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domenica 28 febbraio 2010

Pablo Neruda - Poema 4

Poema 4


Es la mañana llena de tempestad en el corazón del verano.
Como pañuelos blancos de adiós viajan las nubes,
el viento las sacude con sus viajeras manos.
Innumerable corazón del viento
latiendo sobre nuestro silencio enamorado.

Zumbando entre los árboles, orquestal y divino,
como una lengua llena de guerras y de cantos.
Viento que lleva en rápido robo la hojarasca
y desvía las flechas latientes de los pájaros.

Viento que la derriba en ola sin espuma
y sustancia sin peso, y fuegos inclinado.

Se rompe y se sumerge su volumen de besos
combatido en la puerta del viento del verano.

Barcellona is on the Spannabis

Si sta svolgendo in questi giorni la Fiera Spannabis a Barcellona, fiera dedicata totalmente all'uso e alla " devozione " della canapa (comunemente " marijuana " ) . Espositori da tutto il mondo suggeriranno i modi più svariati di utilizzo della piantina, la cui particolarità è la fogliolina a sette punte.

Questa è la settima edizione, edizione che andrà a presentare i metodi per una buona semina, raccolta e cura della canapa, anche in ambito medico o tessile (non pensiamo dunque che sia un ritrovo di avanzi di galera :D , anche se forse sarei l'ultima a metterci piede) .
Sarà inoltre possibile assistere a conferenze e tavole rotonde a tema, riguardo alla produzione di canapa e alla sua tolleranza nei vari paesi europei (in Spagna l'autoproduzione di canapa è illegale ma tollerata.)

venerdì 26 febbraio 2010

Non c'è 2 senza 3! Zapatero e la commissione contro la pena di morte

La Spagna non vuole smettere di stupire, e questa è la terza notizia che mancava al duo " eutanasia, aborto ".

Dalla seconda metà del 2010 sarà attiva una commissione internazionale contro la pena di morte che, dice Jose Luis Zapatero, “Sarà composta dai rappresentanti dei governi, delle organizzazioni internazionali, dagli esponenti della società civile”.

La potenziale uccisione di innocenti, il diritto alla vita e la possibilità di pentimento sono alcune tra le tesi sostentute dal pensiero abolizionista. Le questioni sono anche pratiche, quali i costi più alti rispetto all’ergastolo e lo scarso potere deterrente contro la criminalità quotidiana.

Dopo la " morte degna ", arriva il SI per l'aborto

Dopo l'imminente accettazione della " morte degna " in Andalusìa, questa volta per tutta la Spagna è sicuro: il Senato di Madrid ha definitivamente approvato la legge sulla depenalizzazione dell'aborto, stilata dal governo Zapatero nel 2009, con 132 voti a favore, 126 contrari e un'astensione.

La nuova legge entrerà in vigore fra 4 mesi e riconosce alle donne il diritto di decidere se abortire o meno entro la 14esima settimana di gravidanza. Nel caso in cui la salute della madre fosse a rischio o in caso di gravi malformazioni del feto sarà consentito l'aborto fino alla 22esima settimana.

La proposta di legge del 2009 permetteva però l'interruzione volontaria di gravidanza soltanto in caso di stupro, di anomalie del feto o di pericolo per la salute della donna.

La Spagna conta circa 120.000 aborti annuali, praticati illegalmente oppure in una clinica normale a prezzi elevatissimi: ciò che ha più " sconvolto " l'opinione dei movimenti della vita, della chiesa, dell'opposizione del Partito Popolare di Josè Maria Aznar, ecc... è la possibilità che verrà data alle minorenni di età compresa tra i 16 e i 18 anni, di abortire senza il consenso dei genitori e senza parere medico (decisione che in realtà si riconduce alla " legge sull'autonomia del paziente " in vigore in Spagna, secondo cui dai sedici anni in poi si possono scegliere liberamente le terapie mediche a cui sottoporsi.)


Parlavo di " Bella ", il film di Monteverde che consiglio a tutti e che proprio qui sento di doverlo ri-consigliare.

mercoledì 24 febbraio 2010

In Andalusìa prossima la legge sulla morte degna e indolore

Nel 2002 la Spagna promulgò una legge che riconosceva validità ed efficacia giuridica alle decisioni che prendesse il soggetto malato, il paziente, in merito ai trattamenti sanitari ai quali intendesse sottoporsi o rifiutare; ovviamente però tale decisione può essere assunta solo dopo che il medico abbia fornito al paziente informazioni complete ed adeguate a riguardo.

La legge sulla " morte degna e indolore" che il parlamento andaluso approverà a breve , permetterà che i pazienti con infermità degenerative, in stato vegetativo e in avanzato Alzheimer, possano rinunciare l'accanimento terapeutico. Il testo parlerà specificamente di casi di persone con infermità gravi irreversibili, come richiesto dall'associazione Diritto a Morire Degnamente (DMD). La legge sarà vincolante per tutti i centri medici e inclusi quelli religiosi, senza mettere in dubbio alcuna scelta e richiesta.

"L'approvazione della legge è una stupenda opportunità per dimostrare che la servitù alle gerarchie ecclesiastiche è parte del passato, promulgando una legge che sviluppa il diritto sociale e del cittadino, come contemplato dallo statuto andaluso".


E io concordo con quest'ultima affermazione.

martedì 23 febbraio 2010

Canti a te

AMOR FUGADO



"…Pero no quiero mundo ni sueño, voz divina, quiero mi libertad, mi amor humano en el rincòn màs oscuro de la brisa que nadie quiera ¡Mi amor humano!...”

( “Doppio poema del lago Eden” ; Poeta en Nueva York, Garcìa Lorca)



Tacito come il
bosco all’arancio
mistero dell’alba,
irruente come
la fonte ove sgorga
vino e sangue
rosso porpora,
bisbigli come il
frumento brunaceo
tra il verde
d’una meseta e
il giallo d’un pagliaio.
Aglio delicato
e pioggia dolce
ai caldi
battenti.
Ha maturato
virtù
di Poeta, battito
di uomo vigile
come un’aquila
del deserto e
misticamente forte
è l’animo tuo,
graffiato per
cinque
enormi
spade.
Senza parole,
fiato di vita che
accoglie anche me
in un baluginare
di luci e caldi
colori, nella tua
Spagna
accarezzata per
cinque
nobili
dita.

Nel sussurrare
d’una notte
stendo bianche
lenzuola
macchiate di pianto e
di nostalgici abbracci.
Svolazzano al vento
veli di Maia sinuosi
alla fredda luna
d’argento.
Invocherei dunque
Apollo,
per farti rinvigorire,
o grande
Poeta.
Estirpata verrebbe dunque
l’ora muta
(tua Dafne
innamorata)
per la quale ti fai vivo,
silenzioso d’altri tempi.
Vengano le mattine
dorate e
sbattano mille testoline
di grano
i loro semi gialli.
Raccolti da bianche
lenzuola,
raggiungeranno
il toro granadino
che ti vuole
bel torero
e martire.

domenica 21 febbraio 2010

" Tia, haver si llega ya ya he fichao 3 bestidos!!! "

Mi sono imbattuta in questo "gracioso" gruppo Facebook dalla dicitura:

" Odio que no sepan la diferencia entre HAY, AY y AHI "

...e in quest'altro:

" Si no sabes la diferencia entre " Haber " y " A ver " , no mereces vivir.
Si eres de esos que envían mensajes de felicitación o por Facebook diciendo "haber si nos vemos más", es que no mereces vivir. "

Allora, visto e considerato che questo non meriti di vivere suona anche troppo crudo...:D , vi confesso che le foto all'interno di questo simpatico gruppo virtuale sono la fine del mondo.
In verità a me fa una dolcezza infinita, leggere " haber si nos vemos manana ", anzichè " a ver si nos vemos manana "... e molte volte mi capita di riceverlo, leggerlo, riderci su :-P
Sì, perchè è come se qui ti scrivessero baggianate del tipo " al meno tu puoi farlo " , " innan'zitutto " (esiste, credetemi) , " tralaltro " , un "c'entra" invece che "centra" ... sì insomma, orribili alla nostra vista, ma magari può essere tenerissimo da leggere per uno straniero che studia la nostra lingua e che sarebbe il primo a non fare mai tali tipi d'errore.

