre con Ana, la protagonista ora trentenne, che parla riguardo alla sua difficile giovinezza e inizia a ripercorrerla. Rimane orfana, lei e le sue sorelle: la madre morta per una malattia incurabile e il padre a causa di un amplesso con l’amante.. Ana vede l’amante uscire dalla stanza. La zia farà loro da matrigna e Ana comincia ad odiarla, la figura della madre è sempre presente in lei.
Oggetto-chiave: un barattolino di polvere bianca che la bimba crede essere veleno, che in realtà nient’altro è che bicarbonato (Ana crede di avere nei confronti delle persone poteri di vita e di morte e manca assolutamente di sensi di colpa. Percepisce ingenuamente la morte.)


Non vi svelo niente, vedrete.

E il titolo?
CRIA CUERVOS Y TE SACARAN LOS OJOS.
L’origine di questo refràn non si conosce, anche se qualcuno lo attribuisce ad un aneddoto di don Alvaro de Luna durante una partita di caccia. Durante questa, il celebre conte di Castilla si scontrò con un povero affamato che al posto degli occhi aveva due orribili cicatrici che gli sfiguravano completamente il viso. Impressionato, don Alvaro chiese spiegazioni. Il mendicante gli rispose che per tre anni aveva allevato un cervo trovato piccolino sul monto; lo trattò con molto affetto fino a che poco a poco non divenne grande.. un giorno, mentre lui andava a dargli del cibo, il cervo lo accecò saltandogli addosso.
Don Alvaro, con amara ironia, disse ai suoi compagni di caccia: “Allevata cervi perchè vi tolgano gli occhi!”
Da quel momento, questa frase si applica per indicare l’ingratitudine di quelle persone che, dopo aver ricevuto grandi favori, li dimenticano e li ripagano con azioni ingiuste o parole fastidiose.
Carlos Saura non cita per intero il proverbio che utilizza come titolo del film ma lo utilizza solo in parte. I puntini che troncano la frase sembrano voler attenuare la violenza del monito che contiene, la sua disperazione.

"Hoy en mi ventana brilla el sol,
y el corazón,
se pone triste
contemplando la ciudad,

porque te vas.
.."

venerdì 11 dicembre 2009

Premios 40 Principales (e vincitori)

Ho scoperto questa radio spagnola (la più famosa, dicono) e non riesco più a farne a meno!
Se potessi prendere la frequenza, allora sarebbe sovrana nella mia auto.

La sto ascoltando esattamente adesso (in diretta dal sito della radio, QUI) , perchè oggi la radio arriva alla quarta edizione dei "Premios 40 principales", facendolo attraverso un galà dal vivo, questa sera nel Palacio de los Deportes de la Comunidad de Madrid.
I premi riuniranno la musica migliore nazionale e internazionale come La Quinta Estación, Nena Daconte, Melendi, Orozco, Efecto Mariposa, The Killers, Shakira, Nelly Furtado, Carlos Baute o Jason Mraz, anche se i favoriti sembrano proprio Macaco e Amaia Montero.
Il concerto vedrà la presenza di artisti come Robbie Williams, Shakira, Nelly Furtado, Mika, Alexha Dixon, Macaco, Amaia Montero, Paulina Rubio, David Bisbal, James Morrison, Carlos Baute, Marta Sanchez o Pixie Lott.

Giusto per darvi qualche indicazione, tutto il gala e la diretta del concerto si potranno seguire (beh, non noi italiani, che dovremo accontentarci della diretta audio...) in Digital+ (in alta definizione) e in 40TV (dalle 19.30 pm).
Il Palacio de Deportes di Madrid conta circa 15000 spettatori e i fondi della celebrazione quest'anno sono destinati a Ayuda en Acciòn, per la costruzione di un centro sportivo nella città di Soacha, in Colombia.

Io, sinceramente, consegnerei direttamente il voto a Melendi (vi posto qui sotto una sua canzone niente male), Orozco, Malaco e Bisbal.


