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martedì 30 marzo 2010

Spagna sotto digitale terrestre

Venerdì in tutta la Spagna il segnale analogico si spegnerà e ci sarà lo switch off per dare spazio al digitale terrestre e saranno 20 milioni gli spagnoli che in 2.186 comuni dovranno dire addio alla Tv analogiche non ancora spente.

Il Paese passerà al digitale in giorni differenti, a partire da domani con Madrid, Barcellona e Siviglia.


Il resto della nazione passerà definitivamente al cambio il 3 aprile.

Lo scaglionamento permette di rifornire negozi di nuove scorte di televisori e decoder e lo stesso blackout, che farà passare alla Dtt un 43% della popolazione, è stato anticipato di qualche giorno nei maggiori centri (era previsto per il 3 aprile) per evitare che gli ultimi cittadini ritardatari trovino i negozi chiusi quando la tv rimarrà senza immagini.

Infatti secondo gli ultimi dati del ministero un 93% della popolazione è già pronta per ricevere il nuovo segnale, mentre rimane ancora una percentuale che si deve munire di decoder e risintonizzare l’antenna.

domenica 28 marzo 2010

Pietro conta oggi 100 giorni nostalgici al San Fermìn



Nemmeno io conoscevo questa "artigianale tradizione" di contare i 100 giorni da un determinato evento. Come gli studenti contano i 100 giorni alla rovescia aspettando la maturità, può fare esattamente lo stesso qualsiasi altra persona impaziente dinanzi ad un qualcosa di soggettivo valore.
Oggi Pietro con i semplici rituali di liberare dall'armadio i vestiti bianchi della sua peña (compagnia di aficionados) e con un giro di mail a coloro che condividono con lui le emozioni di Pamplona (quest'anno ci aggiunge l'amarezza di non poter essere presente...) , ha celebrato i 100 giorni dal San Fermìn.

A disfrutar


" In molte scuole italiane proprio in questi giorni si stanno festeggiando i 100 giorni. Purtroppo dove vivo io , nel basso Piemonte, non c'è questa tradizione, però amici marchigiani me ne hanno raccontato con molta passione. Frotte di studenti della quinta superiore, proprio a 100 giorni dalla fatidica maturità si ritrovano, normalmente in una discoteca, per festeggiare in anticipo quello che è una delle tappe fondamentali della vita.

Anche io festegio i miei 100 giorni. Essendo troppo vecchio per festeggiare l'imminente fine di quella che è stata la mia carriera scolastica festeggio i 100 giorni che mancano a San Fermin! Da circa tre ore, a mezzogiorno in punto, è scattata l'ora X.
Il conto alla rovescia va avanti impassibile, sul mio computer come nel negozio del Kukuxumuso alla fine dell'Estafeta...
Però per me questa giornata ha un significato particolare, e come per me per molti altri mozos pamplonesi. Quest'anno non ci sarò a Pamplona per la feria, per improrogabili impegni di lavoro, però attenderò con ansia lo stesso questo 6 luglio, rimediando alla mia assenza visionando su internet foto, corride e filmati che mi faranno ricordare la festa degli anni passati...
Però oggi mi voglio gustare questa giornata come se quest'estate sarò là.

Tirerò fuori dagli armadi i vestiti bianchi della nostra peña, pan y toros, li laverò, perchè per la festa devono essere immacolati, bianchissimi, per far meglio risaltare gli ettolitri di alcol che assorbiranno al chuponazo.

Tirerò fuori il foulard e la sciarpa, rosso sangue, li proverò, prima al collo e poi al polso, pensando con quanta religiosità pagana mi hanno accompagnato durante l'encierro.
Guarderò le foto degli anni passati, i video, ripercorrerò con piacere i bei ricordi che questa festa mi ha lasciato.
Mi guarderò allo specchio, per vedere se il taglio che una vaquilla lo scorso 13 luglio mi ha lasciato come ricordo c'è ancora.

Manderò una mail all'albergo ad Astrain, al mitico Fernando, per salutarlo, per ricordargli che quest'anno non ci sarò, però per promettergli che se passerò di li sarò accompagnato da una paio di bottiglie di barbera e di moscato,che molto ha apprezzato gli anni passati.
Ripasserò le canzoni fondamentali delal festa, fra tutte il Riau Riau, No hay Tregua e El Rey.

E poi una lacrima scenderà nostalgica sul mio viso, perchè, nonostante gli americani e la loro visione fanciullesca e hemingwana della festa, nonostante i turisti, nonostante i tori che scendono ogni anno di livello, nonostante la nostalgia di non esserci quest'anno, alla fine questa festa e questa città avranno per sempre un posto fondamentale nella mia vita e nel mio cuore.

Viva San Fermin e viva Pamplona y los pamploneses!!!!!"


Nella foto sotto: Pietro a 22 ore dalla festa (ben differente dai 100 giorni!...)

Catalogna e Porca miseria

Post-stupidata questo... ma qualche sera fa ho riso di gusto parlando con PJ..
Un serie televisiva catalana molto seguita si chiama proprio "Porca miseria" , che racconta le storie di barcellonesi sui trent'anni, con le loro vite stressanti caratterizzate benissimo.

"Miseria" è proprio il nome di un maiale, Maiale (porca) Miseria.

Vallo a spiegare tu che qui è un'imprecazione.

:-)

Lo storico Teatro Falla di Càdiz compie 100 anni

Il Gran Teatro Falla è un teatro situato nella città spagnola di Càdiz, nella Plaza Fragela.

Proprio da El Paìs apprendo che questo 2010 il teatro compie ben 100 anni. Fu nel 1910 quando l'attuale Teatro Falla (al tempo era chiamato semplicemente " Gran Teatro " ) venne inaugurato con la sua prima opera, un pezzo del maestro Barbieri, uno dei compositori più rinomati del momento. La struttura nacque dalle ceneri di quello che veniva chiamato " Teatro de plaza Alfonso XII " , distrutto in parte da un disastroso incendio: le decorazioni del tetto che tuttora è rimasto, furono realizzate dal pittore gaditano Felipe Abarzuza. Cadice recupero così il suo grande palcoscenico artistico, che due anni dopo sarebbe stato sede per la celebrazione del primo centenario della Costituzione del 1812.

