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domenica 31 gennaio 2010

XIV Festival de Flamenco, Valencia

E' cominciato ieri il XIV Festival de Flamenco, ospitato nel Palau de la Mùsica de Valencia.
Il festival occuperà le più grandi figure del tango nazionale ed internazionale dal 30 gennaio al 19 febbraio: è proprio la star più attesa ad aver inaugurato la rassegna, Diego el Cigala.

Grande importanza avranno anche la Copla, forma musicale che fiorì in Spagna specialmente negli anni 40 in Andalusìa (Quintero, León e Quiroga sono i tre più importanti creatori di tale genere) , il flamenco di Valencia... fino ad arrivare alla mescolanza con altre culture musicali, il jazz, le sonorità cubane.


Vi lascio qui sotto un video tratto dal film "Soldados de Salamina" (2003) con il pasodoble SUSPIROS DE ESPANA interpretato da Diego el Cigala.


sabato 30 gennaio 2010

El último de la fila - Aviones Plateados

ma quanto è bella!!!! :-)


Casa, dolce casa... spagnola!

La casa è il posto più importante dove trascorrere del tempo con la famiglia ed è proprio qui che spendiamo la maggior parte delle nostre ore. I principali problemi degli spagnoli al momento di costruire la propria casa sono proprio la mancanza di spazio e luce, l'eccesso di rumori e di persone, l'incorporazione della tecnologia e l'eterna questione dei bambini... ma trattiamo questi problemi punto per punto!

1. la casa è il territorio della pigrizia, anche se la pigrizia è selettiva. Generalmente gli spagnoli possono convivere anni e anni con una lampadina rotta che dondola attaccata ad una lampada, ma difficilmente possono rimanere senza acqua, senza televisione... almeno fino a che non intervenga il tecnico a riparare il tutto (anche se poi... per chi non è così? )
2. il problema nazionale è proprio la mancanza di spazio. Le città spagnole sono dense e i suoi centri urbani sono piuttosto ampi, anche se gli appartamenti sono veramente molto piccoli. Il consiglio per tentare di espandere di più quello che è il ristretto spazio dell'appartamento, è quello di volgerlo al " classico ", ossia togliere le cianfrusaglie dal mezzo, gestire lo spazio " alla giapponese ", fare delle stanze luoghi dove dormire-studiare allo stesso tempo, dove mangiare o riunirsi e utilizzare la sala come zona per i bimbi accentrando lì giochi e oggetti vari.
3. in piccoli appartamenti, anche convivere con tre persone diventa difficile: file per il bagno, rumori, ... i bimbi sono l'allegria di casa, ma è anche vero che proprio loro sono i responsabili del disordine!
4. la Spagna è uno dei paesi europei che possiede la maggior quantità di piccoli elettrodomestici in casa. Altro problema dunque: la caccia di posti ove poterli collocare.

( ...tratto da un articolo di un giornalista spagnolo in El Pais, nel quale racconta dei principali problemi spagnoli per quanto riguarda la casa. )

Corride e tori: quando il toro vince

Sempre più i quotidiani spagnoli presentano dibattiti riguardo alla corrida, al punto di vista etico con il quale trattare questo sport che appare tra le pagine di arte e cultura.

Hemingway nelle corride ci credeva fermamente. Lo scrittore vedeva la perfetta metafora della vita nello scontro tra l’uomo e il toro; e la vita è una lotta che va condotta e gestita con grande maestria, per non lasciarsi sopprimere dalla realtà. Questa lotta dunque è luce, quella che viene riflessa dagli sgargianti colori dei “ trajes de luz “ , i vestiti del torero.
Il toro rappresenta metaforicamente lo sforzo dinanzi ad un destino già prescritto, che alle volte però egli stesso può ribaltare, rivoluzionare e porre a suo favore.

Ripercorriamo velocemente alcune date “ fatali “ per qualche famoso “ torero para la historia “ (ricavo le fonti dal curatissimo blog di viaggi “ Il reporter “ )

Il 28 agosto 1947 l’ammiratissimo torero Manuel Rodriguez (Manolete) si appresta a sfidare il toro più piccolo della sua carriera; il toro è nervoso, muscoloso… soprattutto imprevedibile. Chi ha assistito all’ultimo spettacolo di Manolete, racconta di una sfida condotta egregiamente, di balli con la morte straordinariamente eleganti e sinuosi in uno scontro perfetto tra un toro inesperto e rapidissimo e un torero ormai temprato e furbo.
Improvvisamente, il toro sferrò l’incornata fatale a destra mentre Manolete lo attendeva già dalla parte sinistra.

La Spagna rimase in lutto per lungo tempo, memore di altri lutti che “ descorazonaron “ i fedeli della crudele tradizione: nel maggio del 1920 a Madrid morì Juanito, mentre a Siviglia due anni dopo morì Varelito.

“Varelito è stato ferito, si diceva, ma non nel corpo, bensì nell’anima. Chi viene incornato una volta non vuol più sfidare nessuno. Varelito, insomma, ha paura.

E lui, che era orgoglioso e proprio sull’orgoglio era stato punto, sfidò, che ancora non era completamente guarito, un grosso toro.