A ver la notte che "40 principali" della musica deciderà di premiare!




Ore o.42, elenco premiati!
Categoria spagnola:
Migliore canzone: POR QUERERTE, Efecto mariposa
Migliore artista solista: Fito y Fitipaldis
Miglior gruppo/ duo: Pereza
Miglior artista emergente: Calle Paris
Miglior album: Amaia Montero
Miglior video: MOVING, Macaco
Miglior tour: 360, U2

Categoria internazionale in lingua spagnola:
Miglior artista: Shakira
Miglior canzone: LA LOBA, Shakira

Categoria internazionale in lingua non spagnola:
Miglior artista: Black eyed peas
Miglior canzone: I got the feeling, Black eyed peas

Categoria America:
Miglior artista Messico: Zoè
...Argentina: Teenangels
...Chile: Chancho en piedra
...Colombia: Andres Cepeda
...Costa Rica: Akasha
...Guatemala: Fabiola
...Ecuador: Mirella Cesa
...Panamà: Mario Spinalli

giovedì 10 dicembre 2009

Josè Lupianez, il poeta

Ringrazio Angel per avermelo fatto "conoscere".
Qui sostengono sia la reincarnazione di Garcìa Lorca, mi diceva.
Ho letto così qualcosa su di lui, e non solo mi ha incantata, ma posso anche dire con certezza che sì, ricorda molto Federico! Le sue parole, le sue figure, le sue immagini...

Chi è?
Vi dico qualcosa riguardo alla sua biografia (ma chi "mangia" un pò di spagnolo, può benissimo leggere il tutto assieme a numerosi suoi articoli nella pagina personale del poeta QUI) : si chiama Josè Lupianez, è nato nell'agosto del 1955 ed è di La Lìnea (in provincia di Cadice, provincia andalusa). Si trasferisce a Barcellona dove frequenta Lettere e filosofia nell'università della città e conclude gli studi a Granada, laureandosi in Filologìa Ispanica.
Fin da giovane collabora come poeta e critico in numerose pubblicazioni letterarie spagnole e non solo. Fonda nel 1975, assieme al poeta Josè Ortega, la collezione "Silene", che inizia con il suo primo libro "Ladròn de fuego". Oltre a partecipare come collaboratore a differenti riviste, fu direttore della sezione di cultura del settimanale El Faro e attualmente collabora frequentemente nei Cuadernos del Sur.
Molte le sue partecipazioni a diverse opere e numerosi sono i premi ottenuti nella poesia: tra i tanti, l' "Antonio Machado", il "Juan Ramòn Jìmenez", il "Luis de Gòngora" e il I premio nazionale di poesia "Emilio Prados".
Finora ha pubblicato, oltre che a Ladròn de fuego e assieme a molte altre poesie in diverse collezioni: Rìo solar, El jardìn de òpalo, Amante de gacela, Mùsica de esferas, Arcanos e l'antologia Laurel de la costumbre, con alcuni inediti contenuti.

Josè Lupianez è membro fondatore de la Asociaciòn de Crìticos Literarios e direttore delle pubblicazioni di Port Royal, Ediciones. Fu presidente de la Asociaciòn Cultural Guadalfeo, Istituto degli Studi della Costa granadina e delle Alpujarras e, attualmente, è Consigliero onorario dell' Instituto de Estudios Campogibraltarenos e membro dell'Accademia de Buenas Letras de Granada.

Bene, se vi ha stancato la solita lettura della biografia, vi lascio qui alcune foto dell'autore assieme a due poesie (e ditemi se la nostalgia di Federico trova un pò di sollievo)


JARDÍN


Delgada es esta tarde de julio,
inmóvil,
asida a las columnas

que se alzan

sobre la hierba blanda.


Delgada es esta tarde de julio

que decae con dulzura,

como las manos
que no atienden al sol,

ni están alerta

al paso de las horas...