Haber = avere, accreditare, ausiliare del verbo...
A ver = vediamo, il corrispondente inglese di " let's see "

niente haber o a ver... questo propone " aber "


bocadillos calientes?
lomo CON tomate?






olèèèèèè!!!!

La catastrofe di Madeira

L'isola portoghese di Madeira (al largo delle coste africane, a circa mille chilometri a sud-ovest di Lisbona. Il capoluogo Funchal, 100 mila abitanti, è una delle aree più colpite dalle piogge torrenziali di ieri) è stata travolta da una forte tempesta che, accompagnata da frane e inondazioni, ha provocato la morte di 40 persone e oltre 120 feriti.

«Non è un bilancio del tutto definitivo - ha detto alla stampa l'assessore regionale Francisco Ramos - C'è anche un numero imprecisato di dispersi. Il bilancio delle vittime con ogni probabilità aumenterà. Continuiamo nella ricerca delle possibili vittime, aspettiamo le squadre di soccorso che devono arrivare dal continente».

La Spagna paga per riavere i suoi connazionali

La Spagna ha deciso di pagare il riscatto chiesto per la liberazione degli ostaggi spagnoli in mano ai militari sostenitori di al Qaeda.
E' proprio il quotidiano 'El Mundo' a rivelare che nelle prossime ore dovrebbe avvenire il pagamento del riscatto di 5 milioni di dollari, somma che il braccio armato di al Qaeda ha chiesto per la liberazione dei tre catalani sequestrati dallo scorso novembre.

Sempre secondo quanto scrive El Mundo, dovrebbe essere Yyad Ag Ghali (capo tuareg) l'incaricato dalle autorità di Bamako a tenere i contatti con i rapitori al fine di ottenere la liberazione dei sei ostaggi occidentali (oltre agli spagnoli ci sono nelle mani dei miliziani di Aqmi anche due italiani e un francese)

L'accordo sul pagamento del riscatto per la liberazione è stato concluso dopo che il governo di Madrid ha ottenuto la conferma attraverso un video che i tre ostaggi sono sani e salvi. Tutti questi elementi, sempre quanto rivelato da " el mundo " , indicano che sarebbe ormai imminente la liberazione degli spagnoli.

sabato 20 febbraio 2010

"Soy una taza, una tetera..." - Cantajuego

" Soy una taza, una tetera, una cuchara y un cucharón.
Un plato hondo, un plato llano, un cuchillito y un tenedor.

Soy un salero, azucarero, la batidora y la olla expréss!"

Ora con testo alla mano ascoltatevela. E' maniacale!!!
Cos'è questo tormentone? è semplicemente un prodotto del Cantajuego, un progetto pedagogico-musicale spagnolo in formato audiovisivo, creato per opera di psicologi e insegnanti di motoria.
Destinato ai bimbi dagli 0 ai 6 anni, il Cantajuego propone di utilizzare la musica ed il movimento per mettere in funzione l'immaginazione e la fantasia. Tutto questo con lo scopo di sviluppare la psicomotricità, le relazioni sociali e affettive.



ps. io giro per casa facendo questi gesti. uy uy uy...

Sono polemiche per il cartone animato anti-corrida

Forte sollevazione tra i sostenitori della corrida nei confronti di un cartone ad episodi ( "Vipo, le avventure del cane volante" ) trasmesso dalla Tve, la televisione pubblica spagnola, nel quale si critica apertamente la "Fiesta nacional" per eccellenza.
Il cartone in questione vede Vipo, un cane volante, accompagnato da una gatta e da una cicogna, accorrere in aiuto di Billy, un toro mansueto e refrattario alla cruenta battaglia contro il matador.

Dall'altra parte il torero Fernando assapora già il sicuro trionfo, mentre i banderilleros cercano di accecare il toro lanciandogli sabbia negli occhi, per confonderlo. I tre amici si schierano con lui. Billy oltretutto non vuole fare male al matador, nonostante lui lo stia provocando, in quanto è un toro molto pacifico. Vipo, il cane volante e la gatta Betty riescono a far fuggire il toro dall’arena.

Il finale presenta la scena in cui il toro Billy arriva finalmente in campagna e a sua volta è raggiunto da una mucca innamorata. Vipo conclude così dicendo: «Ora sarai libero – commenta rivolto a Billy -, non ti ritroverai mai più in pericolo».

L’ambiente più tradizionalista rimprovera a TVE di non trasmettere più da quasi quattro anni le corride, per rispetto delle fasce orarie protette. Per gli imprenditori che gestiscono le costose «plazas de toros», già poco frequentate dai giovani, non c’è peggior scenario di una nuova generazione allevata da paladini televisivi dei diritti dei tori.


( fonti tratte in parte da: Il corriere della sera )

mercoledì 17 febbraio 2010

Gesù tra gli omosessuali: la Spagna ritira la mostra granadina

La mostra Circus Christi, del fotografo spagnolo Fernando Bayon e allestita al Corrala de Santiago ( un campus dell'università di Granada ) proponeva quattordici foto ispirate al Nuovo Testamento, sotto un punto di vista piuttosto contemporaneo.
Punto di vista che venne ritenuto esageratamente provocatorio anche dalla liberalissima spagna di Zapatero, che costrinse la mostra a chiudere dopo solo due giorni.


Perchè scandalo? ...Gesù, Maria e la Maddalena erano variamento interpretati o accompagnati da gay, prostitute e drogati.

Anche qui, superbia nell'essere atei, o semplicemente altro modo di avvicinare la religione a noi, togliendo un pò di sacralità delle più scontate?

lunedì 15 febbraio 2010

Pedro ritorna ai Goya, pretendendo un suo proprio spazio-monologo!

Mi ero persa l'uscita di Pedro ai Goya!
Grazie a Ser ora riesco a vedermelo.
Ve lo lascio qui postato!
:-)


Celda 211, gran trionfatore ai Goya 2010

Ieri sera si sono celebrati i famosi Premios Goya.

Gran trionfatore del 2009, Celda 211, film spagnolo più acclamato ma anche più premiato: a lui infatti la targa di Miglior Film, più miglior regista Daniel Monzon e miglior attore Luis Tosar. A questi, per un totale di otto statuette, si aggiungono i premi della miglior attrice a Marta Etrura,
della migliore rivelazione maschile ad Alberto Annamm, migliore adattamento, montaggio e suono.

Alejandro Amenàbar si porta a casa sei Goya nelle categorie tecniche (quasi tutte per " Agora " ) : direzione di produzione, fotografia, direzione artistica, costumi, trucco ed effetti speciali, più la migliore sceneggiatura originale.


Miglior attrice protagonista Lola Dueñas, grazie alla sua eccezionale performance in Yo, también.

