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lunedì 31 maggio 2010

Surrealismo spagnolo? (secondo Vittorio Bodini) - parte 2

(continuando con il riassunto dell'articolo)

D'ogni modo, nel 1927 Azorìn mette in scena a Madrid lo spettacolo teatrale " Brandy, mucho brandy " , primo vero esempio di teatro surrealista che andrà a sconvolgere totalmente le polemiche e le opinioni pubbliche. Azorìn, come prefazione ad un suo romanzo successivo, afferma che il " superrealismo " è una parola che va utilizzata sia come concetto francese di scatenamento del subcosciente che in quello più logico e diretto di una realtà al di sopra di quella terrena (la realtà cioè del mondo interiore) . Sulla stessa linea, da Parigi arriva El perro andaluso firmato Bunuel.

Cosa stava alla base del " surrealismo " presente nella Generazione del '27?
Naturalmente, la riscoperta di Gòngora. Sappiamo che fu un poeta del Siglo de oro che venne accantonato per trecento anni, a causa dell'oscurità del suo linguaggio (utilizzava molto la metafora, la soppressione di passaggi intermedi al discorso con l'ellissi e l'esagerazione e l'intensificazione dei termini tramite l'iperbole) , della difficoltà ermetica dei suoi versi, nonostante i contenuti di ogni opera fossero un apporto culturale enorme (neologismi greci, latini,... mitologia)
La poesia gongorina viene liberata in modo alquanto bizzarro.
Sapete come?
Ruben Darìo sbarca in Spagna, incontra Verlaine. Parlando, Verlaine se ne esce con un verso di Gòngora: " A BATALLAS DE AMOR CAMPOS DE PLUMAS " . Darìo, immagato ed incredulo che avesse citato proprio quel poeta "emarginato", torna a Madrid riportando questa nuova curiosità per Gòngora.
Nel 1927 Gerardo Diego decide di organizzare una messa funeraria in onore di Luìs de Gòngora y Argote, in occasione del tricentenario della morte: presenti alla cerimonia erano tutti i poeti della Generacion de la amistad, in prima fila, garofano rosso nel taschino, nella Chiesa di S. Barbara a Madrid.



Sempre nel '27, Federico interverrà in una conferenza sull'immagine poetica in Gòngora: definirà il poeta " professore dei cinque sensi " .

Conclude Bodini definendo caratteri e tecniche del surrealismo spagnolo.

Gherard Mercator afferma che gli spagnoli hanno
1. una FELIX NATURA
2. una INFELIX CULTURA

Ci troviamo dinanzi alla fortuna del surrealismo spagnolo, tra il '26 e il '36: opere di assoluta carenza teorica e ideologica, con grande mancanza di consapevolezza e presa di posizione. Tuttavia il surrealismo ottenuto eccelle talmente tanto da fare invidia ai francesi.

Agli spagnoli non manca la volontà di cambiare il mondo, ma questa volontà non è esplicita, nè cosciente; mancano ad ogni minima preoccupazione, la loro poesia è intenta al puro ascolto della voce interiore. La scrittura è automatica e dettata dall'assoluto automatismo psichico: il poeta si limita a trascegliere il suo materiale irrazionale senza curarsi di renderlo coerente.

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