¡Qué tristes dan los cuerpos

una vez y otra vez

contra esta paz eterna,

para perderse ardientes

por la trama olvidada

del asombroso cielo!...


(Sentados en el banco del parque

se presiente la noche
tras de la luz en calma,

desnuda, sorprendida

en su propia penumbra

y silenciosa):


Las palabras, la gente,

en su nuevo color

la misma tarde ahora,

nuestro amigo que calla:

todo se borra
al filo de los árboles,

todo es oscuridad
que se remonta
azul, veladamente,
lo mismo que el Jardín

cerrado, se suelta en el olvido

para perderse

en la aventura del ensueño.



AMANTE DE GACELA
(qui appare anche la Gacela, tanto citata da Lorca)

En mitad del otoño, erguido,
un corazón respira el peso de su cuerpo.

Joven para el amor,

oculto por la niebla, ha mantenido el cáliz

inmóvil sobre el labio.
Moja el licor la herida, hierve el cielo

de una estancia nocturna,
donde otro cuerpo habita —desnudez

de los muros— y, susurrante,

el rostro se acerca hasta su alma.


Una gacela tiene
la lentitud del humo,
si la caricia

pende como la flor de un árbol.

Una gacela ocupa la dolorosa tarde

cuando los ojos lloran…

Así amó y recompuso

el desenvuelto lecho

donde el placer anida.


Es soledad de astro,

abrazo como un río, es todo el Sur

clamando desde su diente blanco,

es sombra, o luz o claridad

de isla, es temeroso triunfo

cuando te besa o nube, o fruta

para morderla ardiente.


Una gacela tuvo la lentitud

del humo, dulce como este sueño

que dices en silencio;

Gózala, suelta lejos

las aves del deseo, vive
su piel,
su hermosa cabellera de antorcha,
salta, hiere la curva suave

de una cadera blanda.
Has derramado sangre

sobre sus bellos hombros,

pero en tu muslo brilla

la misteriosa espuma.


Toreri d'onore

Mi distrugge l'idea di non poter aggiornare ogni giorno il mio piccolo spazietto virtuale.
Purtroppo mi manca il tempo e gli esami sono alle porte.

Oggi leggevo riguardo al successo del torero "El Payo" all'ultima corrida di Plaza Mèxico.
Ribadisco, non sono pro - corride.
Semplicemente "contengono molta filosofia", nelle figure del toro e del torero rivedo uomo contro uomo nella lotta per la vita, o anche uomo - donna in un incontro pericoloso tra morte e passione (sarà perchè tengo "Matador" di Almodòvar ben impresso nella mente, ne riparleremo!)

Veniamo al dunque... El Payo.
I messicani aspettavano soltanto lui, Octavio Garcìa "El Payo", che si giocò la vita tagliando tre orecchie, uscendo di spalle per essere l'assoluto trionfatore della quinta corrida della stagione 2009 - 2010 nella monumentale Plaza Mèxico.

Durante la corrida si presentò anche il diestro Cayetano Rivera Ordoñez, nuovo matador. "Cayetano", accolto affettuosamente, fece sfoggio di questa sensibilità tanto marcata dello stile andaluso. Fece sfoggio di tutte le sue capacità e la gente ne fu soddisfatta. Salutò dalla plaza e ricevette persino un'ovazione, lasciando tutti impressionati.
Miguel Espinosa "Armillita", che come Cayetano è torero della dinastia di casa Ordoñez, fu il padrino della "confirmación de alternativa" e terminò la sua comparsa in modo decoroso, anche se rivolto ad una sola parte del pubblico. "Armillita", che ritorno dopo un'assenza di cinque anni, fece vedere che gli anni non passano inutilmente e che la tecnica non si dimentica.
Davanti a 16 mila appassionati si alternarono cinque tori di San Isidro e uno, il quinto, da Los Ebanos.

"El Payo", dice l'articolo, lo ha sido todo. "Si è fatto toro", senza alcun dubbio di occupare un posto già differente da quello degli altri toreros. Uccise il toro con una stoccata decisa.

