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domenica 23 maggio 2010

24/25 maggio: festa gitana

Questo è il mese dei gitani.

Vi riporto un breve articolo descrittivo riguardo al clima di festa che tra domani e lunedì imperverserà tra le vie e le piazze di Saintes Maries de la Mer.

"Alla fine di maggio Saintes-Maries-de-la-Mer ospita la festa di tutti i gitani, che giungono qui da ogni angolo d'Europa per onorare la loro protettrice, santa Sara, con celebrazioni che durano tre giorni e che coinvolgono anche le migliaia di turisti che vi vengono per l'occasione. Qui sono conservate in una cripta i resti di quelle che i gitani credono essere Sara, Maria di Betania e Maria Salomé, fuggite dalla Terrasanta su un barchino. Nei giorni della festa balli, canti, spettacoli, fuochi, giochi animano il villaggio grazie alla gioia di vivere dei gitani nei loro costumi tradizionali.

La mattina del 24, una messa celebra l’apertura del pellegrinaggio. Già da giorni gli zingari sono presenti. Nel pomeriggio ha luogo la ceremonia detta la “discesa delle teche”. La teche con le reliquie delle Sante vengono calate dalla cappella San Michele o “Cappella Alta”, mediante un argano, con canti ed ovazioni fino a quando sono immobili. Nella chiesa, l’emozione è intensissima, non di rado si vedono occhi brillanti di lacrime. Giunge quindi il momento tanto atteso: Sara, portata da quattro zingari, è condotta fino al mare. La fragile statua coperta di numerosi mentelli di luscente stoffa, dorata e ricamata, dai quali emerge il dolce viso scuro, esce lentamente dalla chiesa scortata dai butteri e dalle belle dame di Arles. La gente tende le mani per toccare i mantelli, manda baci, i bambini vengono sollevati per essere posti sotto la protezione di “Sara la Kali”. Gli zingari cantano, pregano ed acclamano la loro Santa Protettrice e gridano “Evviva Santa Sara”. La folla numerosa si mescola agli zingari e alla gente del posto.

Sara viene cosi scortata fino al mare, i portatori, entrano in acqua fino alla vita. Poi lentamente, sempre sotto le acclamazione ed i canti, Sara viene ricondotta alla cripta.La chiesa è piena e spesso l’emozione dovuta all’intensità delle preghiere si allarga ai turisti che, per un attimo, tralasciano la macchina fotografica e alzano le braccia per invocare, assieme agli zingari, la protezione di Santa Sara. La sera, dopo cena, la veglia in preghiera e la messa riuniscono di nuovo i pelligrini nella chiesa. Gli zigari vengono in famiglia, i bimbi piccoli si addormentano nelle braccia dei genitori, ci si alza per cedere il posto agli anziani e, con gaio movimento di andirivieni , si entra e si esce dalla chiesa senza che il fervore delle preghiere se ne trovi disturbato. Il giorno dopo, 25 maggio, la messa solenne delle Sante Marie Jacoba e Salomé è seguita dalla processione. Nella loro barca, le Sante vengono a loro volta condotte fino al mare per simboleggiare il loro arrivo sulla terra di Camargue. Scortate dai butteri e dalle dame di Arles , le Sante lasciano la chiesa nel fragile scafo portato quattro uomini, circondate e seguite dai pellegrini.

Gli zingari, meno numerosi che alla processione di Sara, sono ancora assai presenti. Le acclamazioni, i canti e le preghiere segnano la strada. Sotto le grida tante volte ripetute di “Evviva le Sante Marie”, l’imbarcazione avanza nel mare. Poi le Sante Marie Jacoba e Salomé ritornano nella chiesa, la folla è fittissima e l’intensita delle preghiere è sempre tanto commovente. A sera, per la seconda volta la veglia di preghiere nella chiesa sarà l’ appuntamento.

Sul sagrato e nelle vie, si canta e si balla a gruppetti. Il terzo giorno è dedicato alla memoria del Marchese de Baroncelli e all'abrivado, in cui il toro condotto dai butteri a cavallo viene deviato dalla propria strada dalla folla e “bandido” sul cammino del ritorno.

Nelle arene cittadine, si alternano i giochi dei butteri, dei tori e le danze."


(www.costaazzurrapocket.com)


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