Movimenti goffi quelli di Varelito, movimenti di chi non si era ancora ripreso. Rabbia troppo feroce quella del toro, una rabbia profonda quanto vera.
Il torero, incornato alla schiena e prossimo alla morte, abbandonò tra crudeli fischi l’arena, dicendo, rivolto al pubblico e con voce quasi spenta, “Avete avuto ciò che volevate, vi ho fatto contenti ancora una volta”.”

giovedì 28 gennaio 2010

La Catalogna e le riforme sull'immigrazione

Si riaccende il dibattito sull’immigrazione irregolare in Spagna.

In Catalogna, nel piccolo comune di Vic, l'amministrazione locale ha deciso di non concedere più la residenza comunale (l' “empadronamento”) agli stranieri non in regola. La misura decisa dalla coalizione al governo di nazionalisti, partito socialista catalano (PSC) e sinistra repubblicana di Catalogna (ERC, indipendentisti) , colpirebbe il 2% della popolazione.
José Luis Zapatero ha subito contestato la futura decisione, definendola ”illegale” e affermando che i diritti delle persone non verranno ridotti.

Nel frattempo un altro comune spagnolo, Torrejon, vicino a Madrid, guidato dal Partido Popular, ha reso noto che a sua volta intende rifiutare l’“empadronamento” agli stranieri che non dispongano di almeno 20 metri quadrati nell’appartamento in cui vivono. Attualmente in Spagna per ottenere la “residenza comunale”, che dà accesso alla scuola e alle cure sanitarie, è sufficiente presentare un documento di identità e dimostrare di disporre di un alloggio nel comune, e il permesso di residenza non è richiesto.

La decisione di Vic, comune simbolo dell’indipendentismo catalano, sta suscitando un vespaio di reazioni e polemiche nel mondo politico e sui giornali. Mentre gli indipendentisti catalani si sono dichiarati a favore della misura, la capolista del Pp alle prossime regionali catalane in programma nella seconda metà dell’anno, Alicia Sanchez Camacho, ha annunciato che la lotta all’immigrazione clandestina sarà al centro della sua campagna.


(fonti: Panorama.it)


A quanto pare, Catalogna e resto della Spagna la pensano in modo differente non solo in ambito di corride.

martedì 26 gennaio 2010

27 gennaio, ricordo degli ebrei vittime del nazismo... e non solo

Mi piace commemorare generalmente ogni vittima ebraica, in questa giornata del Ricordo.
Mi soffermo dunque a pensare a quante sfaccettature abbia il giudaismo, o ancor di più alle cause che fecero scaturire l'antisemitismo; nella mia ingenuità (o scarsa informazione) rimandavo la figura di "ebreo" solamente alla figura dell'Hitler nazista, ai campi di concentramento.
Dopo aver letto il libro che vi ho consigliato in un post precedente, ho capito che il ricordo delle vittime ebree deve comprendere doverosamente un lasso di tempo più vasto e, rimanendo in tema di Spagna, avete già capito che riapro la parentesi sui marrani.

L'odio tedesco contro gli ebrei fu assolutamente di carattere razziale: i giudei gestivano le più importanti attività economiche in terra tedesca; l'antisemitismo aveva dunque una piega prettamente politica. Ma l'antisemitismo in Spagna? ...oltre ad essere più "vecchio" nel tempo, era di carattere religioso, in quanto i vecchi cristiani spagnoli sostenevano di essere gli unici a possedere la " pureza de sangre " a differenza dei Conversos (coloro, cioè, che si convertono al cattolicesimo solo in un secondo tempo) .
Questi conversos sono proprio i " marrani " (marranos = falso, in questo caso falso cristiano) , gli ebrei di Spagna, che subirono una tremenda persecuzione tra il 1400 e il 1600. E' necessario però fare una distinzione tra il marranismo in Spagna e quello in Portogallo: quest'ultimo infatti durò molto di più, mentre il primo si estinse relativamente in poco tempo. In Spagna il re onorava i nuovi assoggettati al cristianesimo, i quali venivano integrati nella società allo stesso modo dei vecchi cristiani spagnoli, confondendosi così tra loro. In Portogallo, invece, non avvenne tutto questo: a metà del '400 venne imposto il battesimo forzato, il quale non permise più l'identificazione del giudeo e del cristiano; i giudei dunque furono costretti a praticare la loro religione clandestinamente e in segreto. Per queste attività "illegittime", il fenomeno del marranismo portoghese si protrasse molto più a lungo di quello spagnolo.

Coloro che si pentivano dinanzi all'Inquisizione e dimostravano così il desiderio di aderire alla legge di Gesù, venivano rilasciati nei panni di " riconciliati ", e veniva fatto indossare loro il Sanbenito, ossia il saio che serviva a farli riconoscere come "nuovi cristiani". Coloro che invece non venivano rilasciati attendevano la morte, la quale si compiva normalmente nell' Autodafè, la celebrazione pubblica dei condannati alla quale veniva fatta precedere una processione.

Mi era rimasta impressa una storia tra quelle lette nel libro; brevemente ve la riassumo.