Il compositore Alberto Iglesias ha conquistato il suo ottavo Goya per le colonne sonore de Gli abbracci spezzati; Mar Coll colleziona premi con Tres días con la familia e ha vinto il Goya della migliore opera prima; La dama y la muerte di Javier Recio García vince nella categoria del corto d'animazione (proprio io avevo detto che la reputavo orrenda O_O )


Grande sorpresa della serata: l'inaspettata apparizione di Pedro Almodóvar (me la sono persa, chissà a che ora è stata..) per consegnare il premio del miglior film.


Lista completa dei premiati:
Miglior film:
Cell 211
Migliore regia:
Daniel Monzón per Cell 211
Miglior regista esordiente:
Mar Coll per Tres días con la familia
Migliore sceneggiatura originale:
Alejandro Amenábar e Mateo Gil per Agora
Miglior adattamento:
Jorge Gerricaechevarría e Daniel Monzón per Cell 211
Migliore musica originale:
Alberto Iglesias per Los abrazos rotos
Migliore canzone originale:
'Yo también' di Guille Milkyway per Yo, también
Miglior attore protagonista:
Luis Tosar per Cell 211
Migliore attrice protagonista:
Lola Dueñas per Yo, también
Miglior attore non protagonista:
Raúl Arévalo per Gordos
Migliore attrice non protagonista:
Marta Etura per Cell 211
Migliore rivelazione maschile:
Alberto Ammann per Cell 211
Migliore rivelazione femminile:
Soledad Villamil per El secreto de sus ojos
Migliore direzione di produzione:
José Luis Escolar per Agora
Migliore direzione della fotografia:
Xavi Giménez per Agora
Miglior montaggio:
Mapa Pastor per Cell 211
Migliore direzione artistica:
Guy Hendrix Dyas per Agora
Migliori costumi:
Gabriella Pescucci per Agora
Miglior trucco e/o parrucco:
Jan Sewell e Suzanne Stokes-Munton per Agora
Miglior suono:
Sergio Burmann, Jaime Fernández e Carlos Faruolo per Cell 211
Migliori effetti speciali:
Chris Reynolds e Félix Bergés per Agora
Miglior film d'animazione:
Planet 51 [trailer]
Miglior documentario:
Garbo, the Man Who Saved the World di Ikiru Films
Miglior film latinoamericano:
El secreto de sus ojos di Juan José Campanella (Argentina)
Miglior film europeo:
The Millonaire [trailer, film focus] di Danny Boyle (Regno Unito)
Miglior cortometraggio di finzione:
Dime que yo di Mateo Gil
Miglior cortometraggio documentario:
Flores de Ruanda di David Muñoz López
Miglior cortometraggio d'animazione:
La Dama y la Muerte di Javier Recio Gracia

Goya d'onore a Antonio Mercero


domenica 14 febbraio 2010

Carneval de Cadiz, 2010

Il Carneval de Cadiz ( la città di Cadice è in Andalusìa e si trova proprio a ridosso dell'oceano, molto vicina alla punta che suddivide la penisola iberica dall'Africa ) è considerato a pieno interesse turistico nazionale, e per dieci lunghi giorni di febbraio le strade diventano del colore dei travestimenti e dei carri mascherati. E' una tradizione antica e prestigiosa e attesa ogni anno dalle migliaia di persone che si riversano nelle piazze con grande vivacità di colori e costumi.

Durante la festa è solita l'incoronazione della regina del carnevale, la cavalcata " magna " e il lunedì di carnevale, che prevede un simpatico carosello per le vie della città.
Le " Cabalgatas " che si celebrano durante il Carnevale sono due: la prima è quella domenicale e percorre il viale d'entrata della città, mentre la seconda è la " Cabalgata del Humor " , celebrata nell'ultima domenica di carnevale e percorre il centro storico della città.


Quest'anno i gruppi mascherati che hanno partecipato alla manifestazione erano 177, tutti in esibizione a ritmo di flamenco, e hanno sfilato proponendo travestimenti ispirati alla crisi, alla disoccupazione, alla chirurgia estetica, all'aborto, alla violenza di genere... un pò i temi sfortunati della nazione spagnola.

14 febbraio: Premios GOYA 2010

Oggi 14 febbraio il cinema spagnolo celebra la sua grande festa con la XXIV edizione dei Premi Goya. Questa notte si sapranno gli esiti delle migliori produzioni cinematografiche del 2009, che vede come favoriti Celda 211 e Agora, di Amenàbar.

La battaglia più forte sarà quella tra il Miglior Attore e la Migliore Attrice (Penélope Cruz, Luis Tosar, Rachel Weiz, ...) , fintanto che attenderemo gli esiti.

QUI potete vedere tutti i candidati mentre QUI i FILMS candidati.

Tra i protagonisti, rispettivamente qui sotto Lola Dueñas (ve la ricordate in Volver, tra i tanti,...? ) ; Pedro Almodovar (incommentabile!!!) ; Veronica Sanchèz ( me la ricordo in " el calentito ",...) ; Maribel Verdù; Luìs Tosar (eccezionale anche nel film di Bollain " te doy mis ojos " ,..) :













( su rtve canale si vede tutto in diretta :):):) )

venerdì 12 febbraio 2010

DELE - Diploma di spagnolo come lingua straniera

Finalmente, dopo tre lunghi mesi, oggi il sito del Cervantes scriveva: " Resultados de la convocatoria de noviembre de 2009 "

Dopo tre lunghi mesi d'attesa, ho finalmente in mano un B2!!!






Ma cos'è il DELE?

Il DELE ( Diplomi di Spagnolo come Lingua Straniera ) è il titolo ufficiale che attesta il grado di competenza e dominio della lingua spagnola e che viene rilasciato dall’Istituto Cervantes per conto del Ministero Spagnolo della Pubblica Istruzione.

Si possono presentare al DELE tutte quelle persone che al momento di formalizzare l’iscrizione dimostrano di essere cittadini di un paese in cui lo spagnolo non sia la lingua ufficiale e così pure tutti quei cittadini di Paesi ispanoparlanti residenti in stati in cui lo spagnolo non è lingua ufficiale che dimostrino, in questo caso, di avere almeno due dei seguenti quattro requisiti:

  • Lo spagnolo non è lingua madre di nessun progenitore;
  • Lo spagnolo non è la prima lingua imparata;
  • Lo spagnolo non è la lingua abituale di comunicazione;
  • Non ha frequentato in spagnolo nè una parte nè la totalità del ciclo di studi primario e secundario.

Per dimostrare quanto esposto, dovrà presentare, con la documentazione necessaria per formalizzare l’iscrizione, la dichiarazione E/L2.

Solitamente ci sono due appelli ordinari all'anno (una straordinaria in agosto):

· APPELLO DI MAGGIO: L'iscrizione rimarrà aperta a partire dai primi di marzo fino a metà aprile.
· APPELLO STRAORDINARIA D'AGOSTO: L'iscrizione rimarrà aperta i 11 primi giorni d'agosto.
· APPELLO DI NOVEMBRE: L'iscrizione rimarrà aperta a partire dai primi di settembre fino a metà ottobre.


Dunque, io ho in mano il B2 e qui sotto non faccio altro che riportavi in specifico a cosa equivale e in che modo lo si affronta (ah, giusto dire che io l'ho pagato ben 122 euro... i prezzi son così. se provo il c2, salgono a 175 euro.. un pò ladri ma è tutta questione burocratica) :

" Il B2 attesta la competenza linguistica sufficiente per muoversi nelle situazioni della vita quotidiana, in circonstanze normali di comunicazione che non richiedono un uso specializzato della lingua.