Il Falla può vantare di aver ospitato i più grandi miti della scena teatrale come Margarita Xirgu (attrice spagnola grande amica di Lorca; se vi ricordate il poeta avrebbe dovuto raggiungerla all'Avana e assistere con lei alla prima di La casa de Bernarda Alba in Buenos Aires. Lorca non la raggiunse per rimanere con la famiglia a Granada, dove morì proprio in quello stesso anno del 1936) , Carmencita Pérez, la Argentinita o la compagnia di María Guerrero misero in scena testi di Benavente (pezzi teatrali leggeri basati su simpatici equivoci,...) , Álvarez Quintero o Muñoz Seca. Anche Andrés Segovia, Estrellita Castro o la Niña de los Peines furono presenti nei primi carteles del teatro. Passarono per il Falla anche i grandi della copla andalusa (genere musicale popolare nato in Andalusìa negli anni '40) Caracol, Lola Flores, Juanito Valderrama, Concha Piquer o Rafael Farina.
Le orchestre più prestigiose del mondo offrirono le loro produzioni musicali al "coliseo gaditano" (tradotto: colosseo di cadice), la quale facciata di colore rosa fece sì che fosse popolarmente conosciuto come "la casa de los ladrillos coloraos" (ladrillos = mattoni)

Il Falla celebrò l'arrivo della democrazia con Jarcha o Lluis Llach e fu simbolo della festa gaditana per eccellenza per quanto riguarda le manifestazioni carnevalesche. Dal 1984 fu ristrutturato per sei lunghi anni e da allora si mantiene come riferimento culturale e artistico della provincia. Per artisti gaditani come David Palomar (rinomato cantaor de flamenco) , le recite più importanti vengono proprio ricondotte al teatro citato.


Qui sotto l'augurio chirigota ( gruppo musicale di carattere carnevalesco che per le strade del paese canta divertenti "coplas" ) del "felice compleanno" al Teatro Falla.

giovedì 25 marzo 2010

San Isidro 2010, la parola a Pietro

Pietro parla riguardo alla feria de San Isidro, la tradizionale festa madrilena che si svolge vari giorni attorno alla metà di maggio e che tocca il culmine nelle manifestazioni taurine.
Sì, Pietro è un esperto in materia (e lo dimostra anche con la domanda che si pone a fine post, a mio avviso molto ragionevole) ... dunque non è strano ritrovarsi a cercare in rete qualche termine da lui citato. Io, al di là della questione corride, amo interessarmi dei toros, delle ganaderìas, della storia di questa amata e contrastata tradizione.
(Josè Tomas, a cui fa riferimento in ultima battuta, è il torero che va per la maggiore attualmente)


" E' da poco uscito il cartel de la feria de san Isidro 2010.
Che dire?Sono rimasto a dir poco esterefatto leggendo i tori e i toreri che quest'anno calcheranno il ruedo di Las Ventas. In un momento in cui bisognava dare un segnale forte, sia agli aficionados che agli antitaurini, l'impresa Taurodelta ci confeziona un programma a dir poco ridicolo, con tori hanno la pericolosità di una farfalla. A gran voce gli aficionados "toristi" di Madrid chiedono da mesi una feria torista, con ganaderias dure, con tori veri, non quei surrogati di encaste Domecq che riempiono il cartel di quest'anno. Lasciamo queste ganaderias alle Ferie balenari, come Lloret de mar, o Malaga. Madrid è il termometro dell'aficion mondiale, dovrebbe dare il buon esempio, e invece...

Conto a malapena 4-5 corride degne di essere chiamate tali, Palha su tutte, per il resto solo tori compiacenti, per far contenti i toreri "figuras", cioè che pretondono di trovarsi davanti bestie praticamente innoque,con corna fragili e a volte addirittura limate. Incredibile non leggere nel cartel ganaderias come Miura, cioè la storia della tauromachia, o Escolar Gil, premiato l'anno scorso dall'associazione El Toro de Madrid con il premio al miglior toro della temporada, oppure La Quinta, o El pilar. E non leggere neanche il nome di Prieto de la Cal, che ci aveva confidato lui stesso che l'impresa madrileña gli aveva opzionato un lotto di novillos appunto per San Isidro. Già negli anni passati vi erano sate avvisaglie simili, a Bilbao, a Pamplona, nella stessa plaza de Madrid, ma qui ormai si è di fronte a una vera parabola discendente della qualità taurina. La scorsa estate abbiamo assistito per intero alla feria de San Fermin a Pamplona, sperando che il fiasco dei tori fosse solo un caso, e invece la mafia taurina stà rovinando anche le piazze più esigenti.

Possibile che gli aficionados, gli ipercritici del tendido 7, non riescano a far valere le loro idee? Possibile che non si possa imparare non dico da Vic o da Ceret, dove si vedono i tori più duri in circolazione, ma almeno da Arles, dove si riescono ad alternare ottime ganaderias con altre molto più facili dove i toreri famosi rischiamano pubblico e soldi?

Ma la domanda finale tristissima ma doverosa è : se è questo l'andazzo generale, avere in tutte le plazas mezzi tori, non avranno ragione gli antitaurini che chiedono a gran voce l'abolizione della corrida???

Bisognerebbe far capire a chi manovra il mondo taurino che non si può vivere sull'eco di Josè Tomas ancora per molto... "

mercoledì 24 marzo 2010

Platero y yo - Juan Ramón Jiménez

Altra lezione fugace di spagnolo, si leggeva un capitoletto tratto da Platero y yo, opera più importante di Juan Ramón Jiménez edita nel1914. Il libro è una dedica soave a una persona animale, un tenero asinello di nome Platero (il quale verrà ritenuto addirittura "odioso" da Bunuel e Dalì che, in una lettera inviata allo stesso Jimenez, definiscono l'opera "immorale, cadaverica" , di contenuto "facile" ) i cui gesti pieni di dolcezza e dignità suscitano in chi legge sentimenti di tenerezza ma anche di profondo rispetto.

Prima di andare a dormire definitivamente :P , vi posto il brano affrontato che ho per la testa (metto qualche parolina in traduzione,...) .


" Platero va chorreando sangre, una sangre espesa y morada, de las picaduras de los tábanos (tafani).
La chicharra (cicala) sierra un pino, que nunca llega...

Al abrir los ojos, después de un inmenso sueño instantáneo, el paisaje de arena se me torna blanco, frío en su ardor, como fósil espectral.

Están los jarales (rovi) bajos constelados de sus grandes flores vagas, rosas de humo, de gasa, de papel de seda, con las cuatro lágrimas de carmín; y una calina que asfixia, enyesa los pinos chatos.

Un pájaro nunca visto, amarillo con lunares negros, se eterniza, mudo, en una rama.

Los guardas de los huertos suenan el latón para asustar a los rabúos, que vienen, en grandes bandos celestes, por naranjas...
Cuando llegamos a la sombra del nogal (noce) grande rajo dos sandías (angurie), que abren su escarcha grana y rosa en un largo crujido fresco.

Yo me como la mía lentamente, oyendo, a lo lejos, las vísperas del pueblo
.

