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giovedì 6 gennaio 2011

Pensieri immortalati al minuto e mezzo


Probabilmente a Granada oggi c'era il sole.

Gli olivi cantavano rispettosamente la melodia cauta del silenzio, fitto fitto denso denso pesante giù per una spianata secca dall'odore dell'olio.

Voglio fare un bagno nell'olio, voglio rincorrere Pepe el Romano e fermare Adela. Adela non doveva uccidersi per amore, il suo corpo freddo non doveva subire la pesantezza di un altro " silenzio ".
Quello della spianata d'olivi, forse quella attorno al Guadalquivir, che per l'ultima volta vide el Camborio, gitano della dinastia degna d'onore.

...mentre scrivo, la notte a Sevilla cerca pianure verdi sulle quali potersi inginocchiare. Difatti sta passando San Gabriel, figlio della luna! Anunciaciòn de los Reyes lo aspetta coronata di garofani rossi, e Lui santo virile con passo di torero è in procinto di annunciar novella. Andalucìa terra di vita. De milagros.




Nei sogni, sogno Gerald. La Sierra Nevada e l'Inghilterra... stanco della convenzione inglese, della distruzione post-guerra, scende verso Granada, lui scrittore freddo e contenuto. Juliana, la meraviglia della sua giravolta con gonna amaranto e arabeschi dorati, niña morena y àgil.
Il flamenco e l'amore semplice e spontaneo in una Granada dal sapore di olive, di frantoi, di cipolle, di rosmarino, di erbe aromatiche.. sogno che quel trasporto non finisca mai.

La bellezza dell'amore sta nella semplicitá, qui l'amore sta nella bellezza della luce del Sole.
Luce che c'è e che non si può negare, nè occultare.

L'Alhambra nasconde ancora un sultano che da secoli ricerca la sua principessa. Il segnale che possa orientarlo nuovamente. La vita è un tentativo di mordersi la coda, di cogliere l'attimo e sbatterci contro.. e cerca cerca e ricerca e ripensa e ritorna e gira e cambia. Borges si era perso nell'Aleph dell'Alhambra?
Poi è arrivato Paco, che ha trasformato quella favorita del sultàn in una chitarra flamenca... si è fatta voce per cantare la sofferenza del vero amore, nei quartieri di Granada.

Lola in quei quartieri ci avrà anche ballato, sorseggiando qualche bicchiere di sherry invecchiato.

In Andalusìa i toreri non sono api d'oro matte che cozzano contro le vetrate del sole ricercando il nettare del proprio fiore. Semplicemente si elevano in volo, s'inebriano dei profumi d'una folla festante al loro debutto in plaza: " en ninguna parte como aquì, en esta tierra Andalucìa, el torero surgiò del alma de un soplo de viento. Envuelto en filigranas de capotes y puñados de sentimiento. "

Immagino di raccogliere aceitunas. Di non seguire i cavalieri verso Còrdoba, nè i torerillos che mi indicano la strada per Sevilla... penso che non seguirò mai nemmeno il ragazzo con mirto e rose tra le braccia. Neanche se và a Granada.
La niña que coge aceitunas si fa cingere la vita dal vento e si lascia trasportare dalla sua dolce carezza sulla guancia.

Tutto questo per dire che ieri (ormai) in Spagna sono passati los Reyes.
E non mancherà molto perchè in Spagna ci ripassi anche io !



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