E' formato dalle seguenti prove:

  • Comprensione di lettura (60 min.).
  • Espressione scritta (60 min.) Redazione di una lettera personale e una composizione. Ognuna delle composizioni sarà lunga dalle 150 alle 200 parole.
  • Comprensione audio (30 min.). Il candidato risponderà a 12 domande su 4 testi orali (registrazioni). Le registrazioni sono composte da avvisi, notizie, conversazioni o interviste.
  • Test di grammatica e vocabolario (60 min.).
  • Conversazione (10-15 min.).

Secondo l'ALTE (Association of Language Testers in Europe) il Diploma Intermedio (nivel B2) equivale ai seguenti diplomi internazionali:

  • Inglés: First Certificate in English (FCE)
  • Francés: Diplôme de Langue Française (DL)
  • Tedesco: Zentrale Mittelstufenprüfung (ZMP)"

Vi riporto qui sotto la mia personale tabellina, così vi fate un'idea anche dei punteggi richiesti:

Nombre y apellidos ALICE BON


Grupo 1 Grupo 2

Comprensión de lectura Expresión escrita Gramática y vocabulario

Puntuación máxima 20 puntos 15 puntos 20 puntos

Puntuación mínima exigida 24,5 puntos 14 puntos
Puntuación obtenida 15.0 puntos 13.0 puntos 18.97 puntos


28.0 (APTO) 18.97 (APTO)



Grupo 3
Comprensión auditiva Expresión oral
15 puntos 30 puntos
31,5 puntos
15.0 puntos 28.5 puntos
43.5 (APTO)


La calificación final es de APTO

Poema XX de Pablo Neruda, por Alex Ubago



"...Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto el amor, y es tan largo el olvido.

Porque en noches como ésta la tuve entre mis brazos,
mi alma no se contenta con haberla perdido.

Aunque éste sea el último dolor que ella me causa,
y éstos sean los últimos versos que yo le escribo. "

giovedì 11 febbraio 2010

Cocido madrileño!

Pietro torna a scrivere (olè, io sento la Spagna parlare, è incredibile!) , e stavolta parla di Cocido madrileno.

Non è una ricetta, anche se ugualmente descrive ogni ingrediente rendendone una perfetta immagine generale: una taberna, una brocca bollente contenente le pietanze che a seguito leggerete. Collegamento interessantissimo alla musica e, naturalmente, alla corrida: il rituale del cocido sembra dover seguire il fiscale " regolamento " di quest'ultima.


" Quando si parla di Spagna e della sua cucina tutti immediatamente pensano alla paella, senza sapere che i piatti tipici della Spagna verace, profonda, geograficamente parlando della Castilla , sono ben altri. Certo, anche a Madrid si può gustare una paella decente, però come mi sembra normale in Italia mangiare il Montasio in Friuli, le tagliatelle a Bologna e bere del sano barbera in Piemonte, così a Madrid e dintorni preferisco puntare sui loro piatti tipici.

Ricordo ancora il primo impatto con quello che considero il re della cucina madrileña,ovvero il cocido,piatto a cui è stato dedicato addirittura un pasodoble http://www.youtube.com/watch?v=-8hcfu-qT0Q.
Storicamente il piatto nasce dalla cultura ebraica, a cui è stato aggiunto il maiale. Nasce siccome il giorno sacro , il sabato, gli ebrei per questioni religiose non possono compiere certi atti, fra cui fare da mangiare, così il piatto veniva preparato il giorno prima, bollito tutta la notte e aveva la particolarità di rimanere caldo per l'intera giornata.

Era la mia prima trasferta nella capitale , nel neanche tanto lontano agosto 2006, quando su consiglio di parecchie guide e di alcuni amici abbiamo scelto come meta della nostra prima cena la taberna la bola, locale storico in pieno centro. Leggendo il menù veniamo attirati dalle specialità proposte, cordero, callos e cocido.

Non sapendo cosa fosse, ci siam fidati del fido camarero Julio ,e abbiamo ordinato il cocido madrileño, e sempre su suo consiglio abbiamo evitato altre ordinazioni. Ecco arrivare poco dopo questa brocca di ceramica caldissima, preceduta da un brodino con i fidej. Nella brocca vi sono racchiusi tutti gli ingredienti, il vitello, la morcilla, il chorizo, il lardo, la gallina, i ceci e le patate. La preparazione sembra semplice, basta bollire tutti gli ingredienti insieme, con l'accortezza di aggiungerli pian piano a seconda della durata della cottura.

Tempo pochi secondi Julio si avvicina e inizia il rito del cocido, perchè il modo in cui si mangia segue le linee della corrida, con i suoi terci. Il tercio de varas consiste nel bere il liquido del cocido, di colore bordeaux, insieme al brodo e ai fidej, e come nella corrida serve per vedere se il cocido "tiene casta".

Il secondo tercio, il tercio di banderillas, consiste nel mangiare la parte solida del piatto, cioè le varie carni
, ed è la parte più apprezzata dal pubblico.

Poi vi è il tercio de muerte, in cui, in un attimo di distrazione, quando siamo riusciti a liberare parte del piatto, il cameriere di turno con un vassoio di crauti e verdure bollite ci rimpingua il piatto fino a strabordare. Ecco,sopravvivere a questa aggiunta è segno di grande coraggio e merita l'uscita dalla puerta grande.

Sono convinto che a Madrid vi siano molti ristoranti in cui questo piatto è anche migliore che a La Bola, però, visto che l'alternativa l'abbiamo presa lì, ci torno spesso e volentieri, purtroppo è un luogo sempre più turistico, però offre i migliori piatti della tradizione castigliana cucinati in modo casalingo.


LINK DELLA TABERNA LA BOLA: http://www.labola.es/

mercoledì 10 febbraio 2010

Primo divorzio per la famiglia reale

Secondo quanto annunciato da fonti della Zarzuela, il palazzo reale, è diventato ufficiale il divorzio della infanta Elena di Spagna da Jaime de Marichalar. La separazione della primogenita di re Juan Carlos e della regina Sofia, avvenuta di comune accordo con il marito, e' stata iscritta nel registro civile della famiglia reale. I due figli, Juan Felipe Froilan e Victoria Federica, hanno attualmente 11 e 9 anni. Secondo la stampa spagnola, la infanta e Marichalar vogliono chiedere anche l'annullamento del matrimonio religioso.

Ai tempi della loro separazione, due anni fa, la Casa Reale aveva parlato di una "interruzione temporanea" del rapporto, una pausa di riflessione della coppia. Con il divorzio ufficiale, il primo all'interno della famiglia reale spagnola, Marichalar, banchiere 46enne di famiglia aristocratica, non potra' piu' fregiarsi del titolo di duca. Elena e' la quarta in linea di successione al trono di Spagna, dopo il fratello Felipe e le sue due figlie Leonor e Sofia.

Gitani / 2

PREGHIERA GITANA


D’una donna
col velo acceso
di un nero marchiato
riflesso di notturno
incanto. Suggestione
color cobalto,
perle al suo collo e
gigli tra le mani,
nel bisbigliare di
un notturno
canto; vigila con
serena pace
il Poeta, sgrana
un rosario
di compassione.
Spagna
dal cuore
antico,
amaranto il
fiore e nero
l’eterno dolore.
Alba madre,
salve, salve
allo scialle
pesante d’una
donna, carnose
le labbra,
capelli raccolti
crespi e ispidi
come il vecchio
ventaglio. Perlaceo
rossore, sangue e
petali; gitana
d’una stanca
religione.


Autunno ridonda
di uva e di more,
brezza amara
tra le foglie d’un ulivo.
Gialle sono le chiese,
nero è il tuo
manto di raso,
nera è la tua
corona, tra la
mano tua e
quella del figlio.