Platero se bebe la carne de azúcar de la suya como si fuese agua."

martedì 23 marzo 2010

Pol 3.14 - Lo Que No Ves

Tù me ensenas que se puede querer

lo que no ves...


(sotto consiglio di Ser, canzone del nuovo gruppo della serie Los Hombres de Paco)


Literatura de Postguerra

Anche questa mattina ha vinto in me la voglia di assistere ad una lezione di letteratura spagnola.

So che non dovrei farlo, che dovrei rimanere sui libri di latino cercando almeno di iniziarlo, lo studio del latino. E invece mi ritrovo a scorrere con il dito gli orari di spagnolo della Facoltà di lingue, in cerca di una lezione che possa non coincidere con quelle mie di italiano, di storia.
Mi sentivo tremendamente in colpa, ma volevo poter " respirare " ancora una volta la letteratura che, oltre alla mia, tanto amo. Destino, perchè se non avessi optato per quest'ultima, non avrei potuto assistere ad una lezione esemplare, chiarissima e trasparente, rigorosamente in lingua spagnola.

Intrufolata tra gli studenti di lingue, non ho perso una goccia di ciò che il professor Miguèl Angel Lama -professore presso l'Università di Càceres, nella regione dell'Extremadura, da molti considerata la più bella città di tutta Spagna (ergo per cui annoto e... provvederò di constatarlo io stessa!) - ha detto riguardo alla letteratura spagnola dal 1939 (anno di conclusione della Guerra Civile) agli inizi degli anni '80, comunemente nominata "de postguerra" (scorrettamente, perchè egli ha dimostrato come al suo interno possa ospitare numerose correnti concatenate a determinati eventi che non possono essere generalizzate) .

La Spagna ha subito una "paralisi storica" durante la dittatura franchista, ma non è lo stesso per quanto riguarda lo sviluppo culturale e letterario. L'ostacolo per il progresso di quest'ultimo era la censura e la proibizione di determinate pubblicazioni antimilitariste o contro la chiesa, ma molti autori spagnoli trovarono il modo di autoesiliarsi per pubblicare laddove fosse possibile e qualcun'altro trovò successo ugualmente rimanendo in patria.

Il professore ha suddiviso questo generale blocco di Postguerra in tre periodi corrispondenti a tre diverse decadi:
1. dal 1940 al 1950 abbiamo il cosiddetto TREMENDISMO, termine proposto da J.L. Cela: il riferimento è alla spagna, ridotta socialmente al minimo storico
2. dal 1950 al 1960 si parla di periodo de exilio, di rinnovamento e realismo sociale: lo scopo della produzione artistica era quella di raggiungere l'OBJETIVISMO, ossia rappresentare la realtà senza interpretazione da parte dell'autore, come se egli fosse solo testimone di ciò che sceglie di descrivere (mi chiedevo... ma film come Bienvenido Mr.Marshall, Muerte de un ciclista... si collegano? sempre neorealisti sono, il periodo è quello)

Importantissima l'opera del 1954 " EL FULGOR Y LA SANGRE " di Ignacio Aldecoa, di cui abbiamo letto un piccolo pezzo: è un testo suddiviso in sette sezioni, tutte corrispondenti a precisi momenti del giorno (mediodìa, 2 de la tarde, 4 y media, 6 y media, 7 de la tarde, crepùscolo) .
La trama: nel giorno di San Miguel, durante la sagra del paese, le guardie Francisco, Pedro e Guillermo sono di turno. Maño, il padrone di un bar, è coinvolto in una piccola rissa con due gitani, e riesce a bloccarne uno. Il capo delle guardie parte alla ricerca dell'altro gitano e durante la rincorsa, il gitano lo ammazza. Le mogli dei gendarmi vennero a sapere dell'accaduto e tuttavia non seppero chi tra i loro mariti fosse stato ucciso. Lo vengono a sapere dopo un'attesa di ben otto ore, tempo del racconto. Racconto dove il tempo e lo spazio sono estremamente ridotti, dove l'autore non emerge mai nel racconto: il carattere e la psicologia dei personaggi vengono dedotti dal lettore, in base alle azioni da loro compiute.

3. dal 1960 al 1970 assistiamo al boom della letteratura hispano-americana, con la pubblicazione di Cien anos de soledad, di Garcìa Màrquez (libro che non ho letto, che vergogna!, perchè come sempre mi aggrappo alle trame realistiche e poco fantastiche... ma provvederò anche qua... :D )


Altro purtroppo non ha detto, per mancanza di tempo. L'ora e mezza mi è volata.
Nel mio piccolo, ringrazio questo professore e nel mio cuore, son quasi certa che utilizzerò tutti i miei spazi liberi per seguire altre lezioni di letteratura spagnola.


Sensi di colpa o meno.

domenica 21 marzo 2010

Fases de una BUENA FIESTA!

Mi ha fatto sorridere questa simpatica mail inviatami da Ana :-)

Fiesta, le fasi di una buona fiesta. Quella spagnola ovviamente... qui io mi perdo tra i modi di dire, le imprecazioni e le mille "palabrotas" dette man mano che il tasso alcolico sale... una pasada :D leggetevela un pò, fatevi quattro risate!
PARA TODOS LOS QUE SOMOS O HEMOS SIDO BORRACHOS...


ETAPA PREVIA (indispensable) :
- La verdad es que no tengo muchas ganas de juerga hoy. Una copita, y me voy pa casa...

ETAPA 1:
- Un trago leve en un vaso pequeño (hay que engañarse).

ETAPA 2:
- UN TRAGO TRAS OTRO EN VASO LARGO:

2.1 Fusión de la sangre con el alcohol.

ETAPA 3: - EXALTACIÓN DE LA AMISTAD:

3.1 - Mutuas gracias y virtudes (eres un cachondo, qué buena estás...)
3.2 - Te quiero como a un hermana
3.3 - Antes me caías mal, pero ahora...
3.4 - Eres un tía de puta madre...

ETAPA 4:
- CANTOS ALEGÓRICOS Y BAILES REGIONALES

ETAPA 5:
- LAS VERDADES Y LOS ME CAES BIEN.

