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sabato 29 gennaio 2011

Joaquin Cortès, flameante

(traduzione dal sito ufficiale di Joaquin Cortès)

Nasce a Còrdoba il 22 febbraio del '69 ( cavolo, ha già 42 anni! ) da una famiglia gitana. A 12 anni và a Madrid, più precisamente al barrio de Lavapiès (vi ricordate che quartiere è, di Madrid? è il quartiere " multiculturale " , una volta abitato dagli ebrei; il nome infatti deve all'antica fonte di Lavapiès, fondamentale per lavarsi i piedi prima di accedere ai luoghi di culto) , e si avvicina così alla danza. A 15 anni viene ammesso al Ballet Nacional de España e in poco tempo riesce a diventare ballerino solista: con questa compagnia viaggia per molte città del mondo, ballando nei teatri più importanti, a New York piuttosto che a Mosca.

Dopo l'esperienza al Ballet Nacional comincia la sua proficua carriera ballando assieme a conosciute personalità del mondo artistico della danza; balla anche al Festival Flamenco de Verano a Tokio e in varie rappresentazioni, come il Don Quijote della compagnia Carreño di Caracas e crea addirittura la coreografia della Carmen per l'Arena di Verona.

Nel 1992 crea la sua propria compagnia " Joaquìn Cortès Ballet Flamenco " . La prima produzione di questa compagnia, Cibayì, si presenta in quasi tutto il mondo. In questo stesso anno lavora per i Mecano (què guay!!) montando loro la coreografia di " una rosa es una rosa " per l'Aidalai Tour (appare anche nello stesso videoclip, ballando in coppia con Ana Torroja) .
Il suo secondo spettacolo, " Pasiòn Gitana ", ha il suo debutto nel 1995 a Madrid e proprio Giorgio Armani si occupò dei costumi. Più di un milione di spettatori assistono all'opera, in tutto il mondo.






Debutta al cinema con il film " La flor de mi secreto " di Pedro Almodòvar (parte magra, a mio avviso..) e partecipa poi a " Flamenco ", il film di Carlos Saura.
Si trasferisce a New York intorno al 1999 e comincia la sua collaborazione con la coreografa Debbie Allen (con lei partecipa alla consegna degli Oscar di quello stesso anno)
Ritorna in Spagna, invitato a partecipare all'apertura dei Mondiali di Atletica di Siviglia. In ottobre crea un nuovo spettacolo " Soul ", con debutto a Barcellona.

Nel 2000 partecipa al film " Gitano ", questa volta come protagonista. Partecipa all'apertura del Festival de Viña del Mar 2001 ( Chile ). Crea la produzione " Pura pasiòn " e pochi giorni dopo a Barcellona debutta con lo spettacolo " Live " . Partecipa anche all'inizio del tour di Jennifer Lòpez a Puerto Rico, e balla con Alicia Keys in " Fallin ", ai Grammys del 2001.
Nel 2006 esce " Mi soledad ", spettacolo che lo porta in tour per tutto il mondo. Nel 2007 partecipa alla cerimonia delle Nuove sette meraviglie del mondo, assieme a Josè Carreras y Dulce Pontes a Lisbona.


ps. leggo che stasera, verso mezzanotte, è ospite da Chiambretti.
A buon intenditor ... :-) !

sabato 15 gennaio 2011

Yerma - la tragedia

El soplo de la vida.
Veinte años, que verdaderamente no es nada.

Quanti anni aveva, Yerma, per essere stata così sicura di ciò che voleva?
Che sicurezze l'hanno portata a compiere una follia simile?


Chi è Yerma?
Oramai sarete stanchi di sentirla nominare, o almeno ne sono convinta io, che spesso mi ritrovo a rileggerne il dramma o spezzoni di questo, nella mia Obra poetica integrale di F. G. Lorca (che strano, eh?) :-)


Leggendo Yerma avverto il respiro dell'Andalucìa, respiro che sa di terra, di valori, sa di morte, sa di passione. Sa di ... tradizione. Sa di " non bere dall'acqua del pozzo, per paura che questa sia avvelenata ". Sa di feconditá... il tema centrale di quest'opera teatrale-popolare che sviluppa una tragedia d'ambiente rurale. Mi incantano la struttura e le immagini di questo dramma, per l'intarsio che Lorca dà ai dettagli, ai simboli. Vediamone assieme qualcuno:
- i soliti riferimenti all'acqua, della pioggia o della fonte, che rappresentano la feconditá
- l'acqua corrente e il latte, che sono la speranza di una donna nel poter essere incinta
- i fiori (rosa in particolare) , l'allegria prima della maternità
- al contrario la roccia, la siccità, la sabbia, le ombre.. simbolizzano la sterilità, così come il muro che costituisce un ulteriore impedimento