Due orecchie per lui e lo sguardo al pubblico.

lunedì 7 dicembre 2009

Carmen - 7 dicembre 2009















CARMEN
Estreno: 7 Dic 2009
Director: Daniel Baremboim
Actores: Jonas Kaufmann,Erwin Schhrott,Francis Dudziac,Mathias Hausmann,Gabor Bretz...
Guión:
Año: 2009
Nacionalidad: ITALIANA
Distribuidora: EMERGING PICTURES
Género: Ópera
Duración: 180
Calificación: Apta para todos los públicos

Verde que te quiero verde

Dai versi di Lorca (Romance de la Luna)

Incantevole.

Il postino (di Pablo Neruda)

"Se dico 'il cielo piange', Mario, che cosa voglio dire?" "Che sta piovendo." "Vedi? E' una metafora." "Eh, ma è semplice, perché allora 'sto nome complicato?"

Un nome grande per un concetto tanto semplice… una metafora esemplificata con lacrime, paragonate e gocce di pioggia, incessanti come un pianto.

Sulla battigia alla fine del giorno Mario riesce a passare pochi poetici attimi con don Pablo, l’uomo che l’ha stupito con dolci splendidi versi d’amore… Mario, un pescatore che poi diventa postino; lui così concreto, così “ignorante”, povero ma non privo di sensibilità, pronto a lasciarsi travolgere dalle emozioni. Sono Mario e Pablo i protagonisti del film “Il postino”, tratto dall’omonimo libro di Antonio Skàrmeta: sullo sfondo di un caldo giugno del 1969 Mario Ruoppolo (interpretato dal nostro attore italiano Massimo Troisi che morì prima di concludere le riprese del film) decide di iniziare il lavoro di postino, accettando però di dover consegnare la posta solo al poeta cileno Pablo Neruda.
Il rumore del mare, la fresca risata di Pablo e l’incantevole bellezza di sua moglie Matilde, musa di tanti dolci versi, ripagano Mario dall’incarico giornaliero di passare sopra la terra secca dell’Isla Negra per svolgere il suo incarico.

Nobilitato dalla poesia che gli percuote il cuore e che non conosceva prima, inizialmente prova solo stupore dinanzi a questo mistero apparentemente più grande di lui e che trova ispirazione nella bella Beatrice, la donna che incarna il suo desiderio, interpretata da M. Grazia Cucinotta; donna che lo incanta con la sua sensualità, proprio lei che in una pausa di lavoro nell’osteria di sua proprietà si lascia andare in una partita a calcetto con Mario il quale è incapace di pronunciare parole a causa della sua disarmante bellezza: Beatrice raccoglie la pallina e la pone tra le labbra e in quel momento Mario si rende conto di essere veramente innamorato.
Sarà proprio Pablo, il poeta, che darà voce ai sentimenti che Mario non sa esprimere attraverso questi splendidi versi:

“Nuda sei semplice come una delle tue mani, liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente, hai linee di luna, strade di mela, nuda sei sottile come il grano nudo. Nuda sei azzurra come la notte a Cuba, hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli, nuda sei enorme e gialla come l'estate in una chiesa d'oro (…)”

Un “bella” sussurrato alla ragazza, questa volta non urlato volgarmente dai tavoli dell’osteria ma da una semplice poesia che viene ritenuta quasi pericolosa, sospettosa dalla zia di Beatrice che a tante complicate parole non è abituata.
Mario rimane stupito di fronte a lei come se scorgesse il volto pulito della luna per la prima volta, e così rimane anche di fronte alla poesia, che ritrae ogni suo singolo, tiepido respiro…attraverso le metafore che don Pablo suggerisce a Mario, vitali come caldo temporale per un frutto estivo.



Non c'è bisogno della valutazione IMDB :-)
Buona visione!