ETAPA 6:
- AUMENTO DE LA TEMPERATURA Y ACOSO SEXUAL:

6.1 Auto presentación con desconocidos
6.2 Llamadas reveladoras a las ex: 'No puedo dejar de pensar en ti'
6.3 Miradas de acoso a todas las chatis del lugar.
6.4. 'Manos largas' (o sea, cierta tendencia a volverse 'pulpo')
6.5. Repentino impulso por darse 'un piquito' con todo lo que se mueve por los alrededores.
6.6. Obsesión superior a la normal por las conversaciones de sexo.
6.7. Mítico 'Hoy mos la xupan fijo' tantas veces repetido.
6.8. Sensación 'Follarín de los bosques'

ETAPA 7:
- REVELACIÓN DE LA VERDADERA PERSONALIDAD:

7.1 El chistoso (normalmente, con chistes ya contados unas 500.000 veces)
7.2 El superdotado (en cualquier aspecto q se pueda imaginar)
7.3 El políglota ( o destrozador de diversos idiomas...)
7.4 El corriente (la minoría, por desgracia)
7.5 El viajero ('pos cuando yo estuve en....')
7.6 El oprimido (por familia, sociedad, jefes, etc)
7.7. El incomprendido ('mi mujer no me entiende, y bla, bla.bla....)

ETAPA 8:
- DEGRADACIÓN DEL IDIOMA:

8.1 Sadud pod da amiztá
8.2 Pazamé eza coppa
8.3 Addiba, abajo, ad centro y padentro....
8.4 Caxoooorraaaa!

ETAPA 9:
- Vituperios en contra del Clero y el Estado (y otros 'poderes fácticos')

ETAPA 10:
- AUTOSUFICIENCIA MORAL Y ECONÓMICA:
10.1. Estoy de puta madre
10.2. Yo pago
10.3. Yo conduzco
10.4. Tengo un punto buenísimo
10.5. LLevo la porra que parto almendras n lo arto un flan

ETAPA 11:
- DESPLAZAMIENTO O TRANSMISIÓN DE LA CULPABILIDAD:
11.1 Es culpa del puto garrafón ese (qué curioso, SIEMPRE te han dado el garrafón a la 6ª copa o así, nunca en la primera)
11.2. Es el hielo, algo raro tenía, fijo estaba caducao.
11.3. Que me pusisteis en la copa, cabrones.
11.4. Coño, es que estoy tomando antibióticos y no me acordaba.
11.5. Si es que tenía que haber cenado, que sin comer no se puede beber...

ETAPA 12.
- REPENTINA PERDIDA DEL EQUILIBRIO
12.1. ¿Quién coño habrá puesto esa columna ahí, me cago en la leche?
12.2. Vaya mierda de acera, la culpa d los arkitektos q ahorran n losas.

ETAPA 13.
- DESTRUCCION DEL INMUEBLE
13.1. Vaya, hombre, se han caído 4 copas....
13.2. Dios, yo kiero esa señal d tráfico pal piso.

ETAPA 14:
- DIFÍCIL DESALOJO DEL INMUEBLE
14.1 Yo no me quiero ir, este lugar si yo quiero, lo compro.
14.2. ¡Si es temprano!
14.3. Que no, que no, que yo estoy muy bien...
14.4. Otra copita y nos vamos...
14.5: ¿Pero por qué coño han quitado la música?.

ETAPA 15:
- TAQUICARDIA Y DELIRIO DE PERSECUCION

ETAPA 16:
- AMNESIA, CRUDA REALIDAD Y JURAMENTOS POSTERIORES:
16.1 ¿Que me besé con quién?
16.2 ¿Que me acosté con quién?
16.3 ¿En serio? no me acuerdo de nada......
16.4. Tengo un agujero negro en mi vida....
16.5 ¿Pero estaba ahí ese tía?
16.6. ¿De verdad tenía bigote y tnía la cara hexa a pelotazos?

ETAPA 17:
- RECUENTO DE LOS DAÑOS:
17.1 ¿Y mi móvil?
17.2 ¿Quién me quemó la chaqueta con un cigarrillo?
17.3 ¿Y esta ostia?
17.4 ¿Y las llaves?
17.5. ¿Cómo he llegado a casa?
17.6. Me han robado el bolso, o la chaqueta, o .....
17.7. Joder, qué dolor de cabeza... Y la más grave:
17.8: ¿QUIÉN COÑO ES ESTE TIA QUE ESTÁ EN MI CAMA?
y aun mas grave:
17.9. ¿Q coño hago yo con un condón en el culo?


ETAPA 18.
- NO VUELVO A BEBER... (CLASICO)

Con su variante: 18.1. 'Yo ya no salgo más'.


:D

sabato 20 marzo 2010

La voz a ti debida - Pedro Salinas

La forma de querer tú
es dejarme que te quiera.

El sí con que te me rindes
es el silencio. Tus besos
son ofrecerme los labios
para que los bese yo.
Jamás palabras, abrazos,
me dirán que tú existías,
que me quisiste: jamás.
Me lo dicen hojas blancas,
mapas, augurios, teléfonos;


tú, no.

Y estoy abrazado a ti
sin preguntarte, de miedo
a que no sea verdad

que tú vives

y me quieres
.

Y estoy abrazado a ti
sin mirar y sin tocarte.

No vaya a ser que descubras
con preguntas, con caricias,
esa soledad inmensa
de quererte sólo yo.



Pedro Salinas

venerdì 19 marzo 2010

il '27, anno leggendario

Leggevo online El Paìs e in particolare un articolo su di una mostra del "1927" spagnolo... anno "leggendario" appunto perchè diede origine alla famosa Generaciòn del '27, detta anche "Generaciòn de la Amistad" (o ancora, "Edad de Plata", in contrasto con la brillante Edad de Oro dei poeti appartenenti al Siglo de Oro spagnolo) , in quanto accomunava questo gruppo di poeti i quali erano, innanzitutto, grandi amici.

Lo scrittore Ernesto Giménez Caballero voleva convertirsi in "storico del '27" e lo annunciava in una locandina dal titolo "Universo de la literatura española contemporánea", che offriva una enormità di informazioni riguardo alla ricchezza culturale e letteraria di quel preciso periodo di tempo. In evidenza erano gli scrittori Miguel de Unamuno, Pío Baroja, Juan Ramón Jiménez o Ramón Menéndez Pidal. L'attenzione però iniziava a focalizzarsi anche ad una generazione di nuovi artisti quali Rafael Alberti, Federico García Lorca, Vicente Aleixandre o Jorge Guillén.

Il manifesto di Giménez Caballero serve da mappa generale all'esposizione che si è inaugurata ieri nella Sala Santa Inés (calle de Doña María Coronel, 5) a Sevilla. La mostra ¿Aquel momento ya es una leyenda? è già passata per Madrid e si potrà visitare proprio a Sevilla fino al prossimo 20 giugno (che riesca ad andarci? babasss!!!). La mostra presenta numerosissimi pezzi pittorici, letterari,... inerenti agli anni '27 e '28, mettendo in mostra anche disegni teatrali di Lorca e disegni di Picasso allusivi a Luis de Gongora, il poeta di Cordoba che divenne emblema della Generazione del 27.

