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lunedì 7 giugno 2010

Gonzalo de Berceo - Milagros de Nuestra Señora

Gonzalo de Berceo fu il primo poeta conosciuto della letteratura spagnola e uno dei rappresentanti più genuini del mestiere di chierico.
Nato ne La Rioja attorno al 1100 d.C., viene educato nel monastero di San Millàn de la Cogolla e per incarico dei frati, si dedica quasi totalmente alla traduzone dal latino al dialetto romanzo la vita di San Millàn e di altri santi, per doffondere l'immagine del suo monastero e che fosse da stimolo per pellegrinaggi e donazioni.


Riorganizza in modo personale e originale le fonti latine, gestisce con maestria la Cuaderna V¡a [è una strofa di quattro versi di quattordici sillabe (alessandrini) con una sola rima comune a tutti (AAAA) ] e utilizza tecniche letterarie raccomandate dai retorici medievali: metaforea, similitudine e anafora. Le sue opere sono anche piacevoli per questo aspetto popolare, che si manifesta nell'incorporazione del lessico, espressioni e ritornelli tipici della parlata popolare, per farsi capire prima. Berceo cerca di avvicinarsi alla gente comune tramite la benevolenza, arrivando persino a confessare la sua ignoranza del latino o chiedere in premio al suo lavoro un vaso de bon vino :-)

Los Milagros de Nuestra Señora, l'ultima e migliore delle tre opere mariane di Gonzalo de Berceo (Loores de Nuestra Señora; Planto o Duelo que fizo la Virgen el dìa de la Passiòn de su Fijo Jesu Christo) sono una raccolta di venticinque narrazioni di fatti prodigiosi grazie all'intercessione di Maria. La vergine aiuta anche i peccatori che, a lei devoti, benedicono il suo nome e lo ripetono nelle preghiere; l'opera è preceduta da un'introduzione allegorica, nella quale il poeta si presenta come pellegrino che si riposa in un bellissimo prato.

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