Madrid a basso prezzo

El Pais riesce a dimostrare che sì, a Madrid ce la si può cavare bene anche con 10 euro in tasca.
E non significa ridursi in povertà.

La Madrid "barata" non è solo per turisti e studenti. I disoccupati, logicamente difensori del pagare il giusto, sono sempre di più. La regione arriva già a quasi 45.000 persone senza lavoro. Solo in novembre 6.366 persone si aggiunsero alla coda dei disoccupati. Bene, iniziamo col dire che con 10 euro e un abbonamento di trasporto, il giorno è risolto. Iniziare il giorno con una colazione a basso costo non è difficile: abbondano le offerte per due euro, però qualcuno può trovare anche altro di più vantaggioso. Ne La Casa de las Pelotas (metro de Lavapiès) la colazione la si può trovare ad 1.45. Ancora meglio le caffetterie universitarie: in quella delle Scienze dell'informazione (metro de Ciudad Universitaria) caffè e brioche vengono ad 1.40, l'equivalente che un bicchierino di cognac.

Biciclette? Al Parque Juan Carlos I (metro de Campo de las Naciones), si noleggiano un'ora in cambio del DNI (la nostra carta d'identità). Moltissimi i musei gratuiti in città, la rete municipale si può sfruttare senza pagare. La casa - museo di Lope de Vega (metro de Anton Martìn) offre visite sulle orme della vita del grande drammaturgo negli ultimi 25 anni della sua vita. "Siccome è gratuita, vi è parecchia affluenza", spiega una delle guide turistiche addette. "Delle volte informi il turista riguardo al percorso culturale sul poeta, qualcuno torce il viso; ma quando aggiungi che il tutto è gratis, ecco che si iscrive alla visita guidata", sorride. Nel quartiere dei letterati, l'ideale è unire Lope de Vega ad una passeggiata e a qualche tapas.

Passiamo al pranzo, dove le offerte sono piuttosto "sostanziose". Il bar Jesusìn (metro de Villaverde Alto) adotta i mercoledì una proposta senza rivali: il "cocido" a tre euro. Necessario trasportarlo in un contenitore proprio (non raro, visto che secondo dati della TNS Worldpanel, il 21, 9 % dei madrileni mangia nei tupperware). Al ristorante il prezzo sale a cinque euro con pane, vino e dessert, lo stesso costo del menù. Tanta è la passione per i cibi low cost, che alcuni locali hanno deciso di abbandonarli. E' il caso del Torayo (metro de La Latina), come spiega la direttrice del locale: "I giovedì, nei quali avevamo il menù a tre euro, i clienti fissi rimanevano fuori lasciando posto a quelli non abituali, così abbiamo dovuto alzare tutto a sei euro e mezzo per tutti i giorni per riacquisire i clienti soliti."

Esponente della cultura gratuita, è la sala di esposizioni Caixa Forum (metro de Atocha). Situato nel triangolo d'arte che formano museo del Prado, Thyssen e Reina Sofia, ricevette già un milione e mezzo di visitatori nel 2008, suo primo anno di funzionamento. Nel salone si possono incontrare turisti che controllano mappe, o qualche ubriaco steso a riprendersi. I curiosi entrano, danno un occhio e, se non convince loro, escono. Altra opzione, il cinema. La Academia de Artes y Ciencias Cinematográficas offre, secondo il giorno, una o due proiezioni gratuite in una sala di 180 poltrone.

Per cenare, tre classici: Los amigos, el Tigre o el Bonar, dove al prezzo di una birra (1, 50 euro in media) si accompagna una tapa, anche se la qualità a volte è mediocre. Opzione sicura sono le tapas del Quevedo (1, 20 a bicchiere, nel metro de Anton Martìn) o i croissant a base di patata de La Casa de las Pelotas. Per dormire, se non si ha casa propria, i clubs di scambio casa o accoglienza viaggiatori sono ottimi. Si trovano per internet. Nell' Hospitality Club si offrono 3.984 case nella comunità di Madrid.

Se qualche ottimista si sente capace di sorpassare le 10 birre in un'ora, allora può approfittare della birra e sangria del bar Torero (metro de Sol) i mercoledì a partire dalle 23.30. Per cinque euro, all'entrata si prende un bicchiere di plasica.


Ah, attenzione. La magia dura solo fino a mezzanotte e mezza.. a questa ora, senza avviso, ogni birra passa a costare cinque euro.

venerdì 4 dicembre 2009

Lucha de gigantes - Antonio Vega

Cantata da Antonio Vega, morto lo scorso 12 maggio all'età di 51 anni e considerato uno dei più grandi cantanti pop della scena musicale spagnola.

Non ci sono commenti, meravigliosa.

Ricordi dall'Inquisizione

"Marcela profumava di erbe medicinali. Amava anche studiare le forme che disegnavano le stelle nel cielo. Un giorno fu imprigionata dall'Inquisizione. Non sapeva il perchè. La denunciò qualche vicina invidiosa? O un uomo indispettito per aver rifiutato la sua corte? La cosa certa, è che la accusarono di essere strega, di essere eretica, o astrologa. E la ammazzarono."

Quest'articolo su El Pais ha subito risvegliato la mia attenzione, cade a fagiolo in questa settimana nella quale preparo il mio esame di storia moderna, affrontando proprio il tema dei marrani all'orale.
Questa è una delle innumerevoli vicende marrane, ascoltate ieri da centinaia di persone al Museo del Castillo di San Jorge, nel quartiere sevillano di Triana.

Il museo apre oggi al pubblico e vi si potrà accedere tramite il Ponte di Triana. Tutto sarà strutturato nei modi più suggestivi e favorevoli alla riflessione, a partire dalla "sala sensoriale", che presenta tre grandi spazi nei quali dei videofilmati cercheranno di far immedesimare il visitatore in un individuo vittima dell'odio e dell'abuso del potere.
La parte bassa del museo, invece, si apre con la Barbacana, nella quale vi si troveranno immagini, pezzi archeologici relazionati al castello. A terminare questa parte di percorso sarà un modellino del castello nel 17esimo secolo, quando ancora apparteneva all'Inquisizione.
Sarà possibile anche passeggiare sopra alla parte murata del castello, contemplando i resti delle pareti e dei grandi archi: è qui infatti che le guardie dell'Inquisizione si muovevano per controllare la situazione. Le pareti sono le stesse che smorzavano le urla dei torturati.

Qualche nota sul castello, la cui origine è datata nel 1171. L'Inquisizione di Siviglia ebbe qui la sua sede dal 1481 al 1785. Il castello venne demolito nel 18esimo secolo e si convertì in mercato all'aria aperta. Dal 1992, iniziarono gli scavi per poterlo recuperare e la mostra di per sè contribuisce a non dimenticarlo, come simbolo di un passato che non deve essere ripetuto.

Già che ci sono, dopo avervi consigliato di guardare "L'ultimo inquisitore" :-) , vi lascio qui il titolo del libro che ho scelto di studiare per il mio prossimo esame. E' molto interessante, molto approfondito (forse anche troppo) riguardo all'albero genealogico degli ebrei spagnoli che decidono di raccontare. Si legge veloce e riesce a mettere in contatto con l'epoca cruda dell'Inquisizione :

"La fede del ricordo, ritratti e itinerari di marrani in America (XVI-XX secolo) "
Nathan Wachtel, Einaudi editore

mercoledì 2 dicembre 2009

Le conchiglie di Neruda al Cervantes di Madrid

Spriali color dell'iride, conchiglie indaco e chiocciole turchesi.
"Pequeños países de nácar", "cereales submarinos", "herencias inmóviles que encarceló una ola enfurecida"
...mi immagino Pablo, Pablo Neruda, che siede al tavolo ammirando la sua vastissima collezione di conchiglie. E guardandole, dedica loro versi e poesie.