Il '27 fu anche l'anno della musica inerente agli scritti: gli spartiti di Manuel de Falla e Adolfo Salazar intavolavano un dialogo con le musiche di Ernesto e Rodolfo Halffter. Le opere plastiche di artisti come Manuel Ángeles Ortiz, Salvador Dalí, Gregorio Prieto, Benjamín Palencia o Ramón Gaya si univano ai disegni di Lorca.
La mostra presenta pagine de La Gaceta Literaria, Revista de Occidente, Litoral, Mediodía e altre pubblicazioni fondamentali della poetica del tempo.

Il file-sharing in Spagna diventerà legale?

E' la Spagna che per la prima volta propone che i link suggeriti nei siti di normali utenti (blogger, ecc...) non vengano "denunciati".

Il tribunale spagnolo dice che "le reti P2P (peer to peer, reti di condivisione files... 4shared, per esempio, condivide spartiti per pianoforte, uno tra i tanti esempi) , in quanto mere reti di trasmissione di dati tra privati, non feriscono alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale".
Scaricare un film protetto da copyright sui servizi di file-sharing non può essere equiparato ad un'attività commerciale: si tratta solo di uno scambio di dati tra privati, come gli amici si scambiano un film in dvd legalmente con copyright.

"Il sistema di link costituisce la base stessa di internet", ha sottolineato il giudice del tribunale di Barcellona. Dunque se non si ospitano i file sui server e non ci sono interessi commerciali, non si può parlare di violazione delle leggi sul copyright.
La SGAE (Sociedad General de Autores y Editores) spagnola ha già annunciato che presenterà richiesta di appello.


La proposta di rendere legale il file-sharing è nata dal caso di Jesus Guerra, che molto ingenuamente pubblicava nella sua propria home page una serie di link per scaricare le ultime uscite cinema. Il sito non ospitava i file sui propri server, si limitava solo ad organizzare una sorta di "catalogo" che poi rinviava, attraverso un normale link, agli utenti esterni che visitavano il suo blog.

giovedì 18 marzo 2010

SALVADOR DALì (1904 / 1989 )

" ¡Oh Salvador Dalí, de voz aceitunada!

No elogio tu imperfecto pincel adolescente
ni tu color que ronda la color de tu tiempo,
pero alabo tus ansias de eterno limitado.

Alma higiénica, vives sobre mármoles nuevos.
Huyes la oscura selva de formas increíbles.
Tu fantasía llega donde llegan tus manos,
y gozas el soneto del mar en tu ventana."


Pezzetto, questo, tratto da " Ode a Salvador Dalì ", opera in versi scritta da Federico Gracìa Lorca. Salvador Dalì il Genio, colui che visse tra le ossessioni, nel turbinio di mille avanguardie che dalla Spagna lo porteranno a Parigi.

Nasce a Figueras (nella provincia catalana di Gerona) l'11 maggio 1904, da una famiglia che per prima farà vivere in lui uno stato d'angoscia che porterà con sè durante tutta la sua vita. Salvador infatti dichiarerà la sua vita un congiunto di tre influenze deleterie, di tre " Salvador " che hanno marchiato la sua esistenza:
1. Salvador il padre, notaio, colui che per primo si oppone alla vocazione artistica del figlio
2. Salvador il fratello, morto a 3 anni, esattamente tre anni prima della nascita di Salvador: sentirà sempre di essere un "corpo doppio", ossia di essere l'ereditario della vita del fratello perso dai genitori in età così giovane (da qui la sua mania dell'immagine doppia, del corpo vuoto -vedi el perro andaluso, ma ne parleremo...)
3. Salvador Gesù Cristo, il cui rapporto è determinante per la sua fede religiosa

L'enfant prodige Dali eccelle nel disegno, ha talento per la pittura, tant'è che la famiglia d'artisti Pichot se ne accorge, così come il pittore tedesco Siegfried Burmann; quest'ultimo infatti regala proprio a Salvador la sua prima opera su tavolozza.

Nel 1921 muore la madre ( "È stata la disgrazia più grande che mi sia capitata nella vita. La adoravo... Non potevo rassegnarmi alla perdita di una persona su cui contavo per rendere invisibili le inevitabili imperfezioni della mia anima." ) e viene ammesso alla Residencia de Estudiantes di Madrid, oltre che all' Accademia d'Arte di S.Fernando (sempre a Madrid) dove stringe amicizia con Federico Garcìa Lorca e il regista Luis Buñuel.
Verrà definitivamente espulso nel 1926 per frequenti discussioni con gli insegnanti, anno in cui tra l'altro incontra Picasso a Parigi.

A Parigi nel 1929 collabora con Buñuel alla regia del film "Un chien andalou" (inserendoci molte tematiche ed ossessioni che si rivedranno anche nei suoi dipinti) ed incontra il mondo dei surrealisti oltre che a Gala, sua futura compagna di vita e musa ispiratrice.
Nel 1934 riscuote un grandissimo successo con la sua mostra personale a New York; nel 1938 partecipa alla mostra internazionale dei surrealisti a Parigi e nell'estate dello stesso anno incontrerà Freud a Londra.

Il 1935 è l'anno di rottura definitiva con i surrealisti: rimarrà a New York con Gala fino al 1948.
Al suo ritorno in Europa Salvador Dali collabora come scenografo con Luchino Visconti e Peter Brook e nel 1951 inaugura con la pubblicazione del "Manifesto mistico" il suo periodo corpuscolare; nell'anno successivo espone a Roma e Venezia mentre il suo genio viene sempre più riconosciuto a livello internazionale, con conferenze e mostre in luoghi autorevoli (non elenco tutte le tappe successive della sua produzione, in ogni sito viene riportata in modo dettagliato e completo.)

Salvador muore il 23 gennaio del 1989 nella torre Galatea a causa di un colpo apoplettico e verrà sepolto nella cripta del Teatro-Museo Dalì a Figueras.
Nel suo testamento lascia allo Stato spagnolo tutte le opere e le sue proprietà.


Aveva molta stima di sè, era orgoglioso tanto da credere di essere l'unico genio a cui potersi ispirare. " Sìn limites ", citazione super-utilizzata in un recentissimo film di cui parlerò (Little ashes, pequenas cenicitas....) .


Forse per questo mi piace da impazzire.

"Every morning when I wake up, I experience an exquisite joy - the joy of being Salvador Dalí - and I ask myself in rapture: What wonderful things this Salvador Dalí is going to accomplish today?"

QUI un sito che riporta tutte le sue opere.

martedì 16 marzo 2010

Anegats - Irreals

E' in catalano, meravigliosa.

QUI il testo della canzone.

