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giovedì 25 marzo 2010

San Isidro 2010, la parola a Pietro

Pietro parla riguardo alla feria de San Isidro, la tradizionale festa madrilena che si svolge vari giorni attorno alla metà di maggio e che tocca il culmine nelle manifestazioni taurine.
Sì, Pietro è un esperto in materia (e lo dimostra anche con la domanda che si pone a fine post, a mio avviso molto ragionevole) ... dunque non è strano ritrovarsi a cercare in rete qualche termine da lui citato. Io, al di là della questione corride, amo interessarmi dei toros, delle ganaderìas, della storia di questa amata e contrastata tradizione.
(Josè Tomas, a cui fa riferimento in ultima battuta, è il torero che va per la maggiore attualmente)


" E' da poco uscito il cartel de la feria de san Isidro 2010.
Che dire?Sono rimasto a dir poco esterefatto leggendo i tori e i toreri che quest'anno calcheranno il ruedo di Las Ventas. In un momento in cui bisognava dare un segnale forte, sia agli aficionados che agli antitaurini, l'impresa Taurodelta ci confeziona un programma a dir poco ridicolo, con tori hanno la pericolosità di una farfalla. A gran voce gli aficionados "toristi" di Madrid chiedono da mesi una feria torista, con ganaderias dure, con tori veri, non quei surrogati di encaste Domecq che riempiono il cartel di quest'anno. Lasciamo queste ganaderias alle Ferie balenari, come Lloret de mar, o Malaga. Madrid è il termometro dell'aficion mondiale, dovrebbe dare il buon esempio, e invece...

Conto a malapena 4-5 corride degne di essere chiamate tali, Palha su tutte, per il resto solo tori compiacenti, per far contenti i toreri "figuras", cioè che pretondono di trovarsi davanti bestie praticamente innoque,con corna fragili e a volte addirittura limate. Incredibile non leggere nel cartel ganaderias come Miura, cioè la storia della tauromachia, o Escolar Gil, premiato l'anno scorso dall'associazione El Toro de Madrid con il premio al miglior toro della temporada, oppure La Quinta, o El pilar. E non leggere neanche il nome di Prieto de la Cal, che ci aveva confidato lui stesso che l'impresa madrileña gli aveva opzionato un lotto di novillos appunto per San Isidro. Già negli anni passati vi erano sate avvisaglie simili, a Bilbao, a Pamplona, nella stessa plaza de Madrid, ma qui ormai si è di fronte a una vera parabola discendente della qualità taurina. La scorsa estate abbiamo assistito per intero alla feria de San Fermin a Pamplona, sperando che il fiasco dei tori fosse solo un caso, e invece la mafia taurina stà rovinando anche le piazze più esigenti.

Possibile che gli aficionados, gli ipercritici del tendido 7, non riescano a far valere le loro idee? Possibile che non si possa imparare non dico da Vic o da Ceret, dove si vedono i tori più duri in circolazione, ma almeno da Arles, dove si riescono ad alternare ottime ganaderias con altre molto più facili dove i toreri famosi rischiamano pubblico e soldi?

Ma la domanda finale tristissima ma doverosa è : se è questo l'andazzo generale, avere in tutte le plazas mezzi tori, non avranno ragione gli antitaurini che chiedono a gran voce l'abolizione della corrida???

Bisognerebbe far capire a chi manovra il mondo taurino che non si può vivere sull'eco di Josè Tomas ancora per molto... "

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