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lunedì 7 dicembre 2009

Madrid a basso prezzo

El Pais riesce a dimostrare che sì, a Madrid ce la si può cavare bene anche con 10 euro in tasca.
E non significa ridursi in povertà.

La Madrid "barata" non è solo per turisti e studenti. I disoccupati, logicamente difensori del pagare il giusto, sono sempre di più. La regione arriva già a quasi 45.000 persone senza lavoro. Solo in novembre 6.366 persone si aggiunsero alla coda dei disoccupati. Bene, iniziamo col dire che con 10 euro e un abbonamento di trasporto, il giorno è risolto. Iniziare il giorno con una colazione a basso costo non è difficile: abbondano le offerte per due euro, però qualcuno può trovare anche altro di più vantaggioso. Ne La Casa de las Pelotas (metro de Lavapiès) la colazione la si può trovare ad 1.45. Ancora meglio le caffetterie universitarie: in quella delle Scienze dell'informazione (metro de Ciudad Universitaria) caffè e brioche vengono ad 1.40, l'equivalente che un bicchierino di cognac.

Biciclette? Al Parque Juan Carlos I (metro de Campo de las Naciones), si noleggiano un'ora in cambio del DNI (la nostra carta d'identità). Moltissimi i musei gratuiti in città, la rete municipale si può sfruttare senza pagare. La casa - museo di Lope de Vega (metro de Anton Martìn) offre visite sulle orme della vita del grande drammaturgo negli ultimi 25 anni della sua vita. "Siccome è gratuita, vi è parecchia affluenza", spiega una delle guide turistiche addette. "Delle volte informi il turista riguardo al percorso culturale sul poeta, qualcuno torce il viso; ma quando aggiungi che il tutto è gratis, ecco che si iscrive alla visita guidata", sorride. Nel quartiere dei letterati, l'ideale è unire Lope de Vega ad una passeggiata e a qualche tapas.

Passiamo al pranzo, dove le offerte sono piuttosto "sostanziose". Il bar Jesusìn (metro de Villaverde Alto) adotta i mercoledì una proposta senza rivali: il "cocido" a tre euro. Necessario trasportarlo in un contenitore proprio (non raro, visto che secondo dati della TNS Worldpanel, il 21, 9 % dei madrileni mangia nei tupperware). Al ristorante il prezzo sale a cinque euro con pane, vino e dessert, lo stesso costo del menù. Tanta è la passione per i cibi low cost, che alcuni locali hanno deciso di abbandonarli. E' il caso del Torayo (metro de La Latina), come spiega la direttrice del locale: "I giovedì, nei quali avevamo il menù a tre euro, i clienti fissi rimanevano fuori lasciando posto a quelli non abituali, così abbiamo dovuto alzare tutto a sei euro e mezzo per tutti i giorni per riacquisire i clienti soliti."

Esponente della cultura gratuita, è la sala di esposizioni Caixa Forum (metro de Atocha). Situato nel triangolo d'arte che formano museo del Prado, Thyssen e Reina Sofia, ricevette già un milione e mezzo di visitatori nel 2008, suo primo anno di funzionamento. Nel salone si possono incontrare turisti che controllano mappe, o qualche ubriaco steso a riprendersi. I curiosi entrano, danno un occhio e, se non convince loro, escono. Altra opzione, il cinema. La Academia de Artes y Ciencias Cinematográficas offre, secondo il giorno, una o due proiezioni gratuite in una sala di 180 poltrone.

Per cenare, tre classici: Los amigos, el Tigre o el Bonar, dove al prezzo di una birra (1, 50 euro in media) si accompagna una tapa, anche se la qualità a volte è mediocre. Opzione sicura sono le tapas del Quevedo (1, 20 a bicchiere, nel metro de Anton Martìn) o i croissant a base di patata de La Casa de las Pelotas. Per dormire, se non si ha casa propria, i clubs di scambio casa o accoglienza viaggiatori sono ottimi. Si trovano per internet. Nell' Hospitality Club si offrono 3.984 case nella comunità di Madrid.

Se qualche ottimista si sente capace di sorpassare le 10 birre in un'ora, allora può approfittare della birra e sangria del bar Torero (metro de Sol) i mercoledì a partire dalle 23.30. Per cinque euro, all'entrata si prende un bicchiere di plasica.


Ah, attenzione. La magia dura solo fino a mezzanotte e mezza.. a questa ora, senza avviso, ogni birra passa a costare cinque euro.

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