La Comunidad Valenciana celebra la Semana fallera

" Las Fallas " è una festa celebrata dal 15 al 19 in alcune città e paesi della Comunidad Valenciana (Espana) e principalmente nella città di Valencia (lo stesso avviene nella città argentina di Mar del Plata, che accoglie moltissimi emigrati valenciani) . L'origine della festa risale ad un’antica tradizione appartenente ai falegnami di tutta la provincia di Valenzia.

E' anche chiamata " fiestas josefinas " o " festes de san Josep " , in onore del loro patrono San Josè. Alla vigilia della festa del patrono infatti, bruciavano davanti a botteghe, per strade e piazze del paese, resti e residui (metallo, legno) del loro lavoro. La tradizione volle che questi pezzi di legno iniziassero ad essere travestiti come fossero spaventapasseri, affidando loro connotazione ironica, satirica... quasi a riprendere il " grottesco " (mi viene in mente Gomez de la Serna, con l'esperpento). Le " opere " che sfilano su carri allegorici quasi a richiamare il tradizionale carnevale, sono costituite da materiale combustibile (legno e carta) e talvolta raggiungono i 25 metri d'altezza.

Ieri toccava alla " Plantà " , momento in cui le Fallas vengono esposte per le strade, mentre oggi venivano premiate proprio le fallas realizzate dai bambini.

Solo una tra le fallas verrà risparmiata nella " Noche de la quema " (19, 20 marzo) dove tutte vengono bruciate in enormi roghi per tutta la città di Valencia.

Mtv Europe Music Awards 2010: Madrid

Gli Mtv Europe Music Awards tornano in Spagna per la seconda volta (la prima, a Barcellona nel 2002) , e sarà proprio Madrid ad ospitare questa edizione 2010. Gli Awards sono in programma domenica 7 novembre alla Caja Magica di Madrid, in diretta su Mtv Italia e tutti i canali del network.


domenica 14 marzo 2010

Muore Miguel Delibes, colonna della letteratura spagnola

Il 12 marzo scorso è venuto a mancare all'età di 89 anni lo scrittore spagnolo Miguel Delibes, uno dei grandi nomi della letteratura del dopo guerra civile (1936-39).

Nato a Valladolid nel 1920, era malato di cancro da molti anni.

Autore dell'Hereje e di La sombra del cipres es alargada, vinse nel 1993 il premio Cervantes e nel 1991 il Premio nazionale delle lettere spagnole. In italiano sono stati tradotte le opere " Signora in rosso su sfondo grigio ", " Lettere d'amore di un sessantenne voluttuoso ", " Diario di un cacciatore ".


http://canales.nortecastilla.es/delibes/present/presentacion.htm

Due " castelli - hotel " da non perdere in Spagna

Tripadvisor ci comunica la classifica della top 10 dei 'castelli-hotel' da non perdere in Europa: ben due " perle " sono situate in territorio iberico.

Parador de Cardona, Cardona, Spagna ( Catalogna )
Punto di forza della struttura è una torre risalente al secondo secolo, il tutto unito a sauna e palestra che rendono il soggiorno ancora più confortevole.
QUI potete vedere un breve video a riguardo.





Parador de Jaen, Jaen, Spagna (Andalucìa)
QUI un breve video a riguardo.

giovedì 11 marzo 2010

Madrid eliminato dalla Champions

Il Madrid esce nuovamente dagli ottavi di Champions League dopo il pari di ieri sera contro il Lione.
Per i bianchi del Madrid le cose sembravano andare inizialmente bene, con un gol al 13' di Crisitano Ronaldo. Higuain a porta vuota colpisce il palo e Kakà destro a lato perde un'altra occasione per la qualificazione.

In queste ore la dirigenza madridista starebbe già pensando al nuovo allenatore viste le deludenti prestazioni della squadra.

Eliminati pure i milanisti, dopo ben quattro gol subiti..

Sesto anniversario degli attentati del 2004

Celebrazioni oggi per il sesto anniversario degli attentati terroristi islamici dell'11 marzo 2004, che fecero a Madrid 192 morti oltre a duemila feriti.
Una cerimonia di ricordo è stata fatta in mattinata in Puerta del Sol, con il sindaco Gallardon e la presidente della Comunita' di Madrid Aguirre.

Commemorazioni previste anche ala Camera, con il premier Zapatero, mentre re Juan Carlos ricevera' le associazioni delle vittime.

( fonti: Ansa )

mercoledì 10 marzo 2010

NIE : l'essenziale per lavorare in Spagna

Come per noi italiani è fondamentale presentare il Codice Fiscale per poter accedere a qualsiasi tipo di incarico lavorativo, in Spagna viene richiesto il NIE.

Cos'è il NIE?

N.I.E. è l’acronimo di Número de Identidad de Extranjero, cioè numero d’identificazione dei cittadini stranieri. Mentre ogni cittadino spagnolo ha un numero identificativo che viene chiamato NIF ( e che corrisponde al numero del DNI, il documento di residenza, la carta d'identità ) i cittadini stranieri vengono invece identificati con il NIE.

Per ottenerlo è sufficiente presentarsi in un Ufficio Stranieri ( Oficina de extranjeros ) o in commissariato... portando con sè la fotocopia e originale di un documento valido, passaporto o carta d’identità, e tanta tanta pazienza (dicono...)
Ah! Obbligatorio da farsi se qualcuno volesse rimanere in suolo iberico per più di tre mesi.

RAMÓN MARÍA DEL VALLE INCLÁN

" Ya sólo distinguí una sombra que rezaba bajo la lámpara del presbiterio: era mi madre, que sostenía entre sus manos un libro abierto y leía con la cabeza inclinada.

De tarde en tarde, el viento mecía la cortina de un alto ventanal.
Yo entonces veía en el cielo, ya oscuro, la faz de la luna, pálida y sobrenatural como una diosa que tiene su altar en los bosques y en los lagos...
Tuve miedo como no lo he tenido jamás, pero no quise que mi madre y mis hermanas me creyesen cobarde, y permanecí inmóvil en medio del presbiterio, con los ojos fijos en la puerta entreabierta.

La luz de la lámpara oscilaba.

En lo alto mecíase la cortina de un ventanal, y las nubes pasaban sobre la luna, y las estrellas se encendían y se apagaban como nuestras vidas. "

Jardìn umbrìo (fragmento)


Incantevole. Ramòn del Valle Inclàn è uno scrittore spagnolo nato nel 1869 a Villanueva de Arosa, nella città di Pontevedra (comune spagnolo che si trova nella Galizia, forse avrete presente in quanto è città famosa per la pesca del tonno) .
Diventa avvocato all'università di Compostela e a soli vent'anni decide di " emigrare " in Messico, dove comunque rimase per poco tempo. Nel 1895 inizia a Madrid la sua produzione di racconti e articoli, alternando l'attività di scrittore a quella di viaggiatore: percorre quasi tutta l'America del Sud e vive in Francia per ben quattro anni (1914-18) .