Si chiamava Francisco Maldonado de Silva ed era un cristiano; si convertì all'ebraismo dopo aver assistito ad un violento pamphlet (discorso) antigiudaico e per mano delle sorelle venne condannato all'Inquisizione. Egli sosterrà candidamente la sua nuova fede, affermando che era impossibile a livello di coscienza il mantenimento della " maschera " cristiana. Venne condannato al patibolo.
Un documento ci racconta che al momento della sua condanna , durante l'autodafè, iniziò a spirare un forte vento che stracciò il telo che riparava la sua postazione dal sole. Alzando gli occhi al cielo, Maldonado disse:
" E' la volontà di Dio, che vuol vedermi morire faccia a faccia con lui. "


Vi lascio con questa citazione di Almodòvar, una delle mie fedi religiose B-)

" All'educazione religiosa sarebbe preferibile l'educazione alla libertà "

domenica 24 gennaio 2010

Uned - per coloro che non possono frequentare le lezioni

Dal 1972 l' UNED spagnola (università nazionale educazione a distanza) permette di studiare a distanza attraverso diverse strutture a Madrid e altri dieci centri associati in tutta Europa.

Gli studenti che non possono frequentare le lezioni hanno così a disposizione programmi appositi e la possibilità di pagare solo per gli esami scelti (possono anche essere due esami all'anno) . Quest'università pubblica permette dunque l'immatricolazione all'università (seguendo master o diversi corsi) ai lavoratori o agli alunni che non posono assistere alle lezioni.

Un vero salto in avanti rispetto alle regole, dal momento che in Spagna la presenza costante in Facoltà è molto più importante per l'esito positivo degli esami, a differenza che in Italia, dove la presenza alle lezioni spesso viene presa sottogamba (soprattutto nelle facoltà umanistiche, e sono la prima a dirlo...)

sabato 23 gennaio 2010

Calle Mayor - Juan Antonio Bardem

Altro film che non si può non vedere se si vuol parlare di cinematografia spagnola: Calle Mayor, film in bianco e nero di Juan Antonio Bardem, del '56.

Guardatelo, non certo per divertimento.. infatti la cosa paradossalmente più impressionante del film, è che ti fa abilmente rimanere una tristezza enorme intorno, perchè il regista non poteva esprimere al meglio il dolore di una donna dinanzi ad un uomo che la prende in giro, complice di uno scherzo macabro.
E' di una dolcezza estrema l'ingenuità di lei quanto lo è la brutalità di lui... poche persone e una sola grande protagonista, la Calle Mayor (dove si svolgono la maggior parte delle scene) .

Vi racconto un pò di cosa parla, poi chi vuole vada a vederselo (anche se, lo ammetto, è bello gustarselo in lingua... di sicuro doppiato non ha più quel qualcosa di particolare. un pò come i nostri film in bianco e nero di Sordi... doppiati, danno quel particolare senso alla trama? quasi la impoveriscono...) : bene, ci troviamo in una cittadina spagnola (il regista non cita il nome a quanto ricordo) e per scommessa con alcuni amici, tutti distrutti da una noia mortale, il giovane sfaticato Juan si finge innamorato di una zitella.
Trama semplicissima, come il film, che alla fine è un'amarissima commedia sulla noia e sull'ipocrisia della provincia nel contesto della società spagnola franchista.

Brillanti i protagonisti, Betsy Blair (Isabel) e Josè Suarez (Juan).



IMDB: 8.

venerdì 22 gennaio 2010

Joselito - El ruisenor

Oggi non ho postato niente, ho avuto una giornata un pò... traumatica (visita dal dentista, ndr...)

Prima di andare a dormire voglio postare qui un video che mi ha passato Fod; parlerò più avanti di Joselito... fatto sta che questo bambino prodigio ha una voce che incanta, e io non potevo non incantarmi ascoltandolo cantare " L'usignolo "

Ascoltate!



Sto inoltre progettando una piccola fuga a Madrid... quanto mi manca la Spagna! E con questo pensiero auguro a tutti la buonanotte!




"...agua clara que camina

entre juncos y mimbrales

dime que tiene de fina

la roza de los rozales

dile que no hay, colores
que yo no tenga

que me muero, de amores

dile que venga..."

giovedì 21 gennaio 2010

Sinkope - Le voy a cobrar a tus labios tus miradas

.....

2010, Anno Compostellano

Da poco è cominciato il 2010, anno importante per chi è stato, è, sarà "in cammino". Questo infatti è l'anno santo compostellano perchè il 25 luglio, festa di San Giacomo, cadrà di domenica.
Il primo gennaio, nella Cattedrale di Santiago, è stata aperta la "porta santa", ossia quella porta collocata proprio dietro all'altare e che verrà richiusa il 31 dicembre.
Il rito della porta santa che vide il suo inizio nel 1499, è simile a quello celebrato negli anni giubilari nelle 4 Basiliche romane (San Pietro, San Paolo, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore).
Come sempre accade negli anni santi compostellani l'afflusso dei pellegrini sarà molto maggiore del solito e consigliano già a chi pensa di fare il cammino nei mesi estivi di tener conto dell'affollamento che si potrà riscontrare, soprattutto nel tratto galiziano.

