Cerca nel blog

venerdì 7 maggio 2010

In uscita il 14 maggio: "Manolete, fra mito e passione"

Dopo una lunga storia tormentata, questo film arriva anche nelle sale italiane.
Storia tormentata in quanto l'uscita si è fatta aspettare, essendo il film stato girato nel 2006. Il problema principale sembra essere stata la postproduzione lunga e molto costosa, soprattutto per le scene di tauromachia, ricreate al computer.

Il regista di "Manolete, tra mito e passione" è Menno Meyjes e gli attori principali che si sono pure presi l'oscar sono Adrien Brody (pare la copia di Manolete) e Penelope Cruz, nei panni dell’attrice amata dal torero, Lupe Sino.
Manuel Rodríguez, meglio conosciuto come "Manolete", è un famosissimo torero. E' un uomo timido, austero, di poche parole e dall'aspetto desolatamente triste; durante la stagione delle corride Manolete viaggia costantemente, passando di arena in arena. Lupe Sino, invece, è una donna bellissima, schietta, orgogliosa, sensibile e con un passato turbolento alle spalle. Prima che si innamorasse di lei, il torero aveva un solo obbiettivo: diventare famoso. Grazie a Lupe, Manolete sembra aver trovato un nuovo scopo nella vita, ma un'ombra incombe sui due amanti. Manolete è innamorato della morte mentre Lupe è innamorata della vita. Lupe insegna al matador ad amare la vita e, allo stesso tempo, a temere la morte.

«Il progetto del film è nato dieci anni fa, quando Menno e il produttore Tarak Ben Ammar mi hanno fatto vedere delle immagini di Manolete nell’arena – ha spiegato Brody nelle interviste per il film -. È un uomo innamorato della morte che perde la testa per una donna che ama la vita». Il film parte dell’ultimo giorno di vita del torero, il 28 agosto 1947, iniziato con un drammatico faccia a faccia con la fidanzata Lupe e si torna poi a 18 mesi prima quando i due si erano incontrati. Un rapporto tanto appassionato quanto osteggiato dai sostenitori del torero, che giudicava la ragazza inadatta a lui, perchè troppo indipendente e libera. Manolete, elegante e implacabile nello scontro con i tori (in carriera pare ne abbia uccisi più di 1000), quanto riservato e timido nella vita, era sceso per la prima volta nell’arena a 13 anni.

Lupe, ribelle, indomabile, e con simpatie di sinistra, in una Spagna dominata dalla figura del generalissimo Franco, fa scoprire al toreador la voglia di vivere e di trovare la felicità anche al di là della gloria delle corride, ma il pubblico che adora Manolete (alla sua morte Francisco Franco ordina tre giorni di lutto nazionale) non perdona tradimenti.



«Manolete era un uomo che affrontava la morte, la dispensava tutti i giorni e aveva la grande responsabilità di rappresentare il suo Paese. Aveva sulla sue spalle una grande pressione, dover incarnare l’immagine di forza che la Spagna e il mondo volevano trasmettesse» spiega Brody. Per essere credibile come torero, l’attore è andato a vivere in una fattoria fuori Siviglia per sei settimane, dove si è allenato tutti i giorni, fra gli altri, con il famoso torero Cayetano Rivera Ordonez: «È stato di grande ispirazione per me».


Fonti riviste: Bologna tg24, corriere della sera

Nessun commento:

Posta un commento