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mercoledì 10 febbraio 2010

Piccolo accenno gitano

Sono differenze basilari rispetto agli altri tipi di " zingari ", che i gitani sostengono con grande orgoglio. L'ultima volta che ho parlato di gitani è stato proprio con Angel, che mi diceva riguardo ad un barrìo granadino quasi interamente abitato da gitanos... el barrìo de Sacromonte.



In attesa di saperne di più a riguardo, anche mia madre mi disse molto riguardo ai gitani. Fece una gita in Provenza, parte meridionale della Francia, visitando la splendida cittadina di Saintes Maries de la Mer (qui vi riporto due suoi scatti, una alla Santa Sara, statua racchiusa in una sorta di cueva, e la piazza della cittadina, dove potete vedere presente anche un bel toro in statua, che subito ci riporta alla Spagna) . Essa è nota per colorarsi di musica e danze gitane ogni maggio, in onore della santa più amata dagli zingari, Santa Sara, loro protettrice. Rom, Sinti, Gitanos e Manouches arrivano da tutta Europa, armati di chitarre e violini per rendere omaggio a questa santa, che si narra arrivò con una piccola imbarcazione dalla Giudea attorno al 40 d.C. Era chiamata Sara “la Kali, ovvero la Nera, la cui santità non è però mai stata riconosciuta dalla Chiesa di Roma.
Esistono comunque molte altre leggende e tradizioni sulla sua origine, come qualcuna accreditata dalla tradizione rom, che narra che Sara fosse una gitana residente in Provenza, che salvò le due Marie da una tempesta. Si dice anche che fosse un’abbadessa egiziana che arrivò in Camargue dalla Libia. I suoi devoti in ogni caso non sembrano preoccuparsi troppo di quest’incertezza, dal momento che la festa ha un gusto più profano che sacro.

Ho sempre pensato ai gitani come al popolo del sole.
Garcìa Lorca ne scrisse versi su versi ( vedi l'intera raccolta de Romancero gitano ) e non a caso molta della musica spagnola viene influenzata da topos gitani ( Gypsy Kings tra i tanti... o vi ricordate Hijo de la Luna dei Mecano? )

Arriviamo dunque al nocciolo della questione: chi sono e da dove provengono los gitanos, i kalè ( aggettivo che identifica la loro scura pelle ) ?
Scarsa è la documentazione che ci narra riguardo alla loro origine, ma la maggior parte di fonti che possediamo fa risalire la nascita del popolo gitano proprio nel nord-est dell'India (l'attuale regione del Punjab) , iniziando solo nel 1000 d.c. le migrazioni verso occidente. Si trova in ambito linguistico la base di tali affermazioni: pare che vi siano forti similitudini tra la lingua gitana / romanò e quella parlata nella regione indiana. Si sa ancora poco riguardo al loro stile di vita nella città d'origine, e ancora meno riguardo alle ragioni che li hanno indotti alla " diaspora " verso ovest.
I primi gitani che dal 1200 entrano nell'attuale Spagna lo fanno attraversando i Pirenei, in piccoli gruppi di 50/100 membri, diretti ciascuno da un "conde" o "duque", come vogliono chiamarsi con orgoglio loro stessi, dell'Egitto Minore o del Piccolo Egitto (antica regione greca) ; da qui il nome di egiziani prima, e gitani, poi.



(canto gitano in calò/romanì, la loro lingua)



( la classica, Como el agua de Camaron de la Isla , ma casomai sulla musica gitana ci facciamo un post a parte! )



" Qualcuno toccò la spalla del gitano. Lui si voltò e vide una giovane donna.
««Ci stiamo ritirando»» gli aveva detto calma. Poi, guardandolo con curiosità, aveva aggiunto «Che mondo è mai questo se anche i gitani fanno la guerra?»».
Lui non rispose. Né allora, né mai.
Ma si innamorò.
Lei era basca, figlia dei profumi di pini e del mare di Ondorroa. Una sera sciolse i capelli raccolti sotto il basco e la cercò. E ora lei era su quel treno. Stava tornando da lui.
Avrebbero abbandonato la pazzia dell'Europa con l'ultimo piroscafo in partenza da Marsiglia. In tasca un indirizzo di Buenos Aires.
Quando pensava a lei non riusciva a non essere gitano, e le frasi d'amore erano le stesse che avevano usato suo padre e suo nonno. «Smancerie da zingari» tagliava corto la basca ma adorava sentirle pronunciare al buio, in quello spagnolo smozzicato e veloce del sud. Frasi che narravano di segreti di regine per farsi trasportare dal vento e di storie d'amore belle e tristi. "

(Massimo Carlotto)

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