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giovedì 29 aprile 2010

La Spagna preoccupa gli investitori europei

L’economia spagnola fatica a uscire dalla recessione in cui è piombata nel 2008. Generalmente viene sostenuta la condizione migliore di Spagna e Portogallo rispetto alla Grecia ma, secondo gli analisti di Ubs, la realtà è molto diversa: il debito dei Governi di questi ultimi due è decisamente inferiore a quello del Governo greco (61% del Pil in Spagna, 85% in Portogallo e 125% in Grecia), ma dati relativi alle banche affermano quanto sia alto l'indebitamento di famiglie, imprese, servizi pubblici.
A leggere i quotidiani, i debiti sono raddoppiati per famiglie e aziende negli ultimi dieci anni (rispettivamente all'89% e al 150% del Pil) ; in tre anni la disoccupazione in Spagna è tornata ai valori record di 15 anni fa, vicina al 20%; il debito pubblico resta di gran lunga sotto la media europea (53,2%) ma il sistema bancario mostra pesanti deficienze.

Riprendendo la citazione da CoseIberiche.it: "Proprio oggi, il premier Zapatero, durante la sessione di controllo dell’esecutivo da parte del Congresso, aveva parlato di indizi di miglioramento dell’economia, basandosi sugli aumenti del consumo di energia, sulla crescita della vendita delle auto e sull’aumento delle entrate dello Stato. Di contro, il leader del Partido Popular, Mariano Rajoy, ha accusato il governo di aver perso ogni credibilità, definendo una catastrofe la sua azione di fronte alla crisi."

Anche se l'attenzione è puntata sulla Grecia, la questione più allarmante adesso riguarda il rischio di contagio ad altri Paesi, dopo che S&P ( Standard & Poor's ) ha deciso di abbassare da AA+ ad AA il rating sul debito sovrano spagnolo e portoghese (rating è il rischio che un emittente di debito non abbia la capacità economica o la volontà politica di effettuare completi e puntuali pagamenti della quota principale e degli interessi durante il periodo di validità delle obbligazioni emesse) .

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