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giovedì 18 marzo 2010

SALVADOR DALì (1904 / 1989 )

" ¡Oh Salvador Dalí, de voz aceitunada!

No elogio tu imperfecto pincel adolescente
ni tu color que ronda la color de tu tiempo,
pero alabo tus ansias de eterno limitado.

Alma higiénica, vives sobre mármoles nuevos.
Huyes la oscura selva de formas increíbles.
Tu fantasía llega donde llegan tus manos,
y gozas el soneto del mar en tu ventana."


Pezzetto, questo, tratto da " Ode a Salvador Dalì ", opera in versi scritta da Federico Gracìa Lorca. Salvador Dalì il Genio, colui che visse tra le ossessioni, nel turbinio di mille avanguardie che dalla Spagna lo porteranno a Parigi.

Nasce a Figueras (nella provincia catalana di Gerona) l'11 maggio 1904, da una famiglia che per prima farà vivere in lui uno stato d'angoscia che porterà con sè durante tutta la sua vita. Salvador infatti dichiarerà la sua vita un congiunto di tre influenze deleterie, di tre " Salvador " che hanno marchiato la sua esistenza:
1. Salvador il padre, notaio, colui che per primo si oppone alla vocazione artistica del figlio
2. Salvador il fratello, morto a 3 anni, esattamente tre anni prima della nascita di Salvador: sentirà sempre di essere un "corpo doppio", ossia di essere l'ereditario della vita del fratello perso dai genitori in età così giovane (da qui la sua mania dell'immagine doppia, del corpo vuoto -vedi el perro andaluso, ma ne parleremo...)
3. Salvador Gesù Cristo, il cui rapporto è determinante per la sua fede religiosa

L'enfant prodige Dali eccelle nel disegno, ha talento per la pittura, tant'è che la famiglia d'artisti Pichot se ne accorge, così come il pittore tedesco Siegfried Burmann; quest'ultimo infatti regala proprio a Salvador la sua prima opera su tavolozza.

Nel 1921 muore la madre ( "È stata la disgrazia più grande che mi sia capitata nella vita. La adoravo... Non potevo rassegnarmi alla perdita di una persona su cui contavo per rendere invisibili le inevitabili imperfezioni della mia anima." ) e viene ammesso alla Residencia de Estudiantes di Madrid, oltre che all' Accademia d'Arte di S.Fernando (sempre a Madrid) dove stringe amicizia con Federico Garcìa Lorca e il regista Luis Buñuel.
Verrà definitivamente espulso nel 1926 per frequenti discussioni con gli insegnanti, anno in cui tra l'altro incontra Picasso a Parigi.

A Parigi nel 1929 collabora con Buñuel alla regia del film "Un chien andalou" (inserendoci molte tematiche ed ossessioni che si rivedranno anche nei suoi dipinti) ed incontra il mondo dei surrealisti oltre che a Gala, sua futura compagna di vita e musa ispiratrice.
Nel 1934 riscuote un grandissimo successo con la sua mostra personale a New York; nel 1938 partecipa alla mostra internazionale dei surrealisti a Parigi e nell'estate dello stesso anno incontrerà Freud a Londra.

Il 1935 è l'anno di rottura definitiva con i surrealisti: rimarrà a New York con Gala fino al 1948.
Al suo ritorno in Europa Salvador Dali collabora come scenografo con Luchino Visconti e Peter Brook e nel 1951 inaugura con la pubblicazione del "Manifesto mistico" il suo periodo corpuscolare; nell'anno successivo espone a Roma e Venezia mentre il suo genio viene sempre più riconosciuto a livello internazionale, con conferenze e mostre in luoghi autorevoli (non elenco tutte le tappe successive della sua produzione, in ogni sito viene riportata in modo dettagliato e completo.)

Salvador muore il 23 gennaio del 1989 nella torre Galatea a causa di un colpo apoplettico e verrà sepolto nella cripta del Teatro-Museo Dalì a Figueras.
Nel suo testamento lascia allo Stato spagnolo tutte le opere e le sue proprietà.


Aveva molta stima di sè, era orgoglioso tanto da credere di essere l'unico genio a cui potersi ispirare. " Sìn limites ", citazione super-utilizzata in un recentissimo film di cui parlerò (Little ashes, pequenas cenicitas....) .


Forse per questo mi piace da impazzire.

"Every morning when I wake up, I experience an exquisite joy - the joy of being Salvador Dalí - and I ask myself in rapture: What wonderful things this Salvador Dalí is going to accomplish today?"

QUI un sito che riporta tutte le sue opere.

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