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martedì 23 marzo 2010

Literatura de Postguerra

Anche questa mattina ha vinto in me la voglia di assistere ad una lezione di letteratura spagnola.

So che non dovrei farlo, che dovrei rimanere sui libri di latino cercando almeno di iniziarlo, lo studio del latino. E invece mi ritrovo a scorrere con il dito gli orari di spagnolo della Facoltà di lingue, in cerca di una lezione che possa non coincidere con quelle mie di italiano, di storia.
Mi sentivo tremendamente in colpa, ma volevo poter " respirare " ancora una volta la letteratura che, oltre alla mia, tanto amo. Destino, perchè se non avessi optato per quest'ultima, non avrei potuto assistere ad una lezione esemplare, chiarissima e trasparente, rigorosamente in lingua spagnola.

Intrufolata tra gli studenti di lingue, non ho perso una goccia di ciò che il professor Miguèl Angel Lama -professore presso l'Università di Càceres, nella regione dell'Extremadura, da molti considerata la più bella città di tutta Spagna (ergo per cui annoto e... provvederò di constatarlo io stessa!) - ha detto riguardo alla letteratura spagnola dal 1939 (anno di conclusione della Guerra Civile) agli inizi degli anni '80, comunemente nominata "de postguerra" (scorrettamente, perchè egli ha dimostrato come al suo interno possa ospitare numerose correnti concatenate a determinati eventi che non possono essere generalizzate) .

La Spagna ha subito una "paralisi storica" durante la dittatura franchista, ma non è lo stesso per quanto riguarda lo sviluppo culturale e letterario. L'ostacolo per il progresso di quest'ultimo era la censura e la proibizione di determinate pubblicazioni antimilitariste o contro la chiesa, ma molti autori spagnoli trovarono il modo di autoesiliarsi per pubblicare laddove fosse possibile e qualcun'altro trovò successo ugualmente rimanendo in patria.

Il professore ha suddiviso questo generale blocco di Postguerra in tre periodi corrispondenti a tre diverse decadi:
1. dal 1940 al 1950 abbiamo il cosiddetto TREMENDISMO, termine proposto da J.L. Cela: il riferimento è alla spagna, ridotta socialmente al minimo storico
2. dal 1950 al 1960 si parla di periodo de exilio, di rinnovamento e realismo sociale: lo scopo della produzione artistica era quella di raggiungere l'OBJETIVISMO, ossia rappresentare la realtà senza interpretazione da parte dell'autore, come se egli fosse solo testimone di ciò che sceglie di descrivere (mi chiedevo... ma film come Bienvenido Mr.Marshall, Muerte de un ciclista... si collegano? sempre neorealisti sono, il periodo è quello)

Importantissima l'opera del 1954 " EL FULGOR Y LA SANGRE " di Ignacio Aldecoa, di cui abbiamo letto un piccolo pezzo: è un testo suddiviso in sette sezioni, tutte corrispondenti a precisi momenti del giorno (mediodìa, 2 de la tarde, 4 y media, 6 y media, 7 de la tarde, crepùscolo) .
La trama: nel giorno di San Miguel, durante la sagra del paese, le guardie Francisco, Pedro e Guillermo sono di turno. Maño, il padrone di un bar, è coinvolto in una piccola rissa con due gitani, e riesce a bloccarne uno. Il capo delle guardie parte alla ricerca dell'altro gitano e durante la rincorsa, il gitano lo ammazza. Le mogli dei gendarmi vennero a sapere dell'accaduto e tuttavia non seppero chi tra i loro mariti fosse stato ucciso. Lo vengono a sapere dopo un'attesa di ben otto ore, tempo del racconto. Racconto dove il tempo e lo spazio sono estremamente ridotti, dove l'autore non emerge mai nel racconto: il carattere e la psicologia dei personaggi vengono dedotti dal lettore, in base alle azioni da loro compiute.

3. dal 1960 al 1970 assistiamo al boom della letteratura hispano-americana, con la pubblicazione di Cien anos de soledad, di Garcìa Màrquez (libro che non ho letto, che vergogna!, perchè come sempre mi aggrappo alle trame realistiche e poco fantastiche... ma provvederò anche qua... :D )


Altro purtroppo non ha detto, per mancanza di tempo. L'ora e mezza mi è volata.
Nel mio piccolo, ringrazio questo professore e nel mio cuore, son quasi certa che utilizzerò tutti i miei spazi liberi per seguire altre lezioni di letteratura spagnola.


Sensi di colpa o meno.

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