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domenica 28 marzo 2010

Pietro conta oggi 100 giorni nostalgici al San Fermìn



Nemmeno io conoscevo questa "artigianale tradizione" di contare i 100 giorni da un determinato evento. Come gli studenti contano i 100 giorni alla rovescia aspettando la maturità, può fare esattamente lo stesso qualsiasi altra persona impaziente dinanzi ad un qualcosa di soggettivo valore.
Oggi Pietro con i semplici rituali di liberare dall'armadio i vestiti bianchi della sua peña (compagnia di aficionados) e con un giro di mail a coloro che condividono con lui le emozioni di Pamplona (quest'anno ci aggiunge l'amarezza di non poter essere presente...) , ha celebrato i 100 giorni dal San Fermìn.

A disfrutar


" In molte scuole italiane proprio in questi giorni si stanno festeggiando i 100 giorni. Purtroppo dove vivo io , nel basso Piemonte, non c'è questa tradizione, però amici marchigiani me ne hanno raccontato con molta passione. Frotte di studenti della quinta superiore, proprio a 100 giorni dalla fatidica maturità si ritrovano, normalmente in una discoteca, per festeggiare in anticipo quello che è una delle tappe fondamentali della vita.

Anche io festegio i miei 100 giorni. Essendo troppo vecchio per festeggiare l'imminente fine di quella che è stata la mia carriera scolastica festeggio i 100 giorni che mancano a San Fermin! Da circa tre ore, a mezzogiorno in punto, è scattata l'ora X.
Il conto alla rovescia va avanti impassibile, sul mio computer come nel negozio del Kukuxumuso alla fine dell'Estafeta...
Però per me questa giornata ha un significato particolare, e come per me per molti altri mozos pamplonesi. Quest'anno non ci sarò a Pamplona per la feria, per improrogabili impegni di lavoro, però attenderò con ansia lo stesso questo 6 luglio, rimediando alla mia assenza visionando su internet foto, corride e filmati che mi faranno ricordare la festa degli anni passati...
Però oggi mi voglio gustare questa giornata come se quest'estate sarò là.

Tirerò fuori dagli armadi i vestiti bianchi della nostra peña, pan y toros, li laverò, perchè per la festa devono essere immacolati, bianchissimi, per far meglio risaltare gli ettolitri di alcol che assorbiranno al chuponazo.

Tirerò fuori il foulard e la sciarpa, rosso sangue, li proverò, prima al collo e poi al polso, pensando con quanta religiosità pagana mi hanno accompagnato durante l'encierro.
Guarderò le foto degli anni passati, i video, ripercorrerò con piacere i bei ricordi che questa festa mi ha lasciato.
Mi guarderò allo specchio, per vedere se il taglio che una vaquilla lo scorso 13 luglio mi ha lasciato come ricordo c'è ancora.

Manderò una mail all'albergo ad Astrain, al mitico Fernando, per salutarlo, per ricordargli che quest'anno non ci sarò, però per promettergli che se passerò di li sarò accompagnato da una paio di bottiglie di barbera e di moscato,che molto ha apprezzato gli anni passati.
Ripasserò le canzoni fondamentali delal festa, fra tutte il Riau Riau, No hay Tregua e El Rey.

E poi una lacrima scenderà nostalgica sul mio viso, perchè, nonostante gli americani e la loro visione fanciullesca e hemingwana della festa, nonostante i turisti, nonostante i tori che scendono ogni anno di livello, nonostante la nostalgia di non esserci quest'anno, alla fine questa festa e questa città avranno per sempre un posto fondamentale nella mia vita e nel mio cuore.

Viva San Fermin e viva Pamplona y los pamploneses!!!!!"


Nella foto sotto: Pietro a 22 ore dalla festa (ben differente dai 100 giorni!...)

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