Valle-Inclàn rappresenta nelle sue opere, di fronte alla Generaciòn del 98 (Unamuno, Azorìn, Antonio Machado,...) , una tendenza più forte a stilizzare i testi, a complicarne le parole e la forma ( " modernismo " ) . Non si tratta tuttavia di un mero e vuoto " estilismo ", bensì di un disegno morale nella ricerca di una raffinata perfezione che può trovarsi principalmente nell'arte.

A differenza della sua poesia, ancora poco conosciuta, enorme è il successo della sua opera narrativa che par contrapporsi a quella degli altri scrittori della seconda metà del XIX secolo.
Forse la sua opera più famosa è quella delle SONATAS (1902, 1905) , il quale protagonista, il marchese di Bradomìn " feo, catòlico y sentimental " riporta un qualcosa del Don Juan nazionale, ma trasposto in atmosfere particolari (atmosfera messicana, in realtà immaginaria, o gallega nei canti de Otono) . Nelle Sonatas egli crea proprio la " novela artìstica ", realizzata meticolosamente attraverso una densa nebbiolina di " irrealtà " poetica.

Più virtuosa è invece la novella pseudo americana TIRANO BANDERAS (1926) che, effettivamente anche senza che l'autore ne avesse l'esperienza, si pone a capo degli scrittori rivoluzionari prediletti nell'america del sud. Caratteristico è questo miscuglio di espressioni tipicamente messicane con quelle argentine.
Da ricordare anche il ciclo " El ruedo ibèrico " che vuole rinnovare il genere che tratta gli episodi nazionali, narrandoli con tutto il lusso del linguaggio. " La corte de los milagros " e " Viva mi dueno " stampa immaginaria di Isabella II regina di Spagna, figura che ossessionò il poeta anche in ambito teatrale (Farsa y licencia de la Reina Castiza) .
Per il lettore medio scrive " Los cruzados de la causa ", trilogia di racconti sulla Guerra Carlista, di facile lettura.

Caratteristico del teatro valleinclanesco è l' " esperpento ", pezzo teatrale colorito e violento, dove le figure hanno visi grotteschi e minacciosi (Ligazòn, Los cuernos de Don Friolera) che non fatichiamo a ritrovare nelle maschere carnevalesche.

Muore nel 1936 (anno della morte di Lorca) a Santiago de Compostela.

Vi lascio un video di un poema splendido di Valle inclan, cantato da Ana Belen.


sabato 6 marzo 2010

RTVE e i superdotati

RTVE sforna un nuovo programma settimanale, Ciudad K, dove ogni puntata - sketch, registrata in questa città speciale, durerà ben 26 minuti.

Ciudad K è una città dove il livello culturale dei cittadini è esageratamente (e stupidamente) alto. Per questo gli sketch ripresi sono atti a confermare la stupidità dei personaggi che creano automaticamente episodi surreali che il comune mortale normalmente non creerebbe. L’intelligenza sopra la media genera infatti animate discussioni su temi inverosimili, tra il grottesco e il surreale. Il risultato è incredibilmente comico.

Qualcuno dice " Las “marujas” no hablan de la operación de Belén Esteban sino de la novela Amor Cuántico que se desarrolla en el Acelerador de Partículas "

:D

Per il momento la serie " freak " sarà visibile solo on-line da aprile nel sito delle RTVE.es, QUI (dove è già disponibile in anteprima il primo episodio, simpatico)

venerdì 5 marzo 2010

Abre los ojos - Alejandro Amenábar

Assolutamente uguale a Vanilla Sky, stesso grado di realismo (prima parte) e surrealismo (seconda). Stessa ansia di ciò che nessuno mai vorrebbe vivere: perdere il proprio volto, vederselo distrutto e non poter vivere nel rivedersi puntualmente e letteralmente sfigurati di fronte allo specchio.

Amenàbar struttura film di piena angoscia, ma a me personalmente piace per questo.

Il film esce nel 1997 e prima parlavo di Vanilla Sky... film che è proprio il remake di hollywood di questa produzione di Amenàbar: Penelope Cruz interpreta lo stesso identico ruolo che interpreta poi in Vanilla Sky.

Trama in sunto: Cesar si ritrova rinchiuso in una clinica psichiatrica per omicidio: ha il volto totalmente sfigurato (tant'è che porta un inquietante maschera) .
Cesar racconta la sua storia ad uno psichiatra, iniziando così un susseguirsi di flashback senza interruzione. Racconta di come la sera del suo compleanno aveva conosciuto Sofia (Penelope Crùz) grazie al suo migliore amico Pelayo, e di come subito se ne fosse innamorato; la sfortuna ha voluto che il giorno dopo la sua ex-amante, Nuria, gelosissima, lo fa salire in auto e con lui fa un incidente, nel quale lei muore e lui rimane con il volto, appunto, sfigurato.

Quando aveva provato a ricontattare Sofia, lei lo aveva allontanato, perché disgustata dal suo nuovo aspetto, ma poi, stranamente, ritornò da lui. Cesar riuscì finalmente ad operarsi al volto, riacquistando le sue sembianze di prima, ed a vivere quindi felice con Sofia.
Una sera che i due dormivano insieme, Sofia improvvisamente sparisce, per lasciare il posto a Nuria. Finisce per uccidere Sofia, che lui continuerà a vedere come Nuria.
Cesar e lo psichiatra scoprono come Cesar stia vivendo un sogno programmato, in cui tutto è stato concordato precedentemente con una ditta, Life Extension.

La fine mi ha deluso un attimino, ma in complesso il film merita di essere visto. L'attore protagonista, Eduardo Noriega, non l'avevo mai visto prima mentre, Penelope Crùz a parte :-) , Fele Martinez e Najwa Nimri li avevo "trovati" già in Los amantes del circulo polar.


Sette le candidature ai premi Goya.

IMDB: 7.8!

Partido amistoso Spagna - Francia ( 2-0 )

Un pò tanto in ritardo posto qui la vittoria della Spagna sulla Francia nella gara amichevole in preparazione ai Mondiali, giocatasi due giorni fa allo Stade de France (mentre la nostra Italia pareggiava 0 a 0 contro il Camerun, olè! :D )

Reti: 21' Villa, 45' Sergio Ramos.

Se quest'estate l'Imperio arriva fino in fondo, poco ci metto a prendere un aereo e a volare in Spagna.

Il mio cuore rimarrà sempre disperatamente ed eternamente diviso anche, ahimè, quando si parla di calcio.