Queste informazioni le ho ottenute da un eccellente sito che seguo frequentemente, specifico del Cammino di Santiago:

http://compostela.pellegrinando.it/

Dateci un occhio, è fatto davvero molto bene.

mercoledì 20 gennaio 2010

Sistema scolastico in Spagna e... nuove proposte

Al momento gli spagnoli dai 13 ai 16 devono frequentare l' Eso (Educaciòn secundaria obligatoria) .

Facendo un breve passo indietro, nel 1970 l'obbligatorietà scolastica venne portata a 14 anni (ai quali seguivano o un liceo comprensivo (bachillerato) oppure la formazione professionale) e solo nel 1985 la scuola divenne obbligatoria e gratuita fino a 16 anni.
Ora il PP (Partido Popular) propone di eliminare un anno nella durata della scuola dell'obbligo; ciò significherebbe che gli alunni potrebbero interrompere già a 15 anni l'insegnamento generale ed entrare così a 16 anni in un istituto professionale.

Dal mio punto di vista, par quasi che la Spagna voglia in fretta "gettare" i suoi studenti nel mondo delle professioni, nella società lavorativa, il che è una cosa buonissima, risparmiano tempo e se questa legge viene approvata... allora chi ha ben chiaro di voler scegliere la strada del lavoro ha il diritto di farlo con un anno in anticipo rispetto agli altri. Oltretutto, il "collegio" in Spagna dovrebbe impegnare uno studente fino ai 18 anni (sempre che non perda qualche anno indietro :P ) e non fino ai 19 come noi... entrano all'università prima, escono un anno prima.


Ma facciamo un pò un "sunto" riguardo al sistema scolastico spagnolo, partendo dagli 0 anni :-)

L' educazione infantile (l'unione del nostro asilo-nido + asilo normale) riguarda i bambini dagli 0 ai 6 anni ed è suddivisa in due cicli: 0/3 anni il primo e 3/6 anni il secondo.

Segue poi l' educazione primaria (le nostre elementari) , che impegna i bimbi dai 6 ai 12 anni.

Infine l'ESO, l'educazione secondaria (chiaramente, obbligatoria) dai 12 ai 16 anni, nei due cicli 12/14 e 14/16.
Le materie di studio dei primi due anni sono: Scienze della natura, Educazione fisica, Arti plastiche, Geografia e Storia, Lingua spagnola e Letteratura, eventuale Lingua e Letteratura della Comunità autonoma, Lingua straniera, Matematica, Tecnologia, Musica (solo il 1° anno), Società Cultura e Religione (Scienze sociali) .
Nel terzo e nel quarto anno, invece, gli insegnanti si organizzaranno con le materie in base a determinati itinerari di formazione:
terzo anno:
Itinerario tecnologico
Itinerario scientifico umanistico
quarto anno:
Itinerario tecnologico
Itinerario scientifico
Itinerario umanistico

Dopo l'ESO, armato di Diploma, lo studente spagnolo può scegliere di continuare a studiare seguendo l'ultima tappa della scuola secondaria fino ai 18 anni, ottendendo quello per noi è il diploma di maturità, ossia il titolo di BACHILLER (bachillerato) ; può in alternativa ottenere il Grado medio di formazione professionale specifica (dai 16 ai 18 anni, ottenendo così il titolo di Tecnico) , il Grado medio di formazione in arti plastiche e disegno (raggiungendo sempre il titolo di Tecnico) o entrare subito nel mondo del lavoro.

Il Bachillerato propone quattro differenti itinerari:
- Arti
- Scienze della natura e della salute
- Umanistica e scienze sociali
- Tecnologia


All'università si accede dopo aver conseguito il Bachillerato, il Grado Superiore di Formazione professionale specifica (a quest'ultimo si accede dopo il normale ciclo formativo del Grado medio di formazione professionale specifica, conseguendo il titolo di Tecnico Superiore) o il Grado Superiore di formazione in arti plastiche e disegno (con quest'ultimo si accede alla normale università o al Diploma universitario di esperto in conservazione e restauro dei beni culturali, disegno, ceramica e vetro).


lunedì 18 gennaio 2010

El dìa del cerdo (sì, sempre di maiale si tratta!!)

Anche molti paesi dell'Euskadi celebrarono nella giornata di ieri la "fiesta de San Antòn", e ancor di più venne festeggiata a Vitoria, capoluogo di Alava, provincia autonoma dei Paesi Baschi.
La manifestazione tradizionale da più di due secoli tornò a rivivere sotto la nuova legge, la quale vieta l'uccisione del maiale mettendo invece in premio prodotti di "gorrino ibèrico" dal valore di 600 euro (più altri succulenti premi come viaggi e biglietti-
premio particolari)
. La benedizione del maiale avviene ugualmente, ma perlomeno le risparmiano " la pelle " (la benedizione ebbe luogo nella parrocchia di San Pedro, tradizione che si protrae dal 1782, anno in cui si organizzò la prima lotteria al fine di raccogliere fondi per l'attuale ospizio di San Prudencio, oggi appunto residenza per anziani).

San Antòn è anche una festa sentitissima dai bimbi, che possono tentare di vincere premi diversi dai prodotti suini. Nella serata di ieri si alternarono attività ludiche e particolare successo ebbe lo stand di cioccolata e torta, che radunava tutti i bambini dopo i giochi del pomeriggio.