Ali

Piccolo accenno gitano

Sono differenze basilari rispetto agli altri tipi di " zingari ", che i gitani sostengono con grande orgoglio. L'ultima volta che ho parlato di gitani è stato proprio con Angel, che mi diceva riguardo ad un barrìo granadino quasi interamente abitato da gitanos... el barrìo de Sacromonte.



In attesa di saperne di più a riguardo, anche mia madre mi disse molto riguardo ai gitani. Fece una gita in Provenza, parte meridionale della Francia, visitando la splendida cittadina di Saintes Maries de la Mer (qui vi riporto due suoi scatti, una alla Santa Sara, statua racchiusa in una sorta di cueva, e la piazza della cittadina, dove potete vedere presente anche un bel toro in statua, che subito ci riporta alla Spagna) . Essa è nota per colorarsi di musica e danze gitane ogni maggio, in onore della santa più amata dagli zingari, Santa Sara, loro protettrice. Rom, Sinti, Gitanos e Manouches arrivano da tutta Europa, armati di chitarre e violini per rendere omaggio a questa santa, che si narra arrivò con una piccola imbarcazione dalla Giudea attorno al 40 d.C. Era chiamata Sara “la Kali, ovvero la Nera, la cui santità non è però mai stata riconosciuta dalla Chiesa di Roma.
Esistono comunque molte altre leggende e tradizioni sulla sua origine, come qualcuna accreditata dalla tradizione rom, che narra che Sara fosse una gitana residente in Provenza, che salvò le due Marie da una tempesta. Si dice anche che fosse un’abbadessa egiziana che arrivò in Camargue dalla Libia. I suoi devoti in ogni caso non sembrano preoccuparsi troppo di quest’incertezza, dal momento che la festa ha un gusto più profano che sacro.

Ho sempre pensato ai gitani come al popolo del sole.
Garcìa Lorca ne scrisse versi su versi ( vedi l'intera raccolta de Romancero gitano ) e non a caso molta della musica spagnola viene influenzata da topos gitani ( Gypsy Kings tra i tanti... o vi ricordate Hijo de la Luna dei Mecano? )

Arriviamo dunque al nocciolo della questione: chi sono e da dove provengono los gitanos, i kalè ( aggettivo che identifica la loro scura pelle ) ?
Scarsa è la documentazione che ci narra riguardo alla loro origine, ma la maggior parte di fonti che possediamo fa risalire la nascita del popolo gitano proprio nel nord-est dell'India (l'attuale regione del Punjab) , iniziando solo nel 1000 d.c. le migrazioni verso occidente. Si trova in ambito linguistico la base di tali affermazioni: pare che vi siano forti similitudini tra la lingua gitana / romanò e quella parlata nella regione indiana. Si sa ancora poco riguardo al loro stile di vita nella città d'origine, e ancora meno riguardo alle ragioni che li hanno indotti alla " diaspora " verso ovest.
I primi gitani che dal 1200 entrano nell'attuale Spagna lo fanno attraversando i Pirenei, in piccoli gruppi di 50/100 membri, diretti ciascuno da un "conde" o "duque", come vogliono chiamarsi con orgoglio loro stessi, dell'Egitto Minore o del Piccolo Egitto (antica regione greca) ; da qui il nome di egiziani prima, e gitani, poi.



(canto gitano in calò/romanì, la loro lingua)



( la classica, Como el agua de Camaron de la Isla , ma casomai sulla musica gitana ci facciamo un post a parte! )



" Qualcuno toccò la spalla del gitano. Lui si voltò e vide una giovane donna.
««Ci stiamo ritirando»» gli aveva detto calma. Poi, guardandolo con curiosità, aveva aggiunto «Che mondo è mai questo se anche i gitani fanno la guerra?»».
Lui non rispose. Né allora, né mai.
Ma si innamorò.
Lei era basca, figlia dei profumi di pini e del mare di Ondorroa. Una sera sciolse i capelli raccolti sotto il basco e la cercò. E ora lei era su quel treno. Stava tornando da lui.
Avrebbero abbandonato la pazzia dell'Europa con l'ultimo piroscafo in partenza da Marsiglia. In tasca un indirizzo di Buenos Aires.
Quando pensava a lei non riusciva a non essere gitano, e le frasi d'amore erano le stesse che avevano usato suo padre e suo nonno. «Smancerie da zingari» tagliava corto la basca ma adorava sentirle pronunciare al buio, in quello spagnolo smozzicato e veloce del sud. Frasi che narravano di segreti di regine per farsi trasportare dal vento e di storie d'amore belle e tristi. "

(Massimo Carlotto)

lunedì 8 febbraio 2010

" La dama y la muerte ", il corto

Roberta ha inviato a tutti gli utenti di Spagna, il link del cortometraggio spagnolo d'animazione candidato all'Oscar.

Che ne dite?

A me personalmente dice poco, sarà che c'entra sto scheletro sottoforma di morte... e la vecchietta e l'ironia finale... macabra! Guardatevelo, vedremo se da candidato che è verrà confermato all'Oscar.


Los amantes del cìrculo polar - Julio Medem (1998)

Mi è piaciuto, nonostante sia particolarmente introspettivo, psicologico, molto dettagliato nell'analisi della sensibilità dei personaggi della storia. E' emozionante senz'altro, soprattutto nella prima parte del film, quando i due protagonisti sono piccoli e abbozzano i primi segnali dell'amore, di uno nei confronti dell'altro. Avviso già che non è dei film più felici della storia :D , anzi...

Otto e Ana sono i due innamorati del circolo polare.
Nomi palindromi, si leggono uguali capovolgendoli... proprio come il cognome del regista, Medem. I due bambini incrociano le loro vite un giorno di pioggia all'uscita da scuola, e da quel momento niente sarà più come prima. Galeotto fu l'areoplanino di carta costruito da Otto, che cadde tra le mani di Ana e successivamente, di sua madre. I genitori di Otto e Ana (il padre di lui e la madre di lei) si sposano e anche i bambini scopriranno l'amore, non quello tra sorella e fratello ma quello tra uomo e donna.
Un amore segreto che non viene mai intuito dai genitori; un amore che li lega indissolubilmente e per sempre fino all'unione finale, destinata e definitiva in Lapponia, al confine del circolo polare artico, lì dove non tramonta mai il sole in estate.
Il film è raccontato a due voci, lei che parla di lui e vive in lui, lui che parla di lei e vive in lei. Sono entrambi travolti dal destino, dalle coincidenze, da una vita che potrebbe essere raccontata attraverso di esse.
Estrema bravura e cura per il dettaglio da parte del regista, Julio Medem (regista anche di " Paris je t'aime " ) , e dei due giovani attori, Fele Martinez e Najwa Nimri (personalmente il fascino mascolino dell'attrice non mi entusiasma per niente, ma è proprio quel suo comportamento ambiguo che rende ancora più ambiguo il film!)

Guardatelo, a me personalmente è rimasto un enorme sensazione di sbigottimento oltre ad un'inaudita tristezza, ma fa riflettere sull'importanza del destino, delle coincidenze che legano la vita di due persone.

" Las coincidencias no existen "



IMDB: 7.8

Pensione: Zapatero non fa marcia indietro

Zapatero par sempre più convinto di alzare l'età pensionabile ai 67 anni, a discapito dei sindacati che non approvano la proposta.
" Abbiamo mandato una proposta al parlamento e non la ritireremo, sia che le dimostrazioni continuino o meno", afferma Celestino Corbacho, ministro del Lavoro.

