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lunedì 12 aprile 2010

Riassunto veloce autori di fine secolo spagnolo / Azorìn

Azorìn [Josè Martinez Ruiz] (1873) nasce a Monovàr, Alicante ed è uno dei rappresentanti della Generaciòn del '98. I suoi inizi letterari sono marcati da una sensibilità di carattere anarchiesta e i suoi primi titoli rispondevano a questa ideologia: Notas sociales (1896), Pecuchet demagogo (1898).

Nell'ultima decada di fine secolo viaggia incessantemente attraverso le terre della meseta castellana, con il proposito di conoscere meglio la sua gente, di venire in contatto anche con la loro miseria.
Una prima trilogia narratica è comporta dai volumi La voluntad (1902), Antonio Azorín (1903) e Las confesiones de un pequeño filósofo (1904), dove viene descritto un cambiamento personale che lo porterà poi ad adottare ideologie di tipo conservatore contrarie alle precedenti. Come Baroja, è rappresentante della corrente impressionista e proprio ad Azorìn va il merito di aver creato una sorta di "anti-novela" : la sua prosa dimostra una straordinaria attenzione per l'oggetto nei suoi minimi dettagli, l'esposizione è chiara e precisa, le frasi breve e ricche lessicalmente. L'esagerata concentrazione per il dettaglio, per i mille oggetti e per le mille situazioni (esiste solo l'eternità del tempo, tutto si ripete senza sosta) fanno perdere ad Azorìn quella che vuol essere l'organicità della novela, dunque il filo logico ad unire gli episodi e la compattezza dei temi. Tecnica impressionista dunque, che aspira a sottolineare l'essenza delle cose attraverso delicate espressioni poetiche. Opere di questo periodo: Los pueblos (1905), La ruta de Don Quijote (1905), Castilla (1912), Clásicos y modernos (1913), Al margen de los clásicos (1915) e Una hora de España (1924).

Scrisse importanti opere teatrali ma a mio avviso la più importante è quella del '27, "Brandy, mucho brandy" , emblema del teatro surrealista che in Spagna fa scalpore: la Spagna guardò sempre con atteggiamento guardingo i movimenti d'avanguardia francesi, e il surrealismo non era mai stato accettato come movimento entrato ufficialmente in spagna. Azorìn invece lo porta direttamente in teatro mediante quest'opera.

In Memorias inmemoriables (1940)sono raccolte tutte le sue più importanti memorie di vita.

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