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domenica 1 novembre 2015

Sei il mio sguardo nel mondo




                             


-          Quale mondo?
-          Il mio. Sei l’oblò spalancato sulle ali universali e da lì mi permetti di avere una visione completa di questo grande spazio terrestre.
-          Spiegami come posso essere l’oblò dal quale ti sporgi. Ti chiami Anna, non Pietro…
-          Sono Anna quando mi sveglio il mattino e non resisto all’idea di prepararmi un caffè; sono Anna quando lavoro e quando accidentalmente striscio la fiancata dell’auto ai sottopassaggi troppo stretti. Sono Anna quando litigo con la mia amica ritardataria. La parte più intima di Anna, però, è Pietro. Sono un po’ come una grande quercia, coi grandi cerchi sotto al tronco per contarle gli anni e conta, conta e conta… la parte più centrale è il punto focale di tutti i cerchi. E’ una parte morbida e bianca chiamata midollo ed ecco, quello è il mio Pietro.
-          Non capisco. Stai diventando l’Anna retorica e cantastorie che và presa a piccole dosi per essere sopportata…ma avanti, spiegami. Che intendi dire che sono io il tuo midollo?
-          Vedi, se ben noti ti ho detto che sono Anna quando mi scontro con gli aspetti materiali della vita. Per gli aspetti “profondi”, come può esserlo quello di un soave midollo chiaro, io sono profondamente Pietro. Quando piango sono Pietro, perché quella lacrima è frutto del tuo allontanamento. Quando rido sono sempre Pietro…perché la risata me la causi tu con quel tuo buffo vizio di scrollare il naso quando sei felice. Sai quando sono più “Pietro”?
-          Quando, Anna?
-          Quando ti ho accanto ed ogni parte di Anna vuole proteggerti, a tutti i costi. Quando hai freddo, io ti cedo la mia coperta. Quando hai fame, la mia cena. Quando sei arrabbiato, ti cedo i miei baci…quasi solenni, perché il rito verso la serenità possa compiersi perfettamente.
-          Vivi i sentimenti in modo paurosamente impattante. Torniamo all’oblò, hai detto che sono io a permetterti di guardare il mondo.
-          Anna e Pietro non sono disgiunti, ma uniti. Io guardo dall’oblò coi miei occhi, ma quel grande foro rappresenta i tuoi. Lo sguardo è lo specchio dell’anima, e la nostra è una soltanto.
-          Voglio chiederti una cosa importante: se quel midollo marcisce, che ne sarà dell’albero?
-          Morirà con lui… non potrebbe esistere senza…
-          Ho capito. Spero che quest’eventualità non capiti mai…
-          Non capiterà, se entrambi ricordiamo giornalmente di prendere il sole ma anche e soprattutto la pioggia, che è fastidio ed è noia, ma è indispensabile per nutrire il cuore da cui proviene la nostra linfa, la linfa dell’amore…
-          Hai una mente così fantasiosa… forse ti amo anche per questo.



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