Il partito socialista del premier spagnolo José Luis Zapatero, sempre più contestato per la sua gestione della crisi, è in ulteriore calo nelle intenzioni di voto, staccato di quasi sei punti dal Partido Popular di Mariano Rajoy, secondo due sondaggi resi pubblici oggi a Madrid.
Il sondaggio Metroscopia, inoltre, rileva che l'84% degli spagnoli e' contrario all'inalzamento dell'eta' del pensionamento da 65 a 67 anni proposto da Zapatero.

sabato 6 febbraio 2010

" Meglio sol che male accompagnati! "

In queste righe di Pietro avverto la tipica sensazione di coinvolgimento folle che precede a una festa. In questo articoletto riesce a trasmettere una splendida immagine della Spagna, del suo cibo, dei suoi modi di ritrovo, dei suoi rituali, del suo vivace altalenarsi tra sole ed ombre, rispecchiate negli occhi di chi è nel girotondo della festa e di chi sente la sangre nelle vene, pompare ai suoni di musiche colorate a vivacizzare il momento.

Pietro è un amico piemontese, panettiere di professione, amante della cucina, delle feste... ama sentire sulla propria pelle la Spagna fiestera, giocherellona e gioviale, non si accontenta di viverla passivamente (chiedetegli un pò quante ne ha passate e viste in Spagna!) ; vi lascio dunque riportato questo suo articolo: un ritratto personalissimo ma allo stesso tempo fedelissimo, di Pamplona e della sua festa più tradizionale.


" Difficilmente chi ama la Spagna e la sua tradizione può conosciuta e più criticata,cioè la corrida, non è passato da casa Hemingway. Difficilmente chi è passato da Hemingway, ha letto i suoi capolavori e ammirato il suo stile di vita, non è passato almeno una volta nella vita a Pamplona tra il 6 e il 14 luglio per vivere Los Sanfermines.
E difficilmente chi è stato a Pamplona in quel periodo non ha assistito almeno una volta alla corrida.
E se si è stati a una corrida a Pamplona al sol, al di la di tutti i discorsi su tori toreri e aficion, non si può uscire indifferenti. Assistere a una corrida a Pamplona non è come in tutte le altre plazas spagnole o del sud della Francia, dove gli spettatori se ne stanno seduti assorti nella contemplazione di questa "arte" molto discussa, divisi fra sol y sombra a seconda delle disponibilità economiche.
Nella città navarra chi va all'ombra vuole vedere la corrida più o meno tranquillamente,mentre chi va al Sol ci va per altri motivi.

Quali?
bere, mangiare, ballare, cantare, conoscere gente, rimorchiare, copulare e chi più ne ha ne metta. Questo è il regno incontrastato delle Peñas pamplonesi, cioè le 16 "confraternite" che fanno si che la fiesta più conosciuta al mondo sia ancora più coinvolgente. Ogni peña ha una charanga, cioè una banda musicale, al seguito. Facendo una stima approssimativa, sono convinto che ogni persona all'interno della plaza ha a sua disposizione almeno un paio di litri di alcol da consumare durante le 2 ore e mezza di corrida. Obbligatoriamente. Molti turisti si trovano spaesati fin dall'inizio , appena entrano nella plaza, vedendo tutti i secchielli di sangria e calimocho che vengono portati all'interno, tutte le pentole piene di callos, estufado de toro e spaghetti, tutte le pistole ad acqua che verranno poi riempite di sostanze alcoliche... Lo sbigottimento aumenterà ancora di più quando vi sarà il paseillo, cioè l'entrata dei toreri, momento in cui tutto il sol si alza e intona l'eurovision. E da li il delirio. Tutti i tuoi vicini iniziano ad offrirti da bere e da mangiare,si fanno vere e proprie battaglie di vino,si festeggiano compleanni tirando in gruppo bicchierate al malcapitato di turno....
E poi si canta e si balla! Ormai la scaletta è sempre la stessa,però ogni volta è come se fosse la prima : si inizia con No hay tregua dei Barricada, un inno al nazionalismo basco, poi a mio avviso la più bella e coinvolgente canzone delle fiestas spagnole, El Rey , poi si va avanti, La chica ye-ye , Help Ayudame , Alchol , El vals de Astrain e le new entry degli ultimi anni A-team e Living on a prayer di Bon Jovi . Al terzo toro già è difficile distinguerlo dal torero, dal quarto metà della gente si rintana nei corridoi intorno agli spalti; muniti di fornellino da campeggio, molti si adoperano per cucinare prelibatezze quali pesce o pasta da portare agli amici rimasti all'interno. Al sesto toro l'alcol orrmai cancella ogni inibizione...
Cosa c'è di divertente e di emozionante in tutto questo?provate ad andarci, non ve ne pentirete e non vedrete l'ora di tornarci.
Ma non è finita.
Le peñas alla fine della corrida scendono nel ruedo, ed escono ordinati a seconda dell'appartenenza con la seguito la charanga che intona l'inno della peña verso il proprio quartier generale, pronti per un'altra notte di baldoria.
Ma questa è un'altra storia... "



(altri articoli di Pietro li trovate QUI e QUI )

giovedì 4 febbraio 2010

" Bella " - Alejandro Monteverde

L'hanno proiettato qui al mio paese, in occasione della Giornata della Vita.

Un film dolcissimo, all'estremo, che non sfora mai nelle tematiche dell'aborto, nell'amore senza pudore, ... rimane in un clima di forte dolcezza, di equilibrato attaccamento alla vita, che per i due protagonisti rispettivamente hanno creduto potesse volgere al termine.

I colori. I colori del film sono una meraviglia: il colore del cibo, dei mercatini newyorkesi, degli abiti, della gente del Messico.

Trama: Josè (Eduardo Verastegui) è capo chef nel ristorante del fratello, a New York. Nina (Tammy Blanchard) lavora con lui nello stesso ristorante ma a causa di alcuni pesanti ritardi al lavoro, verrà licenziata. E' sola, è incinta. Josè vuole aiutarla e lo fa anche per se stesso: vuole ridare un senso alla propria vita affrontando i fantasmi del passato per i quali ha dovuto rinunciare alla carriera di successo come calciatore.

"Bella " è sostanzialmente una love story, di un uomo che dedica tutta la sua intera vita per salvare la vita della ragazza che ama.

Il protagonista, Eduardo Verastegui , dichiara di aver avuto come scopo quello di toccare il cuore della gente.
Altro obiettivo, sfatare lo stereotipo negativo dei latini: "volevo dipingere i latini come eroi quotidiani che lavorano duramente, individui disposti a sacrificarsi per la propria famiglia e per gli altri. La famiglia è la base della società nella cultura latina e intendo sostenere progetti che mostrino come le famiglie si proteggano, aiutino e amino vicendevolmente. Io e Alejandro (il regista) volevamo mostrare la cultura latina in modo positivo, senza tradirne il realismo".


IMDB: 7.3

mercoledì 3 febbraio 2010

Raggiunti i 4 milioni di disoccupati in Spagna

Se l'Italia conta 2 milioni di disoccupati su 50 milioni di abitanti, la Spagna si trova notevolmente in una situazione disastrosa, raggiungendo i 4 milioni di disoccupati su 46 milioni di abitanti.

Inizialmente la perdita riguardava il campo edilizio e manifatturiero, ora invece riguarda a pieno anche il settore terziario, come conseguenza di una fortissima contrazione industriale. Da contare oltretutto che nel settore industriale è sempre più difficile competere con i paesi in pieno sviluppo crescente, come Cina ed India, che hanno iniziato ad investire massicciamente in ricerca ed innovazione.