Tornando alla trama, in sunto possiamo dire che Yerma è la storia di una giovane contadina, frustrata per non poter avere figli con suo marito, Juan. Centrale è questo conflitto interno di una donna sposata, che mira ad essere una donna completa soltanto nel concepimento di un figlio, che tenta di avere, infruttuosamente.
La tragedia di Yerma è annunciata dal suo stesso nome (yerma, arida come la sua terra andalusa) e materializzata nella possibile sterilità di Juan, che non può nè vuole avere un figlio: la tragedia sbocca nell'omicidio di Juan per mano di Yerma, accecata dalla rabbia per l'impotenza del marito.
Meraviglioso è notare come la risposta di Yerma a tale destino sia allo stesso tempo radicale e tradizionalista. Attraverso un gesto radicale si libera dalla sterilità di Juan, sebbene non sia la sua intima tragedia personale; d'altra parte, vi è la sua grande determinazione nell'uccidere colui che non partecipa al suo desiderio di ricoprire un ruolo praticamente imposto dalla società del suo tempo, essere madre. Vuole essere madre come tutte le donne che hanno a che fare con lei ogni giorno.

Voy a descansar sin despertarme sobresaltada, para ver si la sangre me anuncia otra sangre nueva.

Con el cuerpo seco para siempre.

¿Qué queréis saber?
No os acerquéis, porque he matado a mi hijo,

¡yo misma he matado a mi hijo!

(parole di Yerma prima della chiusura del terzo ed ultimo atto)



Sogno di vedere rappresentato il dramma a teatro.
Quanti anni ha voluto, Lorca, dare a Yerma?
...probabilmente quei pochi che bastano per percepire che es un soplo la vida.

Però non troppi per rendersi conto che veinte años no es verdaderamente nada.



giovedì 6 gennaio 2011

Pensieri immortalati al minuto e mezzo


Probabilmente a Granada oggi c'era il sole.

Gli olivi cantavano rispettosamente la melodia cauta del silenzio, fitto fitto denso denso pesante giù per una spianata secca dall'odore dell'olio.

Voglio fare un bagno nell'olio, voglio rincorrere Pepe el Romano e fermare Adela. Adela non doveva uccidersi per amore, il suo corpo freddo non doveva subire la pesantezza di un altro " silenzio ".
Quello della spianata d'olivi, forse quella attorno al Guadalquivir, che per l'ultima volta vide el Camborio, gitano della dinastia degna d'onore.

...mentre scrivo, la notte a Sevilla cerca pianure verdi sulle quali potersi inginocchiare. Difatti sta passando San Gabriel, figlio della luna! Anunciaciòn de los Reyes lo aspetta coronata di garofani rossi, e Lui santo virile con passo di torero è in procinto di annunciar novella. Andalucìa terra di vita. De milagros.




Nei sogni, sogno Gerald. La Sierra Nevada e l'Inghilterra... stanco della convenzione inglese, della distruzione post-guerra, scende verso Granada, lui scrittore freddo e contenuto. Juliana, la meraviglia della sua giravolta con gonna amaranto e arabeschi dorati, niña morena y àgil.
Il flamenco e l'amore semplice e spontaneo in una Granada dal sapore di olive, di frantoi, di cipolle, di rosmarino, di erbe aromatiche.. sogno che quel trasporto non finisca mai.

La bellezza dell'amore sta nella semplicitá, qui l'amore sta nella bellezza della luce del Sole.
Luce che c'è e che non si può negare, nè occultare.

L'Alhambra nasconde ancora un sultano che da secoli ricerca la sua principessa. Il segnale che possa orientarlo nuovamente. La vita è un tentativo di mordersi la coda, di cogliere l'attimo e sbatterci contro.. e cerca cerca e ricerca e ripensa e ritorna e gira e cambia. Borges si era perso nell'Aleph dell'Alhambra?
Poi è arrivato Paco, che ha trasformato quella favorita del sultàn in una chitarra flamenca... si è fatta voce per cantare la sofferenza del vero amore, nei quartieri di Granada.

Lola in quei quartieri ci avrà anche ballato, sorseggiando qualche bicchiere di sherry invecchiato.

In Andalusìa i toreri non sono api d'oro matte che cozzano contro le vetrate del sole ricercando il nettare del proprio fiore. Semplicemente si elevano in volo, s'inebriano dei profumi d'una folla festante al loro debutto in plaza: " en ninguna parte como aquì, en esta tierra Andalucìa, el torero surgiò del alma de un soplo de viento. Envuelto en filigranas de capotes y puñados de sentimiento. "

Immagino di raccogliere aceitunas. Di non seguire i cavalieri verso Còrdoba, nè i torerillos che mi indicano la strada per Sevilla... penso che non seguirò mai nemmeno il ragazzo con mirto e rose tra le braccia. Neanche se và a Granada.
La niña que coge aceitunas si fa cingere la vita dal vento e si lascia trasportare dalla sua dolce carezza sulla guancia.

Tutto questo per dire che ieri (ormai) in Spagna sono passati los Reyes.
E non mancherà molto perchè in Spagna ci ripassi anche io !