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martedì 23 febbraio 2010

Canti a te

AMOR FUGADO



"…Pero no quiero mundo ni sueño, voz divina, quiero mi libertad, mi amor humano en el rincòn màs oscuro de la brisa que nadie quiera ¡Mi amor humano!...”

( “Doppio poema del lago Eden” ; Poeta en Nueva York, Garcìa Lorca)



Tacito come il
bosco all’arancio
mistero dell’alba,
irruente come
la fonte ove sgorga
vino e sangue
rosso porpora,
bisbigli come il
frumento brunaceo
tra il verde
d’una meseta e
il giallo d’un pagliaio.
Aglio delicato
e pioggia dolce
ai caldi
battenti.
Ha maturato
virtù
di Poeta, battito
di uomo vigile
come un’aquila
del deserto e
misticamente forte
è l’animo tuo,
graffiato per
cinque
enormi
spade.
Senza parole,
fiato di vita che
accoglie anche me
in un baluginare
di luci e caldi
colori, nella tua
Spagna
accarezzata per
cinque
nobili
dita.

Nel sussurrare
d’una notte
stendo bianche
lenzuola
macchiate di pianto e
di nostalgici abbracci.
Svolazzano al vento
veli di Maia sinuosi
alla fredda luna
d’argento.
Invocherei dunque
Apollo,
per farti rinvigorire,
o grande
Poeta.
Estirpata verrebbe dunque
l’ora muta
(tua Dafne
innamorata)
per la quale ti fai vivo,
silenzioso d’altri tempi.
Vengano le mattine
dorate e
sbattano mille testoline
di grano
i loro semi gialli.
Raccolti da bianche
lenzuola,
raggiungeranno
il toro granadino
che ti vuole
bel torero
e martire.

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