Extremoduro - So payaso

Altro gioiellino.
Extremoduro, en directo.

Ay...|-)


martedì 2 febbraio 2010

Ya no duele, porque al fin ya te encontré! ...l'incontro con una mia possibile descrizione

Attenzione: post che elenca luoghi comuni ispanici, che io non ho mai avuto la brillante idea di elencare nè di raggruppare, se solo ci avessi pensato un pò di più.

Chi mi conosce, sa che non amo parlare di me, tantomeno amo scrivere considerazioni troppo personali, forse qualche verso buttato là ma poco altro.
Grazie ad Ilaria, ho trovato questo gruppo in Facebook che NON POSSO NON CONDIVIDERE con voi, perchè se me pone la piel de galina, casi lloro al verlo. è la descrizione della mia vita, delle mie piccole abitudini o rituali che sempre lascio per scontati e automatici, ma mi rendo conto che così non sono quando vengo a scontrarmi con le abitudini degli altri che, por cierto, spagnoli non sono. Niente, vi elenco tutto, commentando qualcosa.

Dopo aver pubblicato il post finirò in doccia e dopo la doccia mi guarderò qualche film spagnolo degli anni '50 (sì, che ci posso fare!) e solo verso le 2 sarò in comodo per andare a letto.
Ecco, questo aggiungerei tra i punti in elenco:

- hai certamente vissuto in Spagna se trovi più che logico andare a letto tardi, se trovi normale concludere la giornata avvistando la soglia delle 3 del mattino. non necessariamente facendo festa, ma semplicemente per non buttare via minuti importanti per fare ciò che vuoi, anche a costo di ritrovarti totalmente rincoglionita il mattino seguente.
Buona lettura!

" Agli italiani che hanno vissuto per un po' in Spagna, agli spagnoli che ora vivono in Italia, a chi tutt'ora vive là, a chi semplicemente ha trascorso là un certo periodo della sua vita e ne è rimasto segnato a fuoco.

Hai certamente vissuto in Spagna se...

1-Pensi che aggiungere limonata, fanta o anche coca-cola al vino rosso sia una buona idea (mai provato, mischiare el vino tinto... mhh, quien sabe)

2-Non puoi accettare che i bar e i club chiudano così presto…sicuramente stanno chiudendo mentre tu stai per uscire…

3-Non sei solamente sorpreso perché l’idraulico/pittore si è presentato in orario, sei proprio sorpreso che si sia presentato.

4-Hai partecipato ad un botellon (todavìa no, me falta...)

5-Dopo aver letto la frase sopra hai pensato “Uno?!?”

6-Pensi che sia divertente fare commenti sull’aspetto di chiunque. E squadrare apertamente gli sconosciuti.

7-Non dare due baci ad ogni nuova conoscenza ti sembra cooosì scortese.

8-Sei scioccato dalla gente che scopre le gambe al primo accenno di sole - certo che non possono aspettare almeno fino a Giugno inoltrato?

9-Su msn a volte digiti “jajaja” invece di “ahahah” (mamma mia se non è vero..)

10-Pensi che l’olio d’oliva sia un componente fondamentale in ogni pasto. E non capisci come tutti possano pensare che l’olio d’oliva sul pane tostato sia bizzarro.

11- Sei stupito quando in TV ci sono intervalli pubblicitari che durano meno di mezz’ora, specialmente prima della fine di un film.

12- Dimentiche di dire “per favore” quando chiedi le cose - lo sottintendi dal tuo tono di voce, giusto?

13- Adori il fenomeno di dare toques ma odi dover spiegare in cosa consiste.

14- Trovi che i semi di girasole siano uno spuntino più che normale (chiaro chiaro chiaro!!!)

15- Sai cos’è un pijo e come riconoscerlo.

16- Ogni frase che pronunci contiene alla fine una di queste parole: 'bueno,' 'coño,' 'vale,' 'venga,' 'pues nada'... (quante me ne tira dietro mamma Pat...)

17- Sai cos’è la “resaca”.

18- Sai come mangiare i boquerones.

19- La testa di un toro appesa alla parete di un bar non è un argomento di discussione per te, è semplicemente parte della decorazione.

20- Pranzi dopo le due del pomeriggio e non penseresti mai di cenare prima delle nove.

21- Sai che dopo le due del pomeriggio non c’è motivo di andare a fare shopping, dovresti invece fare una siesta fino alle 5, quando i negozi riaprono.

22- Se qualcuno insulta tua madre, farebbe meglio a fare attenzione…

23- Sai come cambiare una bombona. E se non lo sai, sei pigro o abbastanza fortunato da vivere con una persona carina.

24- Non è scortese rispondere al citofono del tuo appartamento dicendo solo “Quien?”

25- Non accetti birra che non sia almeno ghiacciata.

26- Il rumore di sottofondo dei motorini è la colonna sonora della tua vita.

27- Sai che la triglia non esisteva solo negli anni ’80. In Spagna è attiva e sta bene.

28- Conosci la differenza tra “cojones” e “cajones”, “tener calor” and “estar caliente”, “bacalao” and “bakalao”, “pollo” and “polla”, “estar hecho polvo” and “echar un polvo”...e magari hai duramente imparato la differenza!

29- Alcune domeniche mattine hai fatto colazione prima di andare a letto, non prima di alzarti.

30- Non ci vedi niente di male nel berti un bicchiere di birra prima di pranzo se ne hai voglia.

31- I pavimenti di certi bar sono le discariche ideali per le tue colillas, servilletas, ecc. Perché usare un cestino??

32- Consideri il battere le mani come una forma d’arte, non solo come un modo di esprimere approvazione.

33- Hai amici chiamati Jesus, José Maria, Maria José, Angel e magari anche Inmaculada Concepciòn.

34- Sai che “ahora” non vuol dire esattamente “adesso”. Hasta ahora, ahora vuelvo…ecc.

35- Quando ti dai appuntamento per vedere degli amici alle 3, la prima persona arriverà alle 3.15…se sei fortunato!

36- Quando ridi non ridi…te partes de la risa.

37- Non trovi per niente scortese andare direttamente a citofonare a casa delle persone per uscire con loro invece di fare una telefonata.

38- Sai che l’ora della siesta è sacra. E svegliare qualcuno è certamente un reato introdotto nel codice penale. (vangelo)

39- Ogni singolo notiziario in TV ha almeno 10 minuti sulle news del Real Madrid e altri 10 su quelle del Barcellona.

40- Il gossip sulla famiglia reale è di gran lunga il tuo preferito.

41- Sai che è completamente normale per ogni cucina avere una friggitrice ma non un bollitore.

42- Te cagas en la leche…

43- Sai cos’è un “guiri” e sei stato chiamato così.

44- Aggiungi “super” davanti ad ogni aggettivo per enfatizzarlo.

45- Le ragazze bionde iniziano a pensare che il loro nome sia “rubia”.

46- Se qualcosa è molto figo è “de puta madre”.

47- Puoi mangiare 5 volte al giorno: prima colazione, seconda colazione alle 11.30, almuerzo, merienda, cena.

48- Conosci la musichetta de Los Cuarenta Principales. (los cuarenta principales...la radio de los exitos!son le 10, le 11 en Canaria!)

49- Se vedi qualcuno con indosso una maglietta con una scritta in inglese puoi quasi sempre garantire che non avrà un senso.

50- Quando entri in banca, in posta, dal panettiere o in qualsiasi negozio in cui ci sia una fila è praticamente obbligatorio chiedere “Quien es la ultima?”

51- Sai che cosa sono la “marcha” e la “juerga”.

