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lunedì 1 febbraio 2010

Muerte de un Ciclista - Juan Antonio Bardem (1955)

Con questo film posso confermare la mia netta preferenza tra i due registi neorealisti: tra Berlanga (produttore de " El verdugo ", per capirci) e Bardem (1922/2002) preferisco di gran lunga Bardem.
Non pensate che abbia qualcosa a che fare con il mio bel Javier Bardem... che preferisca questo cognome piuttosto che l'altro, è pura casualità :D

Giusto per contestualizzare la corrente culturale di cui fanno parte, la Spagna del periodo cinematografico neorealista ( inizio anni '40 / fine anni '60 ) controllava direttamente l'industria del cinema, attraverso un ministero statale che censurava le sceneggiature prima delle riprese e imponeva il doppiaggio di tutti i film nella lingua "ufficiale" castigliana. Il regime commissionava film devoti, nazionalisti e patriottici ed è così che si vennero a produrre serie di drammi sulla guerra civile ( nel '39 Franco instaura la dittatura ) , saghe storiche o adattamenti letterari ( "Don Quixote de la Mancha" (di Rafael Gil, 1947) paragonava l'eroe idealista di Cervantes a Franco) .

Le difficoltà del cinema spagnolo, però, vennero a galla intorno agli anni '50.
La CIFESA, la maggiore casa di produzione negli anni quaranta, investì troppo denaro in produzioni ambiziose e fallì; un esempio è la produzione del film " Surcos ", di José Antonio Nieves Conde (1951) , realizzato nel più basso costo possibile e introducendo attori non professionisti. Riguardo a questo film avremo occasione di ritornarci... a me non è piaciuto particolarmente, la trama è piuttosto pesante anche se assolutamente semplice (una famiglia in cerca di lavoro, ingarbugliata nelle vicissitudini per trovarlo).

E' agli inizi degli anni '50 che un gruppo di studenti della scuola di cinema IIEC, fonda una rivista dedicata alle idee neorealiste. Ed è proprio qui che entrano in gioco i due registi Berlanga (tendente alla commedia sardonica, ironica e sarcastica) e Bardem (tendente più ad un'analisi psicologica più cupa).

Ed è proprio in questa cupa analisi psicologica che viene prodotto il film di cui vi parlo: Muerte de un ciclista ( " L'egoista ", nella versione italiana).
Il film mi è piaciuto molto, la conclusione merita forse più di tutto il resto. Trama qui sotto velocemente, giusto per farvi capire di cosa parla (attenzione, dico anche la fine, giusto che io lo dica!!!)

Lucia Bosè interpreta Maria Josè, una giovane dama della borghesia di Madrid nonchè amante di Juan (Alberto Closas... che bell'uomo eh!!!) , professore universitario. Accidentalmente i due investono un ciclista, si fermano per accertare il suo stato e lo trovano morto. I due si guardano e decidono di ritornare in macchina e fuggire via, tormentati dal rimorso, che li perseguiterà fino a che non vengono a sapere che nessuno si è effettivamente reso conto del misfatto.

Maria Josè è assediata da Rafa, un critico d'arte, le quali continue attenzioni morbose le fanno sospettare che proprio Rafa fosse a conoscenza dell'uccisione del ciclista. Juan, dall'altra parte, cerca di intrattenersi con gli impegni quotidiani senza però abbandonare lo stato d'ansia che lo perseguita, e che lo fa compiere un atto ingiusto nei confronti di una studentessa alle prese con un esame.
Successivamente Juan, oppresso dai sensi di colpa, avvisa Maria Josè di volersi denunciare alla polizia.
Lei rinuncia giacchè il suo terrore è proprio quello di rovinare la sua reputazione sociale e per evitare questo investe senza pudore Juan, nella stessa strada sulla quale avvenne lo scontro con il ciclista. Poco dopo a lei succede la stessa identica cosa, senza saperlo. Mentre ritorna a casa incrocia un altro ciclista e per evitare di investirlo gira bruscamente l'auto, precipitandosi giù da un ponte e trovando così la morte.
Il ciclista, a differenza di quello che fecero Maria e Juan in un primo momento, non dubita a dare l'avviso dell'accaduto.

Per chi masticasse un pò di spagnolo lascio il link di un sito ben fatto, dove analizzano il contesto storico del film e gli stereotipi sociali rappresentati dai vari personaggi.


Guardatelo, ne vale la pena.

IMDB: 7.9 !

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