:-)

Louis Majesty, panico a bordo

La nave da crociera Louis Majesty è stata colpita da tre onde violente ed enormi al largo delle coste della Catalogna (la piu' grande alta otto metri). I video registrati da qualche uomo a bordo, mostrano i passeggeri mentre scappano urlando dal salone dove l'onda ha appena abbattuto i vetri, con l'acqua che penetra all'interno dell'imbarcazione trascinando via alcuni mobili.

Nell'incidente hanno perso la vita due persone e quattordici risultano i feriti.

Antitaurinos sempre più sicuri in Cataluña

In questi giorni il Parlamento Catalano torna a discutere sulla proibizione o meno delle corride, dopo il primo avviso di qualche mese fa, dato attraverso una Iniciativa Legislativa Popular (ILP) che sostiene l'abolizione delle feste taurine.

Il dibattito proseguì sotto due punti di vista: quello " fisico " e quello emozionale. Il primo vide gli aficionados difendere la bravura del toro, la sua condizione di animale nato per morire combattendo e per resistere alla sofferenza della morte; gli antitaurini invece descrivono dettagliatamente lo strazio del toro morente nell'arena. Sul piano culturale i difensori della corrida difendono la festa, le sue emozioni, i suoi sentimenti, lo spirito di " comunione " della piazza e l'orgoglio del pubblico. I contrari invece rimangono a sottolineare la tortura e la morte dell'animale.
Riguardo all'identità iberica la Catalogna afferma che no, non è questo dibattito contro le corride un modo per staccarsi, per esempio, dalla Castilla, che vede Madrid come capo - difensore delle corride.

"Soy hijo de Banyoles y me gustan los toros. Hoy en día, ser aficionado significa vivir en la clandestinidad, resistir contra el ansia aniquiladora de la Administración catalana", afferma Salvador Boix. Egli difese gli appassionati taurini catalani: "El público catalán es pasional, lanzado y entendido. Desde los medios públicos se ha querido reducir esta afición". L'intervento si concluse con una supplica: "Levanten el asedio y déjennos vivir en paz".

José Miguel Arroyo, Joselito, torero madrileño, parlò tutto il tempo riguardo al protagonista della corrida: il toro. "E' l'animale più bello del mondo, il più ben trattato. Se le arene chiudessero, scomparirebbe", affermò. "E' uno spettacolo, un sentimento, la passione per la vita e per la morte, per il rispetto", aggiunse Joselito (che rifiutò di rispondere a certe domande poste, perchè formulate in catalano. -e qui direi che ha avuto anche ragione...)

Il filosofo Jesús Mosterín accese l'ira degli aficionados, affermando provocatoriamente: "Ci scandalizziamo che in Africa si tagli il clitoride alle donne, ci scandalizziano che in alcuni paesi si continui con spettacoli pubblici di sofferenza animale. Le corride sono tradizionale, ma anche la violenza alle donne è una tradizione. Difatti, la si sta combattendo."


Il dibattito continuerà anche nei prossimi giorni.

martedì 2 marzo 2010

Campos de Castilla - A. Machado

Allá, en las tierras altas,
por donde traza el Duero
su curva de ballesta
en torno a Soria, entre plomizos cerros y manchas de raídos encinares,
mi corazón está vagando, en sueños...

¿No ves, Leonor, los álamos del río
con sus ramajes yertos?
Mira el Moncayo azul y blanco; dame
tu mano y paseemos.


Por estos campos de la tierra mía
,
bordados de olivares polvorientos,
voy caminando solo,
triste, cansado, pensativo y viejo.

Alberti e il suo bar di Granada

Un bar particolare ha aperto a Granada, da quasi ben 30 anni.
Si trova in calle Pintor López Mezquita, e si mantiene quasi esattamente come ai vecchi tempi, come se il tempo non l'avesse toccato: qui vi si leggevano poemi, si ballavano tanghi e poco lontano c'era un enorme spazio dove coltivare la "lechugas" . Spazio convertito oggi in Plaza Einstein de Granada.

La Tertulia (questo il nome del locale) fu un'idea di un argentino che era a capo del gruppo della sinistra rivoluzionara quando avvenne il Golpe de Videla . Nel 1976 non vide altro rimedio che esiliarsi in Svizzera, dove visse per tre anni. Horacio Rèbora, " Tato ", viaggiò a Granada con l'idea di aprire un bar culturale. Dieci giorni dopo il suo arrivo aveva già preso il locale e il 19 aprile poteva già inaugurarlo, senza sapere l'enorme successo che avrebbe avuto di lì a poco.

Proprio per la sua importanza nella promozione culturale del tempo, la " Junta " ha ritenuto doveroso consegnare al bar una bandiera dell'Andalucìa: in origine la Tertulia fu un bar-libreria e presto iniziò ad essere frequentato da giovanissimi poeti. Accompagnati dal loro professore Juan Carlos Rodríguez, i poeti Javier Egea, Álvaro Salvador y Luis García Montero progettarono lì il manifesto de La Otra Sentimentalidad, importantissimo per la poesia spagnola dell'epoca. La Tertulia, già convertita in un posto per riunioni, in un bar di " rossi e cospiratori " dove si parlava di arte e letteratura, cominciò ad organizzare presentazioni di libri, recite poetiche, concerti di cantautori... Quasi tutta la Generaciòn del 50 si sedette ai suoi tavoli e lesse lì i suoi numerosi componimenti. Anche musicisti come Joaquín Sabina, Enrique Morente o Miguel Ríos hanno frequentato il locale e tuttora lo frequentano. Anche scrittori come José Agustín Goytisolo, Mario Benedetti, José Manuel Caballero Bonald, Claudio Rodríguez... e Rafael Alberti.

Il nome di Alberti è " registrato " sulle pareti della Tertulia allo stesso modo in cui la sua "ya entré en Granada" marcò la città. Nel 1982 Alberti ritornò alla città del suo amico Federico García Lorca e offrì numerose letture di poesie in una piazza. Già nella notte tornò a leggere i suoi poemi en La Tertulia, ambiente più intimo a tu per tu con gli ammiratori: la foto che mostra Alberti che recita con le braccia aperte rifllette un istante di quella lettura, una delle più ricordate nella storia recente di Granada.


Oggi la Tertulia è un luogo prevalentemente musicale, in quanto frequentatissimo dai cantautori.
" Antes de que eso ocurriera, en La Tertulia se pudo vivir la literatura de una manera mucho más viva que en cualquier clase de la Facultad de Letras ", commenta Rodríguez Moya (cantautore).

In ogni caso, la poesia di Alberti continua a " battere " nel locale con l'intensità di qualcosa di irripetibile.


(liberamente tradotto da El Paìs)