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sabato 16 gennaio 2010

Federico e il pianoforte

“…L’arte ha accompagnato sempre la nostra vita e l’ambiente in cui ho vissuto aveva grande considerazione per la letteratura, la poesia, la musica, la pittura e la consideravamo una cosa “normal”.
Mi ricordo ad esempio di quando Manuel de Falla si presentò a casa nostra a Madrid alle dieci del mattino a cercare Federico, ma lui ancora dormiva.
Aveva con sé una partitura a quattro mani e mi chiese di far svegliare mio fratello perché dovevano provare il pezzo insieme. Fu uno spettacolo unico. Fu una cosa fenomenale. Era tutto molto naturale. Mio fratello arrivò e mentre la cameriera continuava a fare le pulizie e a spolverare i mobili, loro si misero al piano. Federico allora dapprima dava una sbirciata allo spartito e poi si lasciava andante ad improvvisare sulla tastiera e De Falla lo teneva a bada dicendogli "E’ molto bello Federico, ma ti prego torniamo al testo".
Andarono avanti per quasi due ore ed io li ascoltavo seduta in poltrona dietro di loro.
Era il 1931. Mi colpì molto in seguito una frase che De Falla scrisse come lettera di presentazione per Fedrico da consegnare ad una importante amica cubana, Maria Bunioz, la direttrice della rivista Musicalia. Il messaggio diceva che quando una persona conosce bene la musica e quando Dio ha dato il dono di sposare l’arte, è la cosa più importante. E Federico, come De Falla aveva ricevuto "questo dono, un dono assolutamente necessario per vivere”.
Mio fratello aveva una sensibilità musicale molto spiccata e prendeva ispirazione dai canti della gente, dai brani della tradizione popolare e un giorno accadde un fatto molto curioso. Lui aveva fatto un’escursione molto lunga per raccogliere canti folcloristici e tra questi ce n’era uno in particolare che si intitolava Andajaleo e lo cantò a Manuel De Falla, ma lui diceva che non era popolare e allora Federico si arrabbiò molto e siccome l’altro ribadiva il contrario, un bel giorno prese la macchina di mio padre e andarono insieme nel piccolo paese dove viveva questa donna che intonò loro dal vivo questa canzone.”


Da un ricordo di Isabel, sorella di Federico (scomparsa nel 2002, a 92 anni)

ps. essendo io in continua ricerca su tutto ciò che concerne il poeta, poche volte avevo visto una descrizione tanto dolce. Il suo rapporto con il pianoforte l'ha introdotto a pieno nella poesia, facendo uso di quel talento che possedeva e che lo manteneva in vita.

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