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venerdì 17 settembre 2010

Buen cumple, Mexico!


Centinaia di migliaia di persone hanno invaso le strade di Città del Messico in occasione dei festeggiamenti per i 200 anni di indipendenza del paese.

Al grido di "Viva Mexico" hanno danzato lungo una sfilata di carri allegorici con serpenti giganti, cactus e guerrieri incas, assistendo ai numerosi concerti fino a tarda notte. La zona più importante della città per la festa sono state la gigantesca piazza dello Zocalo e la Avenida Reforma, dove sono sfilati carri e figure allegoriche che ricordavano la storia del Messico. La sfilata è stata trasmessa anche su 45 megaschermi appena fuori dal centro. Nelle strade sono stati allestiti palchi dove, nei prossimi giorni, si svolgeranno concerti e rappresentazioni.



Il presidente Calderon ha suonato la campana originale utilizzata per celebrare l'indipendenza dalla Spagna nel 1810, suonata da padre Miguel Hidalgo sul balcone che domina la piazza Zocalo. Al grido "Lunga vita all'indipendenza, lunga vita al bicentenario, lunga vita al Messico!" la folla ha risposto con grida di gioia e fuochi d'artificio.

giovedì 16 settembre 2010

Celedon hay una casa nueva con ventana y balcon!

Lascio la parola a Pietro per un altro dei suoi interessanti post (il blog ringrazia, visto che d'estate vado in villeggiatura io e con me la mia voglia di seguire blog e spazi virtuali :-) )

" Come sempre a fine estate si fa un resoconto delle vacanze, quasi dandogli un giudizio come a scuola e, passate alcune settimane, quando i ricordi vengono a meno, si ripercorrono quei momenti indimenticabili, quei singoli episodi che volente o nolente ci rimangono impressi per molto tempo. Riguardo a quest'estate, uno dei ricordi migliori e più emozionanti l'ho avuto alle ore 18 del 4 agosto....

Località Vitoria, Plaza de la Virgen Blanca.

In questa piazza, situata nel centro di Vitoria, sovrastata dalla statua della Virgen Blanca, il 4 agosto alle ore 18 in punto iniziò la Fiesta de Vitoria, prima in ordine temporale (e a nostro avviso anche di importanza) delle feste che segnano il calendario agostiano dell'Euskadi. Ho già avuto modo di assistere a tre chupinazos in Pamplona, cioè al momento in cui un razzo annunciatore della festa viene lanciato dal municipio pamplonese.

Gia conscio di quello che mi aspettava dopo una mattinata turistica in quel di Bilbao, mi sono preparato a suon di tapas e cervezas (in tutta sincerità poche tapas e molta ma molta birra) all'ora X. Pian piano, dalle 3 del pomeriggio, la piazza ha iniziato a cambiar volto, migliaia di giovani (dai giornali alla fine eravamo circa 40000...) iniziavano ad affollare la piazza carichi di bevande e con il classico cappello arancione in testa, donato da una compagnia telefonica all'ingresso della piazza.
Trovato il mio posto ideale, vicino ad un bar ma con una visuale che non potesse precludermi la vista sulla balconata dove è posta la statua della Blanca, ho avuto modo di assaporare nel giusto modo l'attesa, fino al momento in cui le campane seguite da un razzo hanno segnato l'inizio del delirio. Alcol in aria a volontà, migliaia di sigari accesi all'unisono, baci e abbracci amichevoli hanno accompagnato questi secondi, mentre dal campanile della chiesa iniziava la discesa di un fantoccio raffigurante El Celedon,personaggio con camicia a quadri, basco in testa e scarpe di tela con le stringhe legate fin oal ginocchio. Questo personaggio riprende un vecchio campagnolo, anzi molti vecchi campagnoli, che a inizio 1800 solevano scendere dalle campagne in Vitoria per il mercato settimanale, con il loro abbigliamento caratteristico, e che finivano sempre in un bar a ubriacarsi "sperperando" i loro pochi denari così anzichè usarli per la spesa.






Lungo la sua fune, questo fantoccio passa sopra a tutti noi accompagnato dal canto Celedon hay una casa nueva Celedon con ventana y balcon,visto che la sua corsa finisce nella parte opposta della piazza, in una finestra dove scompare dietro una tenda per riapparire dopo alcuni secondi in carne e ossa. Questa tradizione inizia nel 1957 e da allora 4 sono i Celedon veri che si sono succeduti in questi anni.

Oggi il personaggio risponde al nome di Gorka Ortiz de Urbina, giovane Vitoriano alla sua decima esperienza in queste vesti.
Con una nutrita schiera di aiutanti, apre il suo paragua e accende il suo sigaro e a forza di spintoni ripercorre il percorso a ritroso verso la base della chiesa dove arriva, al suono della canzone cantata precedentemente, alternata con l'inno dell'Alaves (la provincia dove è situata Vitoria) e finendo il suo discorso con un Gora Euskadi Gora Gasteiz che ci fa ricordare in che regione siamo.

Fortuna vuole che il giorno dopo, vagando in piena notte per le vie di Vitoria, ho avuto modo di incontrare tale ragazzo e di scattarci alcune foto. Molto disponibile, sorpreso dal fatto che un italiano conoscesse la sua storia e lo riconoscesse, ha trascorso alcuni minuti a parlarci del suo ruolo istituzionale, dopo essere portato via a forza da alcune ragazze sicuramente più avvenenti di me che volevano assolutamente bere qualcosa insieme a lui.

Le notti e i giorni di festa sono trascorsi molto velocemente; quel 4 agosto alle 18 rimane un ricordo indelebile, come spero rimarrà nei ricordi il prossimo 6 luglio alle 12.... "