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martedì 10 agosto 2010

Valencia, due parole veloci post - viaggio

Posso serenamente dire che il mio soggiorno a Valencia ha superato di gran lunga le mie aspettative.

La città è un concentrato di forme architettoniche, vecchie e nuove, e che non contrastano tra di loro: lo storico Mercado Central, la Lonja ( Patrimonio culturale dell'Unesco) , la Catedral, la Basilica de la Virgen de los Desamparados (quest'ultima tanto importante da essere stata inserita nell'elenco delle "sante vergini" nelle litanie religiose di Spagna; si da il caso che la basilica stessa venne costruita sullo stesso luogo in cui il primo " desamparado " , un bimbo orfano e senzatetto, venne preso in cura da due parroci valenciani e che, con lo scopo di potergli dare riparo, essi edificarono il primo rifugio per persone in tali situazioni. A questo episodio ne successero molti altri, ed è per questo che la Virgen de los Desamparados, sinonimo di missione, di impegno concreto, di attenzione ai poveri, viene oggi riconosciuta come una delle maggiori figure mariane della chiesa spagnola) . Come non nominare il Santo Grial e la grande figura di San Vicente Ferrer, martire protettore della città (qualcuno addirittura lo ritiene santo di Spagna al posto di Santiago matamoros) del quale si presume essere il braccio mozzato contenuto in una teca nella Basilica: egli predicò molto in spagna e in francia, lasciando ai posteri un grande esempio di frate carismatico e forte. Paulino, la guida che ho accompagnato durante l'escursione di mezza giornata nel centro storico della bella città, ci raccontava un aneddoto simpatico su Vicente Ferrer: quando un marito o una moglie si lamentavano perchè tra di loro non c'era comunicazione, perchè non riuscivano a trovare un accordo e vivere così in serenità, lui rispondeva dando un'ampolla d'acqua santa alla moglie. " Lascia che tuo marito si sfoghi e parli e predichi quanto vuole, e mentre fa questo ungiti la bocca d'acqua santa e rimani in silenzio. Quando avrà finito toccherà a te parlare, e allora sarà il momento in cui devi pretendere che sia lui a rimanere in silenzio, bagnatosi anch'esso le labbra con dell'acqua santa!"
La predicazione di San Vicente costituì una grande prova nei dibattiti e negli studi sulla lingua catalana e valenciana. Molte ipotesi sostengono che all'arrivo di Jaime II (re aragonese che scacciò gli arabi, il nome Valencia prende proprio dall'aggettivo " valente " - il coraggioso, la coraggiosa) in terra valenciana (1238 dc. se non erro) , gli abitanti del posto non sapevano assolutamente articolare le parole, erano per così dire " incivilizzati " . Invece altre ipotesi sostengono che i valenciani sapessero già la lingua catalana, quella stessa lingua che veniva parlata nella provenza, nella spagna orientale, in parte della corsica, nella costa occidentale italiana (teorìa occitanista) : non per niente quando san Vicente Ferrer si spinse in provenza per esporre i suoi punti religiosi, padrone solo della propria lingua catalana, i provenzani furono stupiti per aver potuto capire tutto ciò che il martire diceva. La lingua era la stessa, ai valenciani nessuno insegnerà come parlare.

Il nome di Santiago Calatrava è forgiato nella città di Valencia, tutti noi abbiamo presente la Ciudad de las Artes y de las Ciencias. Un complesso ultra-moderno e piacevolissimo da vedere, per passeggiarci attorno e lasciarsi incantare da tanta modernità che non riesce a stonare in una città tanto storica. Il museo delle scienze, l'emisferico, l'oceanografico, le proiezioni documentarie,... vale la pena soffermarsi lì e approfondire la conoscenza di ogni singolo edificio. Comunque, preferisco sempre altre tipologie di paesaggio: Puig, la cittadina antica a 30 minuti di treno da Valencia, dove ho potuto assistere ad una simpatica ruta teatralizada; Alboraya, che avrei tanto voluto vedere, patria dell'horchata, la tipica bevanda valenciana che tanti traducono erroneamente con " orzata ". L'horchata è un latte vegetale che si ottiene a partire dalla chufa (hanno la forma dell'uvetta passa, ma hanno gusto di arachide... ma neanche, hanno un gusto tutto particolare, per questo sono irriproducibili in qualche altra parte d'europa. furono gli arabi ad introdurla in Valencia, in Alboraya per l'appunto, per la terra particolarmente sabbiosa e salata, attorno al 700) , acqua e zucchero. E' un prodotto 100% vegetale, dunque contiene anche molte proprietà antiossidanti e proteiche. Valencia è coperta dei famosissimi carritos " mòn orxata " , i veri produttori di horchata, che te la vendono a 2 euro al bicchiere: abbastanza sì, ma è talmente buona... i valenciani dicono che basta un bicchiere della dolce bevanda per farti sentire sazio e per far scomparire la fame. Beh, è vero! è nutriente più del latte, e si sente! Cosa andrebbe mangiato assieme? I fartons, dolci con la pasta di bollos, di brioche per intendersi, che hanno una fine glassa zuccherata sopra. La fine del mondo,... così come gli aranci, gli uliveti, il riso, la paella, il loro cibo leggero e mediterraneo.
Ricordiamoci comunque che Valencia è una città, ma la Comundidad Valenciana è un'altra. Che esistono anche le provincie di Castellòn e di Alicante, che andrebbero visitate tutte per poter dire di conoscere davvero la regione (due settimane sono state molto poche, considerando che ero impegnata tutto il giorno e che solo nel fine settimane ho potuto " esplorare " un pò la città y alrededores)

Conclusione " panoramica " (approfondirò altre mille cose non appena avrò un attimo di tempo per poterlo fare...) delle mie impressioni su Valencia: mi piace, pulitissima e molto vivibile (efficienti i bus, anche i metro, nonostante abbia avuto la sorpresa l'ultimo giorno mentre raggiungevo l'aeroporto... sigh) ma preferisco la Castilla. Sono sempre di più per la Spagna " verace " del centro, del sud, (anche se vi sono tutte le eccezioni e distinzioni) e non finirò mai di dirlo.

Qua e là vi ho postato delle foto fatte durante la trasferta.
:-)

http://www.youtube.com/watch?v=IbHBBHSOlb0&feature=related (un video breve, molto carino)

2 commenti:

  1. HO CONOSCIUTO Valenccia ventisei anni fa me ne sono innamorato subito, da cualche anno sono ciudano de Valencia.

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  2. ...anonimo, hai fatto bene! :-)

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