Inoltre, dal '95 si celebra la lotteria che mette in palio agli studenti della città . I due maialini da 60 kili l'uno sono realizzati dalla pasticceria Nalda e quest'anno sono proprio i simboli del folklore tradizionale

La Spagna festeggia Sant'Antonio

La tradizionale festa di Sant'Antonio (in questo caso è Sant'Antonio Abate, differente dal nostro Santo padovano) si è celebrata in Spagna, a San Bartolome de Pinares, nella notte di sabato e ha visto la partecipazione di circa un centinaio di cavalli e migliaia di persone.


Come vuole la tradizione, gli animali hanno ricevuto la benedizione e successivamente cavalli e rispettivi fantini hanno attraversato coraggiosamente le imponenti fiamme (lo scopo era quello di espiare i peccati e di allontanare gli spiriti del male che causavano le epidemie, spesso provocando la morte degli stessi animali) . La tradizione vuole anche che sulla brace del fuoco spento si mettano a cottura svariati tipi di carne e distribuiti ai presenti.

Numerose le polemiche riguardo all'utilizzo degli animali per queste secolari tradizioni che la Spagna non abbandona.

Dal Corriere della Sera prendo alcune foto della festa, dall'attraversamento delle fiamme da parte dei cavalli alla benedizione di ogni singolo animale con l'acqua santa (fuoco e acqua santa sono proprio il connubio-simbolo della festa)


domenica 17 gennaio 2010

Lo spirito vivo dell'Andalusia... direttamente in rete

Per un diretto contatto con l'Andalusia, circa mezzo milione di utenti bazzicano per la più grande comunità virtuale spagnola: Guadalinfo.
La comunità virtuale è composta da 700 punti di accesso pubblico ad internet e aspira ad essere la rete virtuale di tutti gli andalusi: la rete Guadalinfo ha como scopo quello di accogliere nuove proposte ed idee per superare limiti culturali, economici e sociali di tutta l'andalusia. Internet è proprio lo scenario attraverso il quale i cittadini condividono conoscenze, nuovi progetti, contribuiscono ad aggiornare i contenuti, a relazionarsi circa a problemi specifici della loro società.
Guadalinfo è l'Andalusia cittadina e innovatrice... solo che nella Rete.
Le informazioni che si possono reperire sul sito sono di interesse vario, come aggiornamenti, news, corsi, un servizio pubblico aperto al cittadino. E' possibile anche contattare i cittadini andalusi per informazioni su svariati eventi o particolarità della regione.

Dateci un occhio QUI!

sabato 16 gennaio 2010

Federico e il pianoforte

“…L’arte ha accompagnato sempre la nostra vita e l’ambiente in cui ho vissuto aveva grande considerazione per la letteratura, la poesia, la musica, la pittura e la consideravamo una cosa “normal”.
Mi ricordo ad esempio di quando Manuel de Falla si presentò a casa nostra a Madrid alle dieci del mattino a cercare Federico, ma lui ancora dormiva.
Aveva con sé una partitura a quattro mani e mi chiese di far svegliare mio fratello perché dovevano provare il pezzo insieme. Fu uno spettacolo unico. Fu una cosa fenomenale. Era tutto molto naturale. Mio fratello arrivò e mentre la cameriera continuava a fare le pulizie e a spolverare i mobili, loro si misero al piano. Federico allora dapprima dava una sbirciata allo spartito e poi si lasciava andante ad improvvisare sulla tastiera e De Falla lo teneva a bada dicendogli "E’ molto bello Federico, ma ti prego torniamo al testo".
Andarono avanti per quasi due ore ed io li ascoltavo seduta in poltrona dietro di loro.
Era il 1931. Mi colpì molto in seguito una frase che De Falla scrisse come lettera di presentazione per Fedrico da consegnare ad una importante amica cubana, Maria Bunioz, la direttrice della rivista Musicalia. Il messaggio diceva che quando una persona conosce bene la musica e quando Dio ha dato il dono di sposare l’arte, è la cosa più importante. E Federico, come De Falla aveva ricevuto "questo dono, un dono assolutamente necessario per vivere”.
Mio fratello aveva una sensibilità musicale molto spiccata e prendeva ispirazione dai canti della gente, dai brani della tradizione popolare e un giorno accadde un fatto molto curioso. Lui aveva fatto un’escursione molto lunga per raccogliere canti folcloristici e tra questi ce n’era uno in particolare che si intitolava Andajaleo e lo cantò a Manuel De Falla, ma lui diceva che non era popolare e allora Federico si arrabbiò molto e siccome l’altro ribadiva il contrario, un bel giorno prese la macchina di mio padre e andarono insieme nel piccolo paese dove viveva questa donna che intonò loro dal vivo questa canzone.”


