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sabato 6 febbraio 2010

" Meglio sol che male accompagnati! "

In queste righe di Pietro avverto la tipica sensazione di coinvolgimento folle che precede a una festa. In questo articoletto riesce a trasmettere una splendida immagine della Spagna, del suo cibo, dei suoi modi di ritrovo, dei suoi rituali, del suo vivace altalenarsi tra sole ed ombre, rispecchiate negli occhi di chi è nel girotondo della festa e di chi sente la sangre nelle vene, pompare ai suoni di musiche colorate a vivacizzare il momento.

Pietro è un amico piemontese, panettiere di professione, amante della cucina, delle feste... ama sentire sulla propria pelle la Spagna fiestera, giocherellona e gioviale, non si accontenta di viverla passivamente (chiedetegli un pò quante ne ha passate e viste in Spagna!) ; vi lascio dunque riportato questo suo articolo: un ritratto personalissimo ma allo stesso tempo fedelissimo, di Pamplona e della sua festa più tradizionale.


" Difficilmente chi ama la Spagna e la sua tradizione può conosciuta e più criticata,cioè la corrida, non è passato da casa Hemingway. Difficilmente chi è passato da Hemingway, ha letto i suoi capolavori e ammirato il suo stile di vita, non è passato almeno una volta nella vita a Pamplona tra il 6 e il 14 luglio per vivere Los Sanfermines.
E difficilmente chi è stato a Pamplona in quel periodo non ha assistito almeno una volta alla corrida.
E se si è stati a una corrida a Pamplona al sol, al di la di tutti i discorsi su tori toreri e aficion, non si può uscire indifferenti. Assistere a una corrida a Pamplona non è come in tutte le altre plazas spagnole o del sud della Francia, dove gli spettatori se ne stanno seduti assorti nella contemplazione di questa "arte" molto discussa, divisi fra sol y sombra a seconda delle disponibilità economiche.
Nella città navarra chi va all'ombra vuole vedere la corrida più o meno tranquillamente,mentre chi va al Sol ci va per altri motivi.

Quali?
bere, mangiare, ballare, cantare, conoscere gente, rimorchiare, copulare e chi più ne ha ne metta. Questo è il regno incontrastato delle Peñas pamplonesi, cioè le 16 "confraternite" che fanno si che la fiesta più conosciuta al mondo sia ancora più coinvolgente. Ogni peña ha una charanga, cioè una banda musicale, al seguito. Facendo una stima approssimativa, sono convinto che ogni persona all'interno della plaza ha a sua disposizione almeno un paio di litri di alcol da consumare durante le 2 ore e mezza di corrida. Obbligatoriamente. Molti turisti si trovano spaesati fin dall'inizio , appena entrano nella plaza, vedendo tutti i secchielli di sangria e calimocho che vengono portati all'interno, tutte le pentole piene di callos, estufado de toro e spaghetti, tutte le pistole ad acqua che verranno poi riempite di sostanze alcoliche... Lo sbigottimento aumenterà ancora di più quando vi sarà il paseillo, cioè l'entrata dei toreri, momento in cui tutto il sol si alza e intona l'eurovision. E da li il delirio. Tutti i tuoi vicini iniziano ad offrirti da bere e da mangiare,si fanno vere e proprie battaglie di vino,si festeggiano compleanni tirando in gruppo bicchierate al malcapitato di turno....
E poi si canta e si balla! Ormai la scaletta è sempre la stessa,però ogni volta è come se fosse la prima : si inizia con No hay tregua dei Barricada, un inno al nazionalismo basco, poi a mio avviso la più bella e coinvolgente canzone delle fiestas spagnole, El Rey , poi si va avanti, La chica ye-ye , Help Ayudame , Alchol , El vals de Astrain e le new entry degli ultimi anni A-team e Living on a prayer di Bon Jovi . Al terzo toro già è difficile distinguerlo dal torero, dal quarto metà della gente si rintana nei corridoi intorno agli spalti; muniti di fornellino da campeggio, molti si adoperano per cucinare prelibatezze quali pesce o pasta da portare agli amici rimasti all'interno. Al sesto toro l'alcol orrmai cancella ogni inibizione...
Cosa c'è di divertente e di emozionante in tutto questo?provate ad andarci, non ve ne pentirete e non vedrete l'ora di tornarci.
Ma non è finita.
Le peñas alla fine della corrida scendono nel ruedo, ed escono ordinati a seconda dell'appartenenza con la seguito la charanga che intona l'inno della peña verso il proprio quartier generale, pronti per un'altra notte di baldoria.
Ma questa è un'altra storia... "



(altri articoli di Pietro li trovate QUI e QUI )

1 commento:

  1. Hola, vengo a saludar y agradecerte tu visita a mi blog.
    Un beso.

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