52- Preferisci chiamare i tuoi amici tio/a, nena, chaval, macho oppure tronco piuttosto che con il loro vero nome.

53- Puoi amarlo od odiarlo, ma non puoi scappare dal reggaeton.

54- Sai che il “bacalao” non è solo un tipo di pesce…ma anche di musica.

55- Sai che tradurre “jamon” con “prociutto crudo” è semplicemente una bestemmia.

56- “Son las nueve, las ocho en Canarias” è come sei abituato a sentire l’orario su qualsiasi radio.

57- Sai che la “fiesta” spagnola non ha niente a che vedere con la “festa” italiana.

58- Quando vai a fare la spesa ti porti dietro il tuo proprio carretto.

59- Sai che cos’è un “piropo”…e che tu sia bella, brutta, da sola o in compagnia sai che non puoi girare per le strade in Spagna senza riceverne almeno uno.

60- Le lingue straniere sono un lusso che non ti puoi permettere…e con grande sforzo ti costringi a scrivere parole come “voleibol”, “futbol” o “cruasan” per farti capire.

61- Hai passato un sacco di tempo a chiederti cosa fosse “el uifi”, finché non hai scoperto che si trattava del “wi-fi”.

62- Se vedi dei ragazzi alle 9 della domenica mattina che stanno bevendo sai che non stanno già bevendo…stanno ancora bevendo.

63- Pronunci tutte le parole che iniziano con S+consonante mettendoci una E davanti.

64- Ormai non chiedi alla gente quanti hanni ha. Chiedi di che anno è...porque los quintos son los quintos.

65- Non ti sorprendi se camminando per strada ti saluta gente che non conosci.

66- Porti la Spagna nel cuore e semplicemente non la dimenticherai mai.


:'*

lunedì 1 febbraio 2010

Muerte de un Ciclista - Juan Antonio Bardem (1955)

Con questo film posso confermare la mia netta preferenza tra i due registi neorealisti: tra Berlanga (produttore de " El verdugo ", per capirci) e Bardem (1922/2002) preferisco di gran lunga Bardem.
Non pensate che abbia qualcosa a che fare con il mio bel Javier Bardem... che preferisca questo cognome piuttosto che l'altro, è pura casualità :D

Giusto per contestualizzare la corrente culturale di cui fanno parte, la Spagna del periodo cinematografico neorealista ( inizio anni '40 / fine anni '60 ) controllava direttamente l'industria del cinema, attraverso un ministero statale che censurava le sceneggiature prima delle riprese e imponeva il doppiaggio di tutti i film nella lingua "ufficiale" castigliana. Il regime commissionava film devoti, nazionalisti e patriottici ed è così che si vennero a produrre serie di drammi sulla guerra civile ( nel '39 Franco instaura la dittatura ) , saghe storiche o adattamenti letterari ( "Don Quixote de la Mancha" (di Rafael Gil, 1947) paragonava l'eroe idealista di Cervantes a Franco) .

Le difficoltà del cinema spagnolo, però, vennero a galla intorno agli anni '50.
La CIFESA, la maggiore casa di produzione negli anni quaranta, investì troppo denaro in produzioni ambiziose e fallì; un esempio è la produzione del film " Surcos ", di José Antonio Nieves Conde (1951) , realizzato nel più basso costo possibile e introducendo attori non professionisti. Riguardo a questo film avremo occasione di ritornarci... a me non è piaciuto particolarmente, la trama è piuttosto pesante anche se assolutamente semplice (una famiglia in cerca di lavoro, ingarbugliata nelle vicissitudini per trovarlo).

E' agli inizi degli anni '50 che un gruppo di studenti della scuola di cinema IIEC, fonda una rivista dedicata alle idee neorealiste. Ed è proprio qui che entrano in gioco i due registi Berlanga (tendente alla commedia sardonica, ironica e sarcastica) e Bardem (tendente più ad un'analisi psicologica più cupa).

Ed è proprio in questa cupa analisi psicologica che viene prodotto il film di cui vi parlo: Muerte de un ciclista ( " L'egoista ", nella versione italiana).
Il film mi è piaciuto molto, la conclusione merita forse più di tutto il resto. Trama qui sotto velocemente, giusto per farvi capire di cosa parla (attenzione, dico anche la fine, giusto che io lo dica!!!)

Lucia Bosè interpreta Maria Josè, una giovane dama della borghesia di Madrid nonchè amante di Juan (Alberto Closas... che bell'uomo eh!!!) , professore universitario. Accidentalmente i due investono un ciclista, si fermano per accertare il suo stato e lo trovano morto. I due si guardano e decidono di ritornare in macchina e fuggire via, tormentati dal rimorso, che li perseguiterà fino a che non vengono a sapere che nessuno si è effettivamente reso conto del misfatto.

Maria Josè è assediata da Rafa, un critico d'arte, le quali continue attenzioni morbose le fanno sospettare che proprio Rafa fosse a conoscenza dell'uccisione del ciclista. Juan, dall'altra parte, cerca di intrattenersi con gli impegni quotidiani senza però abbandonare lo stato d'ansia che lo perseguita, e che lo fa compiere un atto ingiusto nei confronti di una studentessa alle prese con un esame.
Successivamente Juan, oppresso dai sensi di colpa, avvisa Maria Josè di volersi denunciare alla polizia.
Lei rinuncia giacchè il suo terrore è proprio quello di rovinare la sua reputazione sociale e per evitare questo investe senza pudore Juan, nella stessa strada sulla quale avvenne lo scontro con il ciclista. Poco dopo a lei succede la stessa identica cosa, senza saperlo. Mentre ritorna a casa incrocia un altro ciclista e per evitare di investirlo gira bruscamente l'auto, precipitandosi giù da un ponte e trovando così la morte.
Il ciclista, a differenza di quello che fecero Maria e Juan in un primo momento, non dubita a dare l'avviso dell'accaduto.

Per chi masticasse un pò di spagnolo lascio il link di un sito ben fatto, dove analizzano il contesto storico del film e gli stereotipi sociali rappresentati dai vari personaggi.


Guardatelo, ne vale la pena.

IMDB: 7.9 !

...e le compagnie telefoniche spagnole?

Diamo uno sguardo veloce alle compagnie telefoniche in Spagna, che sono tante quante le dita di una mano:

-Movistar

-Vodafone
-Orange
-Yoigo

-Simyo


Yoigo e Simyo sono le due nuove compagnie telefoniche, che attualmente sono anche le più convenienti in quanto per poter accapparrare clienti, offrono la stessa qualità delle consolidate Movistar, Vodafone e Orange... solo a prezzi migliori.
Yoigo è una compagnia 3G - UMTS propria che si appoggia alla Vodafone in aree in cui non si ha copertura. La convenienza di questo gestore sono proprio i prezzi, competitivi e soprattutto fissi, in quanto non variano con l'ora del giorno ne tantomeno chiamando una compagnia telefonica differenta da quella che si sta usando. Per quanto riguarda la navigazione, yoigo offre una connessione ad internet che al massimo comporta una spesa di 1.20 € giornalieri.

A disposizione per il pagamento, la solita "tarjeta de prepago" , una comune ricaricabile che si acquisterà semplicemente mostrando la Carta d'Identità e il Codice Fiscale, o il "contrato".
Per sottoscrivere quest'ultimo, richiesto è il N.I.E. (numero de identificación de extranjero, nel caso fosse necessario) , la carta d'identità, il numero di conto bancario spagnolo e una fattura pagata attraverso il conto corrente spagnolo (o semplicemente l'ultima busta paga ricevuta).