Da un ricordo di Isabel, sorella di Federico (scomparsa nel 2002, a 92 anni)

ps. essendo io in continua ricerca su tutto ciò che concerne il poeta, poche volte avevo visto una descrizione tanto dolce. Il suo rapporto con il pianoforte l'ha introdotto a pieno nella poesia, facendo uso di quel talento che possedeva e che lo manteneva in vita.

giovedì 14 gennaio 2010

Tre milioni di euro ad Haiti

Come presidente di turno dell'Unione Europea, la Spagna è a capo degli aiuti per i terremotati ad Haiti. Il governo spagnolo ha sbloccato tre milioni di euro per l'emergenza ed invierà sull'isola caraibica tre aerei con a bordo 150 tonnellate di aiuti umanitari d'urgenza. Madrid ha inviato inoltre tre aerei: due decollati da una base logistica spagnola a Panama, l'altro da Madrid con a bordo un gruppo di soccorritori.

Dopo il cochinillo... si prosegue con el Jamòn pata negra!

Sempre di maiale si tratta, ma a differenza del cochinillo di qui abbiamo già parlato, stavolta a conquistare la nostra attenzione è un prosciutto prelibatissimo spagnolo: il Jamòn pata negra

(tradotto alla lettera: prosciutto zampa nera) .

Perchè PATA NEGRA? Pata negra perchè questi maiali non sono comunemente rosa, bensì piccoli e di colore nero. Zampa nera vuole appunto far riferimento al colore nero delle zampe del maiale. Molti insistono nel dire che sarebbe più corretto parlare semplicemente di Prosciutto iberico, giacchè esistono esemplari di maiale iberico che potrebbero non avere la zampa nera o maiali bianchi che, contrariamente, potrebbero averla. I luoghi più rinomati per tale prosciutto sono Huelva (prosciutto di Jabugo) , Cordoba (Valle de los Pedroches) , Estremadura o Salamanca (Guijuelo)

Affinchè ne venga fuori un prosciutto degno di tale nome, gli spagnoli sono molto attenti alla sua stagionatura, alla conservazione, all'alimentazione del maiale (per esempio, quest'ultimo è definito " bellota " se almeno il 60% della sua alimentazione è costituita da erba e ghiande) . Dopo solitamente 20 mesi di stagionatura, il prosciutto viene tagliato rigorosamente a mano, secondo tradizione (il taglio del Prosciutto è fondamentale, infatti in Spagna esistono dei tagliatori professionisti, Los cortadores de Jamòn, che annualmente concorrono al titolo del Mejor Cortador. )

mercoledì 13 gennaio 2010

Spotify!

E' una nuova forma di condivisione musicale che, a differenza di Emule o di Bearshare, dà la possibilità di ascoltare le canzoni gratis e direttamente online: il sito è Spotify e per ora è presente in Spagna, Svezia, Norvegia, Finlandia, Regno Unito e Francia.

Noi italiani ancora non abbiamo aperto le porte a questo nuovo divulgatore di musica... per averlo, richiedono 9 euro mensili ergo per cui speriamo che il nostro Bel Paese si "configuri" a queste rivoluzioni musicali.

:)

Nuovi regolamenti " taurini "

Proseguono i dibattiti pro-corride e anti-corride.
Questa volta è il Departamento de Interior del Governo basco, che sceglie di approvare un nuovo regolamento taurino per la comunità autonoma che si sostituisca all'ultimo, causa di numerose proteste e problemi. La prima cosa che si è scelta, è stata quella di riunirsi con gli organizzatori di feste nelle principali piazze basche: si trattò di riconoscere quali erano le necessità e i problemi più frequenti e realizzare una serie di proposte per migliorare così il funzionamento di queste feste che presentano corride e toreos.
Da quest'anno si cercheranno di limitare in parte e per ragioni di sicurezza questi spettacoli popolari come gli encierros, vaquillas o sokamuturras, ma senza proibirli: lo scopo è quello di renderli semplicemente più " in regola " e sicuri.

Il consejero de Interior, Rodolfo Ares, sostiene il regolamento che permette all'Euskadi di proseguire con la pratica delle corride perchè è un aspetto tradizionale della società vasca continuando così la distanza con la Cataluna, che vive da tempo un periodo di discussioni a favore della proibizione delle corride.

martedì 12 gennaio 2010

Ritratti imperiali

Bene, come ormai il mondo intero sa (o per lo meno la maggior parte delle mie conoscenze :P ) , sono immersa totalmente nello studio di arte moderna... come il mio solito, invece di puntarmi sugli autori italiani me ne vado a zonzo per quelli spagnoli. No, la verità è che quest'estate al Prado mi sono comperata un libricino di opere scelte e c'è un bello spazio dedicato ai pittori italiani.
Per esempio? il Tiziano, artista del Rinascimento maturo.

