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venerdì 4 giugno 2010

Llanto

Lo so che questo blog parla un pò troppo di Lorca.
Eppure non riesco, non posso farne a meno.

Sapete già che Federico ha dedicato uno " Llanto " ad un grande amico torero, Ignacio Sànchez Mejìas, morto in arena a Madrid il 13 agosto del 1934.

Questa volta però voglio essere io a piangere Federico (con una stupida poesia, scritta neanche ricordo quando)



TU LLANTO


“ … Cuando el sudor de nieve fue llegando a las cinco de la tarde, cuando la plaza se cubrió de yodo a las cinco de la tarde, la muerte puso huevos en la herida a las cinco de la tarde. A las cinco de la tarde. A las cinco en punto de la tarde…”



( “La cogida y la muerte”; Compianto a Ignacio Sànchez Mejias )




E il toro,
e il sangue, e
la tua mano di giglio
che alla vita
tende. E
il bianco di
un’arena,
un riscuotere
di morte, e
il torero di classe
nella visione di un
caldo che
trema. Toro,
solleva
la sabbia ardente,
avvolgi Ignacio
tra corse violente.
E il sangue e lui
a terra, aborre
la morte e
il tuo sguardo
di pena.

E il colpo
cruento a volere
un Ignacio
spento, verrà
coperto dal
panno rosso
mosso dal
freddo vento.
Una giravolta e
tra il bianco dell’arena
e il nero
e il dorato
della tua veste, si
tingono gli occhi
della bestia brutale,

sono fuochi..

non è Federico che
invochi. Mille
lumi accesi attorno
alla stella
gitana, rossa di
coraggio e virtù,
valente gioventù.
Mille calici di
lacrime sul volto
pallido
del Poeta che lì
si ferma in
compianto; l’alba
non romperà quei
calici di pianto!
Il sangue, la
morte e
lo sguardo fermo,
una distesa
d’ulivi desolata,
desolata visione
sul petto
del matador

e la luna imbronciata.

Olivastra è la tua pelle,
rosso il tuo
cuore.

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