Cerca nel blog

domenica 20 dicembre 2009

El viaje a ninguna parte - Fernando Fernàn Gomèz

Altro splendido film che non può non essere visto per chi vuole entrare un pò di più nella storia spagnola.
Parlo di "El viaje a ninguna parte", film diretto da Fernando Fernàn Gòmez nel 1986, tratto proprio dal suo romanzo omonimo. E' un lento ripercorrere i ricordi di un comico, che racconta tutto con una vena di malinconia che và a chiudere una vita mediocre dominata dalla frustazione e dallo scoraggiamento, dalla disillusione. Fernando Fernàn Gomèz con molta abilità rende omaggio al teatro ambulante rappresentato dalle compagnie di comici che percorrevano i paesi di Spagna (soprattutto gli sperduti luoghi della Spagna "mesetena" ) , per rappresentare le loro scene teatrali adattate, recitando in locali noleggiati per l'occasione guadagnando il minimo per poter vivere.

Il film venne presentato al Festival de San Sebastiàn e ricevette inizialmente un accoglienza piuttosto fredda, fino a raggiungere addirittura le 5 nominazioni al Premio Goya (premiato come Miglior film, Miglior regista, Miglior copione). Personalmente, preferisco molto di più film come Crìa Cuervos, più d'impatto psicologico... anche se la bravura di Fernan Gomèz lascia esterrefatti: non è difficile respirare la realtà del tempo, in cui realmente i comici vivevano delle loro stesse risate per non piangere di povertà.
Parlavo di "film-omaggio" prima e lo ripeto: è un omaggio ad una forma di teatro ora estinta ma che al tempo otteneva un'altissima popolarità tra gli abitanti dei piccoli borghi di Spagna (in questo caso, della Galicia) . Comici e attori di film "combattevano" per guadagnare qualcosa in ambito rurale, i primi per amore del teatro e i secondi per soddisfare le nuove inclinazioni artistiche della società. Il cinema prima o dopo andrà a seppellire il teatro semplice di questi comici ambulanti.

La venuta del cinema nella vita di questi "còmicos de la legua" costituirà poi la nostalgia dei ricordi del teatro ambulante, al quale i comici si dedicavano completamente e nonostante le numerose vicissitudini con le quali andavano a scontrarsi.

Due parole infine sul protagonista, Galvàn. Ci rivela episodi del passato, anche se alle sue memorie assiste soltanto una persona, il psicologo dell'asilo, che si limita ad ascoltare il comico con un certo scetticismo e talvolta, non senza motivo, si vede obbligato a correggere i suoi eccessi di fantasia gratuita. Galvàn in realtà è dominato dalla frustrazione, dall'amarezza... il suo unico amore, Juanita, gli lascia ancora molto amaro nel cuore.

IMDB gli consegna un 7.8 (poco, per conto mio.....)

Nessun commento:

Posta un commento