Ed è proprio il Tiziano a realizzare l'immagine dinastica per eccellenza della Casa degli Asburgo, nel 1548: il ritratto di Carlo V, vittorioso nella battaglia di Muehlberg (sulle sponde dell'Elba)




In questa battaglia le truppe imperiali spagnole cattoliche vincono le protestanti: Carlo V infatti viene rappresentato sia nelle vesti di erede della tradizione imperiale romana, sia come cavaliere cristiano, difensore della fede (il simbolo che coniuga entrambe le condizioni è la lancia che l'Imperatore sostiene con la mano destra, simbolo del potere dei cesari e, contemporaneamente, riferimento all'arma di San Giorgio e alla lancia che utilizzò Logino durante la Passione di Cristo).
La tela è enorme, 335 x 283 cm. E incantevole è la figura valorosa dell'imperatore, nella luce soffusa del tramonto color arancio che sta per lasciare spazio alle tenebre... e il drappo rosso scarlatto che avvolge il cavallo nero mentre galoppa.

lunedì 11 gennaio 2010

Pepa Tencha, locale d'italiani a Madrid

Doveroso che anche io pubblicizzi dei connazionali che, oltre ad avere uno splendido sito (ITALIANI A MADRID, più che utile al fine di discutere su svariati argomenti, ricevere informazioni da chi a Madrid ci vive davvero e chi ne ha più ne metta) , hanno anche aperto un locale, il Pepa Tencha.
Zollo e Sandro proporranno panini e taglieri in tipico stile italiano, i vini sono rigorosamente italiani così come gli aperitivi, i cocktail. Nel locale c'è anche un megaschermo per i mondiali e un salone che può diventare " rifugio peccatorum " (così affettuosamente nomino i bar :P ) per tutti.

Ora, io spero di poterci " passare " al più presto (par facile, intanto riflettiamo su quando poter raggiungere Madrid nuovamente!!!) e dall'Italia auguro loro tantissima fortuna, dai commenti sotto al loro post il Pepa Tencha sembra aver ottenuto già il suo meritevole successo!


Il locale si chiama Pepa Tencha e si trova in calle Apodaca 3 (fermata tribunal) , a Malasana.
QUI la mappa per poterlo raggiungere.

Mirando al cielo - Huecco

Mirando al cielo... versione acustica, huecco.

domenica 10 gennaio 2010

Il Portogallo e l'ok ai matrimoni di gay e lesbiche

E' proprio il cattolicissimo Portogallo ad aver deciso per la legalizzazione dei matrimoni gay e lesbici, approvati dal premier socialista portoghese Josè Socrates e da tutti i partiti della maggioranza di sinistra.

A metà dicembre la destra si era espressa dichiarando che: “La nostra proposta prevede di salvaguardare i diritti fondamentali per un tipo di relazione di questo genere ma che non sarà comunque equiparabile a un matrimonio”. Socrates ha spiegato di voler “porre rimedio a decenni d’ingiustizie perpetrate ai danni degli omosessuali” ricordando che “fino al 1982″, otto anni dopo la fine della dittatura militare durata ben cinquant’anni, “il Portogallo viveva nella situazione assurda e ributtante di considerare l’omosessualità un reato perseguito per legge”.

Respinta è stata però la proposta della sinistra estrema di permettere a gay e lesbiche l'adozione, riguardo alla quale Socrates sostiene che “l’adozione non è un diritto della coppia, è un diritto del bambino”. Pur essendo solo un primo " probabile " traguardo (la conferma la si avrà quando anche la parte cattolica voterà per il sì) , il voto è stato accolto con entusiasmo dagli omosessuali che hanno festeggiato nella piazza del Parlamento con bottiglie di spumante e una torta nuziale.

Stop agli spot sulla chirurgia plastica

Sì, sono rimasta lontana dal pc per un bel pò... mi si era totalmente riempito di virus e così ho dovuto per forza di cose formattarlo. Dunque adesso riprenderò in mano qualche notizia dal mondo iberico... anche se con qualche giorno di ritardo, sopportate :)

Allora, leggo que il premier José Luis Rodríguez Zapatero ha scelto di porre un freno agli spot tv inneggianti alla chirurgia plastica. La Spagna per prima aveva fatto esplodere la questione riguardo alla necessità di introdurre modelle dalle "taglie forti", ricordate? ...oppure riguardo agli spot della Benetton, che proponevano come modelle d'intimo bambine piccole piccole.
Bene, stavolta le opinioni sono diventate concrete, perchè secondo quanto previsto dalla nuova legge, sarà vietato trasmettere pubblicità che provochino il "rifiuto della propria immagine e incitino all'emarginazione sociale a causa di una condizione fisica oppure all'esaltazione di fattori di peso o estetici" nella fascia oraria dalle 6 alle 22.

Le statistiche confermano che solo in Spagna le operazioni di chirurgia estetica sono circa 400mila ogni anno... e chi di voi non ricorda (e conosce tuttora) la "Corporaciòn Dermoestètica", multinazionale spagnola della bellezza?


Che poi io sono d'accordissimo sul ridurre queste operazioni, ma in futuro non nego che un ritocchino al doppiomento.....

martedì 5 gennaio 2010

¿Qué te han traido los Reyes Magos?



Ya vienen los Reyes Magos!

Se da noi a farci visita è la befana brutta e con le scarpe rotte, in Spagna si attende con impazienza l'arrivo dei Tre Re Magi, che come ogni anno la sera del 5 gennaio portano di tutto e di più e soprattutto regali (il "ricevere regali" è molto più sentito ora che la notte della vigilia, infatti la Spagna è uno dei pochi Paesi dove ancora i regali si portano per la ricorrenza dell'Epifania.).
Il 6 gennaio è detto dunque "el dia de los Reyes Magos", "il giorno dei Re Magi". E' curioso sapere che in molte famiglie, per "punire" coloro che non si sono comportati così bene, è usanza nascondere i giocattoli e i doni lasciando in vista un pò di carbone; che poi se ci pensate, è proprio vero che "paese che vai, usanza che trovi", ma la stessa usanza vale anche per la nostra Befana, che spesso è molto più propensa a lasciare del carbone che i grandi cestoni di dolcetti e cioccolato.