La passione di Neruda per conchiglie e lumache viene finalmente estesa anche a noi attraverso la mostra Amor al mar, organizzata dall'Istituto Cervantes e dall'Università del Chile proprio nella sede del Cervantes in calle Alcalà (la mostra dura fino al 24 di gennaio).
Il poeta le collezionò durante tutta la sua vita: le raccoglieva dalla spiagga di fronte alla sua casa ad Isla Negra, le cercava "armato" di enormi libroni marini del 18esimo secolo ritrovati nei mercatini delle pulci o d'antiquariato di tutta Europa; le riceveva anche in regalo, da Rafael Alberti, da Mao Zedong... e a loro dedicò canti ed odi.
Nel 1954 donò la sua immensa collezione di novemila pezzi (assieme alla sua biblioteca di ventimila volumi) all'Università del Chile.

La direttrice del Cervantes, Carmen Caffarel, si dimostra orgogliosa nel vedere che per la prima volta questi 400 pezzi vedono la luce, facendo trasparire tutto il Neruda della poesia oceanica che incontriamo in Maremoto, Memorial de Isla Negra, o El gran océano, che raccolse nel Canto General assieme a Mollusca gongorina.

Chiaramente, la mostra (che dopo la sua chiusura a Madrid verrà portata a Valparaìso per il V Congresso Internazionale della Lingua Spagnola) parla inevitabilmente del Neruda "viaggiatore".

Dice il commissario Pedro Núñez: "Era capace di ritornare da Cuba con una valigia piena di conchiglie e chiedere a sua moglie che svuotasse la sua per metterci altrettante conchiglie".


Dov'è il Cervantes: Alcalà, 49, 28014
Madrid, Eje Prado, Recoletos (Madrid)
QUI trovate il link da Google Maps!

Altri 200 militari per l'Afghanistan

Già ieri el Pais informa che la Spagna accoglie la richiesta di Obama per un maggiore impegno militare: Zapatero potrebbe mandare altri 200 soldati in Afghanistan, che andrebbero ad unirsi agli altri 1000 presenti in territorio afgano.
L'aumento delle truppe deve comunque passare al vaglio dal Parlamento, dove il Partito Socialista di Zapatero dovrebbe ottenere 7 voti per avere garantita la maggioranza (per cui per il 'via libera' cì sara' bisogno dell'appoggio dei partiti regionali).


Qui l'articolo da El Pais.

martedì 1 dicembre 2009

Ponerse morado?

Quanto ho sentito quest' espressione, quest'estate...
E' impossibile non ricordarsela.
Lì per lì un "ay, me he puesto morado!!" può farti venire in mente la spiaggia e la tintarella, con te tutta intenta a diventare bella mora e abbronzata.
Ti rendi conto che il ponerse morado con questa storia della tintarella non c'entra una mazza, perchè la frase viene ripetuta sempre a fine cena :)

Tradotto diretto diretto in italiano è essere "piena", essere sazia, aver mangiato tanto e troppo. L'aver mangiato troppo può essere riferito ad un solo cibo (ponerse morado de fresas, per esempio) o il significato è generico (se ha puesto morado, senza aggiungerci altro).

E... "morado"?
Beh, in quanto ad abbronzatura, a qualcosa eravamo vicini... il morado è un colore, il colore delle more, il viola scuro.
Dunque perchè non dire "se ha puesto rojo amarillo negro o marron", al posto del nostro "se ha puesto morado"? La risposta non la immaginavate forse, e neanche lontanamente!
Esiste una malattia chiamata cianosi, la quale altera la colorazione del corpo (in azzurrognola, viola) a causa dell'eccessiva presenza d'ossigeno nel sangue: dal momento che spesso a soffrire di cianosi era proprio chi "eccedeva nel mangiare", ecco che l'indigestione per cibo viene attribuita al colore viola.


Gli spagnoli talvolta esagerano a tavola e, invece di "scoppiare o rotolare", diventano morados al pari di un malato di cianosi.