In quasi tutte le città della Spagna i Re Magi arrivano il pomeriggio del 5 gennaio con un grande corteo, chiamato la Cabalgata de los Reyes Magos, che sfila per le vie principali fino a tarda sera. Si tratta di una festa molto popolare che tutti i bambini spagnoli attendono durante l'anno, è una festa "magica" appunto perchè è la festa "dei Re"... appena il primo carro si avvista in lontananza, ecco che qualcuno grida "ya vienen los Reyes Magos!

Leggevo che a Madrid, Barcellona e Siviglia La Cabalgata è ancora più grande e finisce in una piazza cittadina dove ad accoglierla vi è un palchetto per il saluto dei Re. A Madrid l'abituale tragitto comincia dalla Plaza San Juan de la Cruz (fermata metro Nuevos Ministerios) e termina verso le 20.45, con il “mensaje de los Reyes” nella Plaza de Cibeles.

Dopo la Cabalgata i bimbi ritornano a casa, e usanza è proprio quella di lasciare le scarpe sul davanzale della finestra oppure davanti al presepe o all'albero di Natale affinchè i Magi riconoscano i proprietari, così da poter lasciare loro i doni richiesti nella letterina.

Necessario lasciare anche una ciotola di latte per i cammelli e una bottiglia di "anis del Mono" (liquore d'anice) con un piattino con alcuni tipici dolci natalizi (polvorones, alfajores e marzapanes) per i Tre stanchi Magi. Importante la presenza del Roscòn de Reyes, la "Ciambella dei Re" che per tradizione tutta la famiglia mangerà per colazione la mattina del 6 gennaio con una tazza di cioccolata calda; curiosissimo, dentro al roscòn può trovarsi la fortuna o la sfiga di qualcuno: se si trova la haba (fava secca) si è sfortunati e tocca al malcapitato pagare il roscòn, mentre chi trova la figurita, un pupazzetto, ha il diritto di indossare la corona di cartone che accompagna il roscòn.


Se siete a Madrid, ecco QUI il programma della Cabalgata.

domenica 3 gennaio 2010

Al Margen - Un dìa como hoy

Mi sono innamorata di questo gruppo dalla prima canzone loro che ho potuto ascoltare.

Il gruppo si chiama Al Margen, è di Leganès (quartiere di Madrid) e si è formato alla fine del 2005. Il loro stile si basa principalmente sul pop degli anni '80 anche se non rifiutano componenti musicali e tematiche contemporanee. I suoi componenti sono: José Aragón (voce principale, chitarra e armonica), Toñín Seguer (basso, cori e voce), Gustavo Guzmán (chitarra, slideguitar, cori e voce) e Iván Muñoz (batteria, bonghi e percussione).
Vi posto qui un loro video " Un dìa como hoy ", ma nel loro sito myspace e nel sito di Manu ne potete trovare altri e realizzati splendidamente.

Non so quanta pubblicità io possa fare postando qui un loro video, ma nei miei limiti del possibile voglio contribuire a farli conoscere.


sabato 2 gennaio 2010

Alla Spagna la presidenza europea

La Spagna assume la presidenza di turno dell'Unione europea.

Il primo ministro spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, e il ministro degli Esteri Miguel Angel Moratinos, dovranno imparare a rapportarsi con i Ministri europei assicurando che "non c'è concorrenza tra le autorità spagnole e le nuove istituzioni... La presidenza spagnola non sarà nazionalista, ma europeista". Zapatero assicura che Madrid intende svolgere un ruolo attivo in diversi dossier, come il processo di pace in Medio Oriente, la realizzazione dell'Unione per il Mediterraneo (Upm), e le relazioni tra la Ue e l'America latina. Le politiche sociali per attenuare gli effetti della crisi economica, l'accento sui diritti civili e sull'eguaglianza tra uomo e donna, lo sviluppo della cooperazione tra polizie e magistrature per combattere meglio il terrorismo e l'immigrazione illegale sono le grandi priorità della presidenza spagnola.

Anche la diplomazia europea viene coinvolta nei piani di Madrid; oltre al vertice Ue-Usa di maggio, gli spagnoli ospiteranno il sesto vertice tra Ue ed America latina a livello di capi di Stato e il primo summit Ue-Marocco della storia, oltre al primo vertice dell'Upm dalla sua creazione nel 2008.

Moratinos ha poi sottolineato la sua volontà di favorire senza altri ritardi l'apertura dei negoziati di adesione della Serbia alla Ue e di giungere alla creazione di uno stato palestinese nei prossimi mesi: due ambizioni che stanno ai primi posti del programma della diplomazia spagnola.

Sul piano economico e finanziario Madrid non rimarrà sulla difensiva e auspica di portare a termine durante la sua presidenza il nuovo programma di supervisione europea dei